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Impianti da Montemurlo: chi te lo mette e chi lo segue poi

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Pistoia e dintorni > Impianti da Montemurlo: chi te lo mette e chi lo segue poi

Il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio dentistico di Pistoia

Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 11.08.2026

11 agosto 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Da Montemurlo si scende quasi sempre su Prato. Per un impianto contano più di tutto tre cose, e nessuna delle tre è la distanza in chilometri.

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Da Montemurlo la giornata guarda verso Prato: la spesa, la scuola, il lavoro. Per un impianto, però, i tredici chilometri che portano a Pistoia pesano molto meno di altre tre cose — chi esegue l'intervento, chi controlla quell'impianto negli anni dopo, e dove torni il giorno in cui qualcosa non va. Il viaggio lo fai tre o quattro volte. Il mantenimento dura decenni.

Sono Pietro Palandri, mi occupo di implantologia e chirurgia orale. Lo studio è in Via Machiavelli dal 1996 e da Montemurlo si arriva in una ventina di minuti senza infilarsi nel centro di Prato: da Oste e da Bagnolo la strada è la stessa. Scrivo questo pezzo perché la domanda che mi fanno più spesso le persone che arrivano da lì è sbagliata. Non è «quanto ci metto», è «da chi ci vado».

I chilometri sono la variabile che conta meno

Facciamo il conto vero degli spostamenti. Per un singolo impianto servono una visita con la tomografia — che qui si esegue lo stesso giorno, la macchina è in sede — l'intervento, un controllo a pochi giorni, poi la parte protesica, che sono due o tre sedute distribuite su qualche settimana. Sette, otto viaggi in tutto. Concentrati in pochi mesi.

Adesso il conto dell'altra metà. Un impianto in bocca va controllato e ripulito due volte l'anno, come e più di un dente naturale. Su dieci anni fanno venti appuntamenti. Su venti, quaranta. Il rapporto è chiaro: gli spostamenti legati al mantenimento sono cinque volte quelli legati all'intervento, e sono quelli che decidono se il lavoro regge.

Questo ribalta il criterio. La distanza va valutata sulla routine dei controlli, non sul giorno dell'intervento, che è l'evento più raro di tutti.

Chi lo mette non è sempre chi lo segue

È la cosa che da fuori non si vede, e che invece cambia tutto.

In molte organizzazioni la chirurgia è affidata a un professionista esterno che passa un giorno alla settimana o al mese; la protesi la fa qualcun altro; l'igiene un altro ancora. Non è una pratica scorretta di per sé, e in certi casi funziona. Il problema nasce dopo, quando l'impianto è lì da otto anni e si scementa una corona, o si allenta una vite, o la gengiva intorno inizia a sanguinare. A quel punto serve qualcuno che sappia quale sistema implantare è stato usato.

Perché gli impianti non sono intercambiabili. Ogni marchio ha connessioni, viti e componenti protesici propri, e un pezzo di una casa non si avvita su un impianto di un'altra. Se il chirurgo che l'ha messo non c'è più e sulla cartella non è scritto nulla, svitare un moncone rotto dieci anni dopo diventa un lavoro d'archeologia: si va per tentativi, con i cacciaviti di tre sistemi diversi in mano.

La contromisura è banale e va chiesta subito. Il nome del sistema implantare e i codici dei componenti devono stare per iscritto — sul preventivo, sulla cartella o sul certificato che ti consegnano a fine lavoro. Se chiedi e ti rispondono a voce, insisti.

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Le domande da fare prima di decidere

Sono tre e non hanno lo stesso peso.

  • Chi opera, e quanti giorni alla settimana è in questa sede. Domanda secca, risposta secca.
  • Chi mi vedrà ai richiami, e ogni quanto. Qui la risposta interessante non è il nome della persona, è se esiste un sistema di richiamo attivo — cioè se ti chiamano loro, o se il controllo dipende dal fatto che te ne ricordi tu. Sulla tenuta di un impianto a dieci anni questa differenza pesa più di quasi ogni scelta tecnica fatta in sala.
  • Se si allenta una vite di venerdì pomeriggio, chi apro. Non è una domanda ansiosa: è la stessa cosa che chiederesti a un'officina prima di comprare un'auto.

Quello che non si può sapere prima

Devo dire una cosa che di solito si tace, e preferisco dirla qui.

La tomografia dice quanto osso c'è, dove passa il nervo, quanto è spessa la cresta. Non dice quanto quell'osso è duro. La qualità la senti solo mentre fresi, e un osso che sulla scansione sembrava adeguato può rivelarsi tenero: in quel caso l'impianto si mette lo stesso, ma la stabilità iniziale non è quella sperata e i tempi si allungano. Succede. Chi promette una data di consegna prima di aver aperto sta promettendo una cosa che non conosce ancora.

Sei odontoiatri e quattro collaboratrici: ai richiami di un impianto, negli anni, incontri sempre le stesse persone.
Sei odontoiatri e quattro collaboratrici: ai richiami di un impianto, negli anni, incontri sempre le stesse persone.

E poi c'è un punto su cui i colleghi non la pensano allo stesso modo: quando caricare l'impianto. C'è chi mette il dente provvisorio subito, il giorno stesso, e ha ottime ragioni per farlo — la persona esce con qualcosa in bocca, la gengiva si modella intorno alla forma giusta fin dal principio, i mesi di attesa si accorciano. È l'impianto della riabilitazione a carico immediato, e su arcate intere con quattro impianti solidarizzati fra loro lo faccio anch'io.

Su un singolo impianto in un settore posteriore, dove la forza della masticazione è massima e non c'è nessun altro impianto a dividere il carico, la mia inclinazione è più prudente: preferisco aspettare che l'osso si sia integrato, anche se questo significa due o tre mesi con un provvisorio meno comodo. Non ho la pretesa che sia l'unica lettura corretta. Ha a che fare con che tipo di rischio preferisco correre.

Dove torni, se qualcosa non va

Questa è la parte corta. Quattro sale, sei odontoiatri, orario continuato dal lunedì al venerdì: se si stacca qualcosa, un posto in giornata si trova quasi sempre. Non è tecnica. È organizzazione, ed è l'unica cosa che ti serve nel giorno in cui serve.

Prima dell'impianto, la gengiva

Un punto che salta spesso, e che riguarda chi ha perso denti da adulto. Se li hai persi per una malattia delle gengive, quella malattia non sparisce quando arriva l'impianto: gli stessi batteri possono attaccare l'osso intorno alla vite, e lì il processo corre più veloce che intorno a un dente naturale, perché manca il legamento che fa da barriera.

Quindi il sondaggio parodontale e l'eventuale cura delle gengive vengono prima dell'intervento, non dopo. E le sedute di igiene professionale diventano il vero investimento sul lavoro fatto — la parte noiosa che decide tutto il resto.

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La cosa pratica

Alla prima visita, ovunque tu vada, chiedi che ti mettano per iscritto tre righe: il sistema implantare, ogni quanto sono previsti i richiami e chi li fa. Se te le scrivono senza esitare, hai capito con che tipo di struttura hai a che fare. Se ti rispondono che si vedrà, hai capito lo stesso.

Meglio operarsi vicino casa o dove mi fido di più del medico?

Sulla giornata dell'intervento la vicinanza è comoda ma marginale: si torna a casa in autonomia e il controllo successivo è a pochi giorni. Il criterio va spostato sui richiami, che durano quanto dura l'impianto. Venti minuti due volte l'anno sono sostenibili per chiunque; il problema nasce quando i controlli non li fa nessuno, e quello capita a qualsiasi distanza.

Posso farmi mettere l'impianto in un posto e seguirlo in un altro?

Si può, e a volte è l'unica strada — chi si trasferisce, per esempio. Ma va portata la documentazione completa: sistema implantare, codici dei componenti, radiografie dell'epoca. Senza quelle carte, chi ti prende in carico lavora al buio sul pezzo di storia che gli manca, e la prima cosa che dovrà fare è rifare gli esami.

Quando devo andare dal dentista se un impianto vecchio sanguina quando lavo?

Presto, e prima che faccia male: l'impianto non ha il nervo, quindi il dolore arriva tardi o non arriva affatto, e il sanguinamento è spesso l'unico segnale che l'osso intorno sta cedendo. In quella fase la situazione si può ancora fermare con la pulizia della zona e un richiamo più stretto. Più avanti le opzioni si riducono da sole. Una valutazione con il sondaggio e una radiografia è la cosa meno impegnativa che si possa fare adesso.

Quanti viaggi da Montemurlo servono davvero?

Per capire se l'impianto è fattibile ne basta uno, comprensivo della tomografia se la si esegue in giornata. Poi l'intervento e un controllo ravvicinato, e la parte protesica in due o tre sedute. Il conteggio esatto si fa alla prima visita, insieme al piano scritto: se qualcuno te lo dà a metà percorso, è tardi.


Studio Dentistico Palandri e Spinicci — Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia. Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00. Telefono 0573 32937, oppure il modulo nella pagina contatti. Da Montemurlo sono tredici chilometri; nella pagina sull'implantologia è spiegato come si svolge la valutazione prima dell'intervento.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini

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