Gengiva ritirata sull'impianto: il collo che si vede
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Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 28.09.2026
Chi si cura a Pistoia · 28 settembre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
Impianto dentale e gengiva ritirata: perché il margine si abbassa, quando si interviene e cosa valuto in visita a Pistoia.
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Quando si parla di impianto dentale gengiva ritirata, spesso il problema non è l'impianto che si muove, ma il margine di gengiva che si è abbassato e lascia scoperta la parte metallica del collo. A volte resta una questione estetica, altre volte è il primo segnale di un'infiammazione da fermare. Serve una visita per distinguere le due cose.
Sono Pietro Palandri e in Via Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di implantologia dentale.
La gengiva si è abbassata intorno all'impianto: è normale?
Un piccolo assestamento nei primi mesi dopo l'intervento è atteso; una gengiva che continua a ritirarsi anno dopo anno non lo è.
Dopo l'inserimento, i tessuti si riorganizzano intorno al pilastro e alla corona. In questa fase mezzo millimetro di margine può muoversi, e di solito la situazione si stabilizza entro il primo anno di controlli.
Il discorso cambia quando il paziente racconta che «ogni volta che mi guardo vedo un po' più di grigio». Lì non è assestamento. Lì c'è una causa attiva che va cercata.
Perché si vede il metallo sul bordo della corona?
Il metallo compare quando lo spessore di gengiva che copre il collo dell'impianto è troppo sottile per nascondere quello che c'è sotto.
Le cause che trovo più spesso sono queste:
- Gengiva sottile di partenza. Alcuni tessuti sono naturalmente fini e trasparenti: il grigio traspare anche senza vera recessione.
- Poco osso sul versante esterno. Se la parete ossea davanti all'impianto era già ridotta, la gengiva non ha un sostegno su cui appoggiarsi.
- Placca sul colletto. L'infiammazione cronica consuma il margine, in silenzio, senza dolore.
- Spazzolamento troppo energico. Setole dure e movimento orizzontale limano la gengiva più di quanto si pensi.
- Corona con margine sporgente. Un profilo che non lascia spazio ai tessuti li spinge indietro.
Capire quale di queste pesa di più cambia tutto il resto. Per questo la prima cosa che faccio non è programmare un intervento, ma misurare.
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Una gengiva ritirata mette a rischio l'impianto?
Non sempre, ma il margine scoperto è una spia: va controllato per capire se sotto c'è solo tessuto infiammato o anche osso che si sta perdendo.
Quando l'infiammazione resta nella gengiva, con un po' di sanguinamento allo spazzolino, si lavora sulla pulizia e sulla tecnica domiciliare. Quando invece coinvolge l'osso intorno alla vite, la partita è diversa e più lunga.
La differenza la fanno il sondaggio e una radiografia di confronto. A occhio nudo le due situazioni si assomigliano molto.
Su un impianto la manutenzione non è la stessa dei denti naturali: cambiano gli strumenti e cambia la frequenza. Ne parlo nella pagina dedicata all'igiene degli impianti, che per me è la parte meno spettacolare e più decisiva di tutto il percorso.

Quando non serve toccare la gengiva intorno all'impianto?
Quando il margine è fermo da anni, non sanguina e non trattiene cibo: in quel caso la strada più semplice viene prima della chirurgia.
La soluzione meno invasiva, molto spesso, è una sequenza di igiene professionale con strumenti adatti agli impianti, più una correzione di spazzolino e scovolino. In diversi casi basta questo per fermare la discesa del margine.
Un secondo passaggio possibile riguarda la corona: se il profilo è troppo ingombrante, si può rivedere quello prima di pensare ai tessuti.
Un innesto di gengiva ha senso quando il collo scoperto dà davvero fastidio, quando la mucosa è così fine da infiammarsi a ogni pasto, o quando la zona è visibile nel sorriso. Non lo propongo per un millimetro stabile e asintomatico.
Si può mettere un impianto dove la gengiva è già ritirata?
Sì, ma prima si misura l'osso: è lui a decidere dove finirà il margine di gengiva, non il contrario.
Nel mascellare superiore, dove il volume manca più spesso, valuto se serve un rialzo del seno mascellare per dare all'impianto un appoggio vero. Nei settori anteriori guardo soprattutto lo spessore della parete esterna.
Chi arriva con pochi denti residui e gengive già sofferenti chiede quasi sempre della soluzione in giornata. L'implantologia a carico immediato resta una possibilità, ma non è per tutti: serve stabilità, e la stabilità si verifica in sala, non a parole.
Per l'arcata intera esistono percorsi diversi, dall'All-on-4 a una dentiera fissa su impianti. Tutti i dettagli del metodo che seguo stanno nella pagina di implantologia dentale.
Come si organizza un controllo se non abito in città?
Basta una mezz'ora: la visita di controllo su un impianto è breve, e lo studio è comodo anche per chi viene da fuori.
Siamo in Via Machiavelli 27, a due passi dal raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale o Serravalle Pistoiese non deve girare per cercare posto. Dalla stazione di Pistoia sono dieci minuti a piedi.
Seguiamo pazienti dalle frazioni come Bottegone, Candeglia, Pontelungo e Capostrada, e da Casalguidi. Molti fissano il controllo prima del lavoro: siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.
Se stai cercando un dentista a Pistoia per un secondo parere su impianti fatti altrove, portare le radiografie precedenti accorcia di molto il lavoro.
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Il primo passo è una visita: guardo il margine, misuro intorno a ogni impianto, confronto le radiografie e ti dico se la gengiva ritirata è un dato stabile o una cosa da fermare. Chiama lo 0573 32937 o scegli l'orario che ti torna su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.
Domande frequenti
No, il tessuto perso non torna spontaneamente al punto di partenza. Si può però fermare la discesa e, in casi selezionati, aumentare lo spessore con un innesto. La scelta dipende da quanto margine manca e da dove si trova nel sorriso.
Spazzolino morbido, movimento dal rosa verso il bianco, senza sfregare in orizzontale. Lo scovolino della misura giusta conta più del dentifricio. La misura la scegliamo in studio, provandola: uno scovolino troppo grosso peggiora la situazione invece di aiutarla.
No. Molti impianti con il collo visibile restano in funzione per anni, purché l'osso intorno sia stabile e l'igiene sia corretta. La rimozione si valuta solo quando la perdita ossea è avanzata o l'impianto ha perso stabilità.
Nella maggior parte dei casi imposto una cadenza di sei mesi, che diventa più ravvicinata per chi ha avuto parodontite, per chi fuma o per chi ha una gengiva molto sottile. La frequenza la decidiamo dopo la prima valutazione, caso per caso.
Spesso no, e questo è il motivo per cui viene trascurata. Può dare fastidio al freddo sulla zona vicina, sensazione di cibo che si incastra o un leggero sanguinamento allo spazzolino. L'assenza di dolore non dice nulla sullo stato dell'osso.
A volte sì: una corona con un profilo diverso può mascherare il margine e lasciare più spazio ai tessuti. Non è sempre possibile, perché dipende da quanto l'impianto è emerso e dalla sua inclinazione. Lo verifico con una prova prima di procedere.
Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >
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Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
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Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
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