Controlli dalla montagna pistoiese: un calendario che regge

10 agosto 2026 · Pistoia e dintorni · Dott.ssa Giulia Sofia Profeti · 7 min di lettura
La sala d'attesa dello studio di Via Machiavelli, a Pistoia

Se abiti in quota, il problema non è la singola visita: è la seconda, e la terza. Chi scende dalla montagna pistoiese salta i controlli quasi mai per pigrizia — li salta perché il programma non era stato costruito tenendo conto della strada. Si costruisce in due mosse: accorpare quello che si può fare nella stessa mattina, e uscire dallo studio con la data successiva già fissata.

Sono Giulia Sofia Profeti, mi occupo di igiene e prevenzione qui in Via Machiavelli. Vedo passare le stesse persone due, tre, quattro volte l'anno per anni, e da quella posizione si nota una cosa che in poltrona si dice poco: il calendario è una parte della cura, non un dettaglio della segreteria.

Mezz'ora, e poi dipende dalla strada

Da San Marcello Piteglio, da Cutigliano, dalla Sambuca si scende su Pistoia lungo la statale dell'Abetone. Mezz'ora abbondante quando va bene. Da Le Piastre qualcosa meno, da Marliana si arriva per un'altra strada in venticinque minuti scarsi.

Poi c'è dicembre. E gennaio, e febbraio, che è il periodo in cui il conto cambia: la stessa distanza diventa quaranta minuti, o cinquanta, o una mattina che non si fa. Chi vive lassù lo sa meglio di me e organizza la giornata di conseguenza — spesa, banca, medico, tutto nello stesso viaggio. Il controllo dal dentista, invece, quasi sempre resta un viaggio a sé. È lì che si perde.

Ogni quanto, davvero

Ti aspetteresti un numero. Ne do uno soltanto come punto di partenza, perché la risposta onesta è che dipende, e dipende da cose che si misurano.

Chi non ha carie da anni, gengive che non sanguinano al sondaggio, poche otturazioni vecchie e nessuna secchezza della bocca da farmaci sta bene con un controllo all'anno. Chi ha avuto due carie negli ultimi tre anni, o fuma, o ha il diabete, o porta un apparecchio, o ha molte ricostruzioni ai margini delle quali il tartaro si riforma in fretta, sta su sei mesi — e in certi casi su quattro. Non è una scala fissa: è il rischio individuale, riletto ogni volta con quello che si vede in bocca quella mattina.

Quello che non posso dirti alla prima visita è dove starai fra due anni. Il rischio di carie non è un tratto stabile: cambia con il lavoro, con i farmaci che compaiono dopo i sessanta e riducono la saliva, con una gravidanza, con un periodo in cui si mangia fuori. Si vede a posteriori, confrontando due o tre controlli.

E fra colleghi non c'è accordo pieno neanche su questo. C'è chi tiene tutti a sei mesi per principio, perché è una cadenza che la gente ricorda; c'è chi allunga a dodici appena il quadro è pulito, per non spostare tempo e denaro delle persone su sedute che non servono. Io sto nel secondo gruppo, ma con una condizione: l'intervallo lungo vale finché resta vero, e va verificato ogni volta, non dato per acquisito.

Un viaggio invece di tre

Questa è la parte che dipende da noi, e che conviene chiedere invece di aspettarsi.

Lo studio ha quattro sale operative e sei odontoiatri che ci lavorano dentro con orario continuato dal lunedì al venerdì. Significa che, con un po' di anticipo, si possono mettere in fila nella stessa mattina cose che altrove diventano tre appuntamenti in tre settimane: la seduta di igiene, il controllo di conservativa su quel dente che era in osservazione, e il controllo ortodontico di tuo figlio con la Dott.ssa Schioppa o la Dott.ssa Bottacci. Una salita e una discesa. Non riesce sempre — far combaciare due agende richiede che qualcuno lo chieda per tempo, e all'ultimo momento quasi mai si incastra.

La TAC cone beam è dentro lo studio: quando serve un esame tridimensionale non c'è un secondo viaggio da programmare.
La TAC cone beam è dentro lo studio: quando serve un esame tridimensionale non c'è un secondo viaggio da programmare.

C'è poi la diagnostica. La TAC cone beam è in sede, e per chi arriva da fuori questo pesa più che per chi abita in centro: se durante un controllo emerge che serve un esame tridimensionale, si fa quel giorno, in quella stessa mattina, invece di aggiungere una trasferta in un centro radiologico e poi una terza per rileggerlo insieme.

Le fasce di inizio e di fine giornata sono le più contese proprio da chi viene da lontano, perché evitano il traffico della piana in tutte e due le direzioni. Vanno chieste con settimane di anticipo, non il giovedì per il lunedì.

L'appuntamento si prende prima di uscire

È la cosa più banale che scrivo qui, ed è quella che funziona meglio.

Un appuntamento che esiste già si sposta, al massimo. Un appuntamento da prendere non si prende: passa novembre, arriva la neve, poi è primavera e sono passati diciotto mesi invece di dodici. Quando esci dalla seduta chiedi la data successiva subito, mettila nel telefono lì davanti al bancone, e se in famiglia siete in più di uno prendetele consecutive. Due minuti in segreteria valgono, per l'anno che viene, più di qualunque raccomandazione che potrei farti adesso.

Se salta una stagione

Capita, e non è una colpa: una strada chiusa, un inverno storto, un lavoro che non concede mattinate.

Quando succede, la mossa sbagliata è aspettare di essere "in regola" per tornare. Si rientra da dove si è rimasti, si guarda cosa è cambiato e si riparte da lì. Nulla di quello che si è fatto prima va perso.

Quello che puoi fare stasera

Apri il calendario del telefono e guarda quand'è stata l'ultima volta. Se non lo trovi, è già la risposta.

Poi, quando prenoti, chiedi due cose insieme: l'intervallo di richiamo con il motivo clinico accanto, e la possibilità di accorpare nella stessa mattina i controlli di tutta la famiglia. Il resto — la seduta, la strumentazione, quello che serve fare — è lavoro nostro.

Se sto bene e non ho mai avuto carie, devo venire lo stesso ogni anno?

Sì, e proprio perché stai bene l'intervallo lungo è sostenibile. Il controllo annuale in una bocca sana dura poco: si guardano i denti uno per uno, si sonda il bordo gengivale e si confronta con l'anno prima. È il confronto nel tempo a dire qualcosa, non la singola fotografia. Se il quadro resta pulito si continua così; se compare qualcosa, si accorcia.

Quando devo prenotare se sento freddo su un dente da qualche settimana?

Quella è già una segnalazione da non parcheggiare fino al prossimo richiamo. La sensibilità al freddo che dura settimane può venire da una recessione della gengiva, da una ricostruzione che si è scheggiata sul bordo o da una carie che ha raggiunto la dentina, e sono situazioni con decorsi molto diversi. Distinguerle richiede una visita breve, spesso una radiografia mirata, e da lì si capisce se basta tenerla d'occhio al controllo successivo o se conviene intervenire prima che il problema arrivi al nervo.

Posso fare l'igiene più vicino a casa e venire qui solo per il resto?

Si può, ed è una scelta ragionevole per chi ha inverni difficili. Due accortezze però: che la seduta comprenda il controllo dei denti e non solo la rimozione del tartaro, e che tu porti qui una volta l'anno un quadro aggiornato, radiografie comprese. Senza continuità nei dati ogni studio riparte da zero e le cose piccole si vedono tardi.

I bambini seguono la stessa frequenza degli adulti?

Di norma no: negli anni in cui i denti definitivi stanno erompendo e lo smalto è ancora immaturo si sta più stretti, spesso ogni sei mesi, e se c'è un apparecchio la cadenza la decidono le dottoresse che seguono l'ortodonzia. È anche il caso in cui accorpare conviene di più, perché una famiglia di quattro persone che scende dalla montagna fa un viaggio solo.


Studio Dentistico Palandri e Spinicci — Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia. Lunedì-venerdì, 9:00-19:00. Telefono 0573 32937, oppure il modulo nella pagina contatti. Dalla montagna pistoiese si scende lungo la statale dell'Abetone.

Dott.ssa Giulia Sofia Profeti

Dott.ssa Giulia Sofia Profeti

Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Pistoia n.

Si occupa di igiene e prevenzione nello studio di Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia.

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