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Perché l'impianto dentale al molare chiede più osso?

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Il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio dentistico di Pistoia, spiega l'impianto dentale molare

Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 19.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 19 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Impianto dentale molare a Pistoia: quanto osso serve dietro, quando basta il rialzo del seno e quando il dente si salva. Cosa guardo in Via Machiavelli.

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Un impianto dentale molare sostituisce il dente che macina di più, quindi ha bisogno di osso sufficiente in altezza e larghezza, di gengiva sana intorno e di una corona disegnata per il carico della masticazione. Sopra il limite è il seno mascellare, sotto è il nervo: la TAC dice se si può inserire subito o se prima va preparato il terreno.

Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Machiavelli 27 a Pistoia, dove mi occupo di implantologia.

Perché il molare è il dente più difficile da rimpiazzare con un impianto?

Perché sopporta il carico più alto della bocca e sta proprio dove l'osso è spesso più basso. Un incisivo taglia, un molare schiaccia. Le forze in gioco sono molto diverse, e la vite che va nell'osso deve reggerle ogni giorno, per anni.

Quando arriva un paziente che ha perso un molare da tempo, guardo quattro cose prima di parlare di impianto:

  • Il carico. Dietro si mastica con forza, quindi l'impianto va scelto con un diametro adeguato e la corona non deve essere più larga di quanto l'osso possa sostenere.
  • L'osso sopra. Nell'arcata superiore, sopra le radici dei molari, c'è il seno mascellare. Dopo un'estrazione l'osso si abbassa e il seno tende a scendere.
  • L'osso sotto. Nell'arcata inferiore corre il nervo alveolare, che dà sensibilità a labbro e mento. Va rispettata una distanza di sicurezza.
  • La gengiva. Un molare spesso ha intorno una gengiva sottile o infiammata. Se non è sana, l'impianto parte male.

Questo spiega perché su un dente posteriore i tempi e le scelte cambiano rispetto a un impianto davanti. La pagina dedicata agli impianti dentali a Pistoia descrive il percorso generale; qui parlo del caso specifico del molare.

Quanto osso serve per un impianto al posto del molare?

Servono in genere almeno otto-dieci millimetri di altezza e uno spessore che lasci osso intorno alla vite su tutti i lati. Sono misure indicative: il numero vero lo dà la TAC Cone Beam, che vedo in tre dimensioni.

La radiografia panoramica da sola non basta per un molare. Mostra l'altezza, ma non la larghezza né la forma del seno. Per questo, prima di decidere, chiedo sempre l'esame 3D. Dura pochi minuti. E cambia il piano.

C'è poi il fattore tempo. Più anni sono passati dall'estrazione, più l'osso si è ritirato. Un molare tolto sei mesi fa e uno tolto sei anni fa raramente presentano la stessa situazione.

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Quando NON serve l'impianto sul molare perso?

Quando il dente si può ancora salvare, oppure quando la masticazione regge bene anche senza sostituirlo. L'impianto è l'ultima opzione della lista, non la prima.

Se il molare c'è ancora ma è compromesso, prima valuto se un ritrattamento canalare o una corona possano recuperarlo. Una radice sana, anche devitalizzata, vale più di qualunque vite.

Se il molare è già stato tolto, esistono casi in cui non intervengo:

  • Il secondo molare. Quando manca solo l'ultimo dente dell'arcata e quello davanti mastica bene, spesso la funzione non ne soffre. Si osserva.
  • Il dente del giudizio. Non si sostituisce quasi mai.
  • Lo spazio chiuso. Se i denti vicini si sono già inclinati verso il vuoto e occupano il posto, prima va ricreato lo spazio. A volte non vale la pena.
  • La parodontite attiva. Con gengive infiammate e osso che si ritira, l'impianto rischia di fare la stessa fine del dente. Prima si cura la bocca.

Quando invece lo spazio va colmato e l'osso non permette l'impianto, resta il ponte su denti naturali. Ha i suoi limiti, perché lima i denti vicini, ma è una strada onesta da mettere sul tavolo.

L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia
L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia

Cosa succede se l'osso dietro non basta?

Nell'arcata superiore si può recuperare altezza con il rialzo del seno; nell'inferiore si lavora sul diametro e sulla posizione della vite. Non è un ostacolo definitivo, ma allunga i tempi.

Il rialzo del seno mascellare solleva la membrana del seno e riempie lo spazio con materiale che l'osso del paziente colonizza nei mesi successivi. Se il deficit è piccolo, si può fare insieme all'impianto. Se è ampio, si fa prima e si aspetta.

Sotto, dove c'è il nervo, il rialzo non esiste. Si valuta un impianto più corto, o una posizione leggermente diversa, sempre entro i margini che la TAC mostra. Se non c'è margine, torno alle alternative dette sopra.

Quanto tempo passa tra l'estrazione del molare e la corona definitiva?

Di solito tra tre e sei mesi, di più se serve il rialzo del seno. Il carico immediato, cioè il dente provvisorio fissato lo stesso giorno, sui molari singoli è raro: le forze sono troppo alte per un impianto appena inserito. Lo riservo a situazioni precise, descritte nella pagina sul carico immediato.

Le tappe tipiche per un paziente di Pistoia sono queste:

  • Prima visita e TAC. Un incontro, in Via Machiavelli 27, con esame 3D.
  • Chirurgia. Circa un'ora. Si torna a casa da soli, meglio se accompagnati.
  • Attesa. Da tre a sei mesi, con un controllo intermedio.
  • Impronta e corona. Due appuntamenti ravvicinati.

Via Machiavelli 27 è a pochi minuti dal raccordo: da Agliana, Montale e Quarrata si arriva in auto e si lascia la macchina nel parcheggio dei pazienti. Anche da Serravalle Pistoiese e da Casalguidi il tragitto è breve.

Chi viene in treno ha la stazione di Pistoia a dieci minuti a piedi. Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.

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Come si tiene pulito un impianto al molare, che sta in fondo?

Con uno scovolino della misura giusta ogni sera e un richiamo di igiene ogni quattro-sei mesi. Lo spazzolino arriva in fondo con fatica, e la corona del molare ha un profilo che raccoglie cibo sotto.

Nella pagina sull'igiene degli impianti spiego gli strumenti. Qui basta un concetto: l'impianto non fa carie, ma la gengiva intorno si infiamma come quella di un dente vero. E l'infiammazione, su un impianto, scende nell'osso più in fretta.

Per questo, dopo la corona, i richiami non finiscono. Chi abita nelle frazioni, da Bottegone a Candeglia a Pontelungo, trova nella pagina del nostro studio a Pistoia come organizzarli.

Il primo passo è una visita: guardo il molare mancante, misuro l'osso con la TAC e ti dico se l'impianto ha senso o se c'è una strada più semplice. Chiama lo 0573 32937 oppure scegli l'orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia. Via Machiavelli 27, Pistoia.

Domande frequenti

  • A volte sì, se l'alveolo è sano e l'osso intorno è sufficiente. Sui molari però la radice è larga e il foro lasciato è grande, quindi spesso preferisco aspettare qualche settimana. La TAC e la situazione della gengiva decidono.

  • L'intervento in sé non cambia: è in anestesia locale e dura circa un'ora. Nei giorni dopo, un po' di gonfiore e fastidio sono normali, di solito gestibili. Se serve il rialzo del seno, il recupero è un po' più lungo.

  • Non sempre. Se i denti vicini non si sono spostati e mastichi bene, si può osservare. Se invece il dente sopra è sceso o quelli accanto si inclinano, il vuoto sta cambiando il morso e conviene valutare.

  • Dipende più dalla gengiva e dai richiami che dalla vite. Un impianto pulito bene e controllato può durare decenni. Un impianto con gengiva infiammata e senza controlli può perdere osso in pochi anni.

  • Per un dente posteriore, sì: serve a vedere il seno mascellare o il nervo e la larghezza dell'osso, che la panoramica non mostra. La facciamo in studio, in Via Machiavelli, e dura pochi minuti.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi

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Scritto e revisionato da Dott. Pietro Palandri · Chi si cura a Pistoia.