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Togliere un impianto saldo fa più male di uno mobile?

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Implantologia dentale > Togliere un impianto saldo fa più male di uno mobile?

Il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio dentistico di Pistoia, spiega se fa male togliere impianto dentale

Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 17.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 17 settembre 2026 · 6 min di lettura

Riassunto:

Fa male togliere un impianto dentale? Cosa si avverte, perché conta quanto è saldo e come gestire i giorni dopo: la visita a Pistoia.

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Chi si chiede se fa male togliere impianto dentale di solito teme il momento dell'intervento. L'anestesia locale serve proprio a controllare il dolore, e molti pazienti riferiscono soprattutto una sensazione di pressione. Il fastidio vero, quando c'è, tende a comparire nei giorni successivi e dipende molto da quanto l'impianto è ancora saldo nell'osso.

Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Machiavelli 27 a Pistoia, dove seguo tutte le aree dello studio, dalla chirurgia implantare alla protesi.

Perché il mio impianto dovrebbe essere tolto?

Un impianto si toglie quando non può più sostenere una protesi o quando mette a rischio l'osso intorno. Non succede spesso. Ma succede. I motivi che valuto in studio sono pochi e precisi.

  • Impianto mobile. L'osso non si è saldato alla vite, oppure si è staccato col tempo: l'impianto dondola.
  • Perimplantite avanzata. L'infiammazione ha consumato molto osso di sostegno e le cure conservative non bastano più.
  • Frattura. Il corpo dell'impianto si è rotto, evento raro ma possibile con carichi forti o con il bruxismo.
  • Posizione sfavorevole. L'impianto è così inclinato da non permettere una protesi pulibile.

Il motivo cambia la tecnica di rimozione. E la tecnica cambia il decorso dei giorni dopo.

Cosa potrei avvertire durante la rimozione?

Con l'anestesia locale la sensazione più comune è una pressione, a volte con qualche vibrazione. Prima di iniziare controllo che la zona sia ben addormentata. Ogni persona però reagisce in modo diverso. Per questo ci accordiamo su un segnale: alzi la mano, io mi fermo e valuto se serve altra anestesia.

Se l'idea della poltrona ti agita, dimmelo già alla visita. Spiego ogni passaggio prima di farlo. Ci prendiamo le pause che servono.

Anche la durata varia. Un impianto già mobile richiede poco tempo. Uno ancora integrato ne richiede di più.

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Perché un impianto ancora saldo può dare più fastidio dopo?

Perché liberarlo richiede di lavorare di più sull'osso, e l'osso poi deve guarire. Quando l'impianto dondola, lo sfilo con un trauma ridotto. Il decorso somiglia spesso a quello di un'estrazione semplice.

Quando invece è ancora integrato, provo prima a svitarlo con uno strumento che applica una forza contraria a quella dell'inserimento. È la via più rispettosa dell'osso. Non sempre basta.

In quel caso devo rimuovere un sottile anello di osso intorno alla vite. Qui gonfiore e indolenzimento nei giorni seguenti sono più probabili. Per scegliere la strada mi serve spesso una TAC dentale: mostra quanto osso resta e dove passano nervi e seno mascellare.

L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia
L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia

Quanto può durare il male nei giorni seguenti?

In molti casi il fastidio aumenta nelle prime 48-72 ore e poi cala gradualmente. Non posso darti tempi uguali per tutti. Posso darti le indicazioni che chiedo a ogni paziente.

  • Freddo a intervalli. Ghiaccio avvolto in un panno sulla guancia, soprattutto il primo giorno.
  • Cibo morbido e tiepido. Niente di croccante dal lato operato per qualche giorno.
  • Niente fumo. Il fumo ostacola la guarigione di osso e gengiva.
  • Farmaci solo se prescritti. Ti indico io cosa prendere, in base alla tua salute generale.
  • Controllo dopo circa una settimana. Guardo come si chiude la gengiva e, se servono, tolgo i punti.

Molti pazienti arrivano da Agliana, Quarrata o Montale. Con la guancia indolenzita è meglio non guidare da soli: fatti accompagnare, anche perché lo studio è in Via Machiavelli 27, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti.

Tre segnali non vanno aspettati. Un dolore che cresce dopo il terzo giorno, la febbre o il pus richiedono una telefonata, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.

Quando non serve togliere l'impianto?

Spesso si può tentare prima una soluzione più semplice, e va tentata. Un'infiammazione della gengiva intorno all'impianto, presa per tempo, si può curare senza rimuoverlo: pulizia professionale, istruzioni per casa, controlli ravvicinati. È il lavoro dell'igiene degli impianti.

  • Vite della corona allentata. Se si muove la corona e non l'impianto, spesso basta serrare o sostituire la vite.
  • Corona rotta. Si rifà la protesi, l'impianto resta al suo posto.
  • Perdita d'osso iniziale. Si può trattare la superficie dell'impianto e, in alcuni casi, valutare una rigenerazione.

Chi arriva convinto di dover togliere tutto a volte ha un problema più piccolo. Lo stabilisco dopo visita e radiografie, mai al telefono.

Dopo la rimozione, quando si può pensare a un nuovo impianto?

Solo quando osso e gengiva sono guariti e dopo una nuova valutazione. In alcuni casi, già durante la rimozione, riempio la cavità con materiale da innesto per conservare il volume dell'osso. I tempi cambiano da persona a persona. Di solito si ragiona in mesi.

Nell'arcata superiore, se l'osso sotto il seno si è assottigliato, può servire un rialzo del seno mascellare. Il carico immediato, dopo una rimozione per infezione, di solito non è la mia prima ipotesi: l'osso deve essere sano.

Le opzioni sono descritte nella pagina sull'implantologia dentale a Pistoia. Chi vuole orientarsi sullo studio e sul territorio trova tutto nella pagina del dentista a Pistoia.

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Il primo passo è una visita, con una radiografia o una TAC, per capire se l'impianto va davvero tolto e con quale tecnica. Quanto fa male togliere impianto dentale nel tuo caso dipende da questo esame, non da una regola generale. Chiama lo 0573 32937 o scegli un orario sulla prenotazione online.

Domande frequenti

  • Durante l'intervento l'anestesia locale serve a controllare il dolore in entrambi i casi. Nei giorni seguenti il fastidio è spesso paragonabile a quello di un'estrazione. Se l'impianto era ben integrato e ho lavorato sull'osso, il gonfiore può essere più marcato.

  • Molti pazienti ci riescono, soprattutto se l'impianto era già mobile. Dopo una rimozione più impegnativa consiglio uno o due giorni tranquilli. Ne parliamo prima, in base al tipo di lavoro che fai.

  • Dipende da cosa si muove. Se è la corona o la sua vite, l'impianto spesso resta dov'è. Se si muove l'impianto nell'osso, di solito va rimosso, ma lo confermo solo dopo la visita.

  • Spesso si valuta una soluzione provvisoria, fissa o mobile, per il periodo di guarigione. La scelta dipende dalla zona e dal numero di denti coinvolti. Nei settori visibili cerco di evitare che resti uno spazio vuoto.

  • Non sempre, ma quando l'impianto è ancora ben fissato è di grande aiuto. Mostra quanto osso c'è intorno e dove si trovano nervi e seno mascellare. Così posso scegliere la tecnica meno invasiva per il tuo caso.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi

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Scritto e revisionato da Dott. Pietro Palandri · Chi si cura a Pistoia.