Dolore alla mandibola da Agliana: cosa guarda la visita

Da Agliana a Via Machiavelli sono dieci chilometri e un quarto d'ora scarso, senza passare dal centro storico. Se ti svegli con le tempie indolenzite, se la mandibola fa clic quando apri o se masticare da un lato è diventato faticoso, la prima visita non serve a curare. Serve a capire se quel dolore nasce davvero dall'articolazione e dai muscoli che la muovono, oppure se sta arrivando da un'altra parte e la mandibola è solo il posto dove lo senti.
Sono Marco Spinicci, mi occupo di gnatologia e posturologia nello studio di Via Machiavelli. Qui provo a raccontare cosa succede davvero in quell'ora, perché è la domanda che mi fanno più spesso al telefono e perché una buona metà del lavoro sta nell'escludere, non nel trattare.
Perché la prima cosa è escludere
La zona fra l'orecchio, l'angolo della mandibola e la tempia è un incrocio. Ci passano i muscoli che chiudono la bocca, l'articolazione, i denti del giudizio, i rami del trigemino, l'orecchio, e più sotto la muscolatura del collo. Un dolore lì dentro può venire da almeno cinque strutture diverse, e nessuna delle cinque ha il buon gusto di far male solo dove ha sede.
Succede spesso. Una persona arriva convinta di avere un problema all'articolazione e ha un dente incrinato che dà fastidio solo quando morde in un certo modo. Un'altra arriva per un mal d'orecchio che l'otorino ha guardato e trovato pulito, e il dolore viene dal massetere. Una terza ha entrambe le cose insieme, che è il caso più frequente e il più noioso da sbrogliare.
Per questo la visita comincia con delle domande e non con uno strumento. A che ora fa male, e se il dolore c'è già al risveglio o compare la sera. Da che lato mastichi. Se ti è mai rimasta bloccata la bocca, anche solo per qualche minuto. Se hai avuto un trauma, una caduta, un intervento lungo con la bocca aperta. Se sono cambiate cose nell'ultimo anno.
Le mani, prima delle immagini
Poi si guarda come apri. Quanto arrivi, se la mandibola scivola di lato lungo il percorso e poi si ricorregge, se il rumore c'è in apertura, in chiusura o in tutti e due i momenti. Un clic all'inizio dell'apertura e uno alla fine raccontano due situazioni diverse.
Dopo si palpa. Massetere, temporale, la zona dietro l'ultimo molare in alto, e i muscoli del collo fino alla nuca. Cerco i punti che riproducono esattamente il tuo dolore quando li premo: quando succede, quel punto vale più di qualunque immagine, perché ti fa dire "ecco, è questo" invece di descrivere una cosa vaga.
Poi tocca ai denti. Dove si toccano per primi quando chiudi, se un lato arriva prima dell'altro, quali usure ci sono e dove — le usure sono una registrazione di quello che la bocca ha fatto negli anni, e non mentono mai. In parallelo si controllano i denti uno a uno per il motivo di prima: un dolore mandibolare che è in realtà un dente si vede qui, e cambia tutto il percorso.
Il clic da solo non è una diagnosi
Molte mandibole fanno rumore e non fanno male, aprono bene e continuano così per una vita.
Su cosa farne, tra colleghi non si va d'accordo. C'è chi propone comunque un trattamento, perché teme l'evoluzione. Io tendo a lasciar stare quando non c'è dolore, l'apertura è piena e la funzione regge: si controlla nel tempo e si interviene se qualcosa cambia. Non è una certezza, è la scelta che mi sembra più prudente, e te la dichiaro come tale.
Cosa mostra la TAC in sede, e cosa non mostra

Abbiamo la TAC cone beam in studio, e quando serve vedere l'osso dei condili — la forma, eventuali segni di rimaneggiamento, i rapporti con la fossa — si fa lì, quel giorno, senza mandarti in un centro radiologico e farti tornare un'altra volta. Da Agliana significa un viaggio invece di tre.
Ma va detto anche il rovescio: la cone beam mostra l'osso, non il disco articolare. Se il sospetto riguarda la posizione del disco, l'esame che lo mostra è la risonanza, e quella non si fa qui: si prescrive e si esegue altrove. Non tutti hanno bisogno né dell'una né dell'altra. Un quadro chiaramente muscolare si riconosce con le mani e con le domande, e caricare esami sopra a un quadro già leggibile non aggiunge informazione: aggiunge solo appuntamenti.
Quello che non si può sapere alla prima visita
Se la componente dominante è muscolare, articolare o mista, alla prima visita spesso lo si dice con buona approssimazione. Quanto ci metterà a rientrare, no.
È la parte che rende la gnatologia frustrante da spiegare. Due persone con lo stesso quadro rispondono in tempi molto diversi, e la variabile che pesa di più — quanto la muscolatura viene ricaricata ogni giorno, per lavoro, per abitudine, per periodo — non si misura in poltrona. Per questo, quando indico una placca notturna, indico anche un momento in cui ci si rivede per capire se sta funzionando, invece di lasciarti andare avanti a tempo indeterminato. Una placca consegnata e mai più controllata smette di lavorare per te nel giro di poche settimane: quando i muscoli si rilassano la mandibola si sposta, e il manufatto costruito sulla situazione di partenza non combacia più.
Questo per Agliana ha una conseguenza pratica che conviene mettere in conto subito: non è un percorso da un appuntamento solo. Sono la visita, la consegna e due o tre controlli ravvicinati nei primi tempi. Meglio saperlo prima di cominciare che scoprirlo dopo.
Le cose che non riguardano me
Ci sono dolori in quella zona che non sono di mia competenza, e riconoscerli è parte del lavoro.
- Fitte brevissime, elettriche, scatenate da un tocco leggero sul viso o dal vento freddo: è un quadro neurologico, va guardato da un neurologo.
- Dolore alle tempie comparso da poco in una persona sopra i sessant'anni, insieme a stanchezza generale e dolore mentre si mastica: va valutato dal medico curante senza aspettare, perché in quel caso il fattore tempo conta.
- Gonfiore che cresce, febbre, difficoltà ad aprire comparsa nel giro di ore: qui non si prende appuntamento fra due settimane, si chiama subito.
Nel frattempo, per un dolore muscolare comune, un antidolorifico da banco preso secondo il foglietto illustrativo o il consiglio del farmacista è ragionevole per qualche giorno. Se serve tutte le settimane, il problema non è il dolore: è la causa che continua a esserci.
Cosa puoi portare in visita, e ti conviene farlo
Per la settimana prima dell'appuntamento, segnati tre cose su un foglio o nel telefono: a che ora fa male, da che lato, e — questa è la più utile — cosa stavi facendo nel momento in cui te ne sei accorto.
Aggiungi un controllo che puoi fare adesso. Nell'arco della giornata, ogni tanto, verifica dove sono i denti: se le arcate sono a contatto mentre leggi, guidi o lavori al computer, non è normale. Da fermi i denti si toccano pochissimo, e quasi solo quando deglutisci. Molte persone scoprono in tre giorni una cosa che facevano da dieci anni senza saperlo — e quel foglio, in visita, vale un'anamnesi intera.
Il clic della mandibola va curato per forza?
No, non per forza. Un rumore isolato, senza dolore e con apertura normale, nella maggior parte dei casi si tiene sotto osservazione. Diventa un motivo per intervenire quando compare dolore, quando l'apertura si riduce o quando la bocca si blocca, anche solo per pochi istanti.
È urgente fare una visita se mi sveglio con le tempie indolenzite da mesi?
Urgente no, ma rimandarlo ha un costo che non si vede subito: nel frattempo i denti si consumano, e lo smalto perso non torna. Il momento clinicamente giusto è quando il sintomo c'è ma la funzione è ancora buona, perché lì si lavora su una situazione recuperabile. Una prima visita basta a capire da che parte si sta andando.
Serve la TAC per una visita gnatologica?
Non sempre, e non è il punto di partenza. Si prescrive quando l'esame clinico lascia una domanda aperta sull'osso dell'articolazione. Averla in sede evita di spostarsi, ma non è un motivo per farla a tutti.
Vengo da Agliana: quanti appuntamenti devo mettere in conto?
La prima visita è una. Se poi si sceglie una placca, calcola la consegna e due o tre controlli ravvicinati nei primi mesi. Siamo sei odontoiatri su quattro sale, quindi in segreteria si può provare ad accorpare il controllo con un'altra cosa nella stessa mattinata — va chiesto quando si fissa, non il giorno prima, perché richiede di far combaciare due agende. Le fasce di inizio e fine giornata sono le più richieste da chi arriva dalla piana: si prenotano con anticipo.
Studio Dentistico Palandri e Spinicci — Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia. Lunedì-venerdì, 9:00-19:00. Telefono 0573 32937, oppure il modulo nella pagina contatti. Da Agliana sono dieci chilometri, una quindicina di minuti.

Dott. Marco Spinicci
Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Pistoia n. 32
Si occupa di gnatologia, posturologia, conservativa, endodonzia, protesi nello studio di Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia.
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