Parodontite da Quarrata: i richiami ogni tre mesi e la strada

10 agosto 2026 · Pistoia e dintorni · Dott. Lorenzo Del Dotto · 7 min di lettura
Una seduta in corso in una delle quattro sale dello studio di Via Machiavelli, a Pistoia

Da Quarrata allo studio ci sono nove chilometri. Contano poco se vieni una volta l'anno; contano parecchio se dopo una terapia parodontale devi tornare ogni tre o quattro mesi, per anni. È il punto in cui la distanza smette di essere una questione di comodità e diventa una variabile clinica, perché il richiamo che salta è quello da cui riparte tutto.

Sono Lorenzo Del Dotto, mi occupo di parodontologia in Via Machiavelli. Qui non spiego come si cura la parodontite — l'ho scritto altrove. Parlo di quello che viene dopo, e di una cosa che in poltrona si dice raramente: la geografia entra nel piano di cura, e conviene metterla in conto prima di firmarlo.

Perché tre mesi, e non sei

La parodontite non si guarisce. Si ferma, e poi si sorveglia.

Quando la terapia attiva ha chiuso le tasche e il sanguinamento è rientrato, sotto il bordo gengivale resta comunque uno spazio che né lo spazzolino né il filo raggiungono. Il biofilm batterico ricomincia a organizzarsi lì sotto nel giro di settimane, anche in chi si lava i denti con cura — e l'infiammazione riparte da dove si era fermata, non da zero. L'intervallo di tre mesi nasce da questo: è più corto del tempo che serve ai batteri per rimettersi in ordine e ricominciare a fare danno.

Non è la pulizia dei denti. In una seduta di mantenimento si comincia con la sonda millimetrata, sei punti attorno a ogni dente, e i numeri si confrontano con quelli della volta prima. Solo dopo si decide dove lavorare, e quasi sempre si lavora su due o tre punti, non su tutta la bocca. Il resto è manutenzione leggera.

Nove chilometri moltiplicati per quattro

Da Quarrata si risale a Pistoia lungo la provinciale. Un quarto d'ora scarso in un orario tranquillo; a Santonuovo, a Catena, agli Olmi si aggiunge qualche minuto, e alle otto del mattino o alle sei di sera il quarto d'ora diventa venticinque minuti buoni. Andata e ritorno: quasi un'ora di macchina attaccata a una seduta che ne dura una scarsa.

Fai il conto sull'anno, poi su cinque anni. Non è la singola trasferta a pesare. È la ripetizione.

E qui viene la parte onesta: la persona che smette non è quella che salta il primo richiamo. È quella che al terzo o al quarto ha una settimana storta, sposta, e poi non richiama più. Non ho un numero da darti sulla nostra realtà, perché non lo abbiamo contato in modo serio e non voglio inventarlo. Ho un'impressione, costruita su trent'anni di agende: la parodontite che torna quasi mai torna per un errore clinico, torna perché il programma si è sfilacciato.

Chi decide se sono tre mesi o sei, e su cosa

Non è una regola uguale per tutti, ed è la domanda su cui rispondo più spesso "dipende". Dipende da cose misurabili, però, non da sensazioni:

  • quante tasche restano sopra i quattro millimetri alla rivalutazione, e quante di quelle sanguinano ancora quando ci passi la sonda;
  • il fumo, che pesa più di quanto quasi tutti immaginino, perché stringe i vasi e nasconde proprio il segnale che useremmo per accorgerci in anticipo;
  • il diabete, e quanto è compensato;
  • le forcazioni dei molari — lo spazio fra le radici, che quando si apre diventa una nicchia dove nessuno arriva da casa. Se una forcazione è coinvolta, l'intervallo si accorcia invece di allungarsi;
  • come pulisci davvero, verificato seduta per seduta, non dichiarato alla prima visita.

C'è un punto che non si può sapere prima, e preferisco dirlo subito: come una bocca risponderà alla terapia non è prevedibile con precisione all'inizio. Due persone con la stessa quantità di malattia, la stessa età, la stessa igiene, arrivano alla rivalutazione in condizioni diverse. Per questo l'intervallo si decide dopo, con i numeri della rivalutazione in mano, e non alla prima visita.

Fra colleghi neanche su questo si va tutti d'accordo. C'è chi parte da tre mesi con tutti e allunga solo dopo due cicli stabili, e chi parte da quattro nelle forme moderate. Io sto nella prima scuola, per un motivo banale: allungare è facile, recuperare l'osso perso nel frattempo non si può.

Cosa possiamo togliere noi dal viaggio

Sulla strada non posso fare niente. Sul resto qualcosa sì, e vale la pena chiederlo invece di subirlo.

Alice Pantaleo, segreteria e accoglienza: è lei che tiene insieme il calendario dei richiami.
Alice Pantaleo, segreteria e accoglienza: è lei che tiene insieme il calendario dei richiami.

Lo studio è aperto con orario continuato dal lunedì al venerdì, 9-19. Il primo appuntamento della mattina e l'ultimo del pomeriggio sono quelli che chi arriva da fuori Pistoia si contende, perché stanno fuori dal traffico in entrambe le direzioni: si prenotano con largo anticipo, non il giorno prima.

Poi c'è l'accorpamento. Siamo sei odontoiatri su quattro sale, e questo permette una cosa che in uno studio con un solo medico non si può fare: mettere in sequenza, nella stessa mattina, il richiamo parodontale e il controllo o la seduta di un'altra area. Un viaggio invece di due. Va chiesto in segreteria quando si fissa, perché richiede di far combaciare due agende e all'ultimo momento non riesce quasi mai.

La TAC cone beam è in sede. Sembra un dettaglio da implantologia, e in parte lo è, ma quando serve leggere il livello osseo attorno a una radice significa non mandare nessuno in un centro radiologico e poi farlo tornare: si fa lì, quel giorno.

L'ultima è la più noiosa e la più efficace: fissare le quattro date dell'anno tutte insieme all'uscita dalla seduta, e metterle subito nel telefono. Un appuntamento che esiste già si sposta. Un appuntamento da prendere non si prende.

Quando la distanza vince, e va detto

Ci sono situazioni in cui il viaggio non regge: chi non guida più, chi d'inverno scende da Marliana o da Cutigliano su strade che dipendono dal meteo, chi ha un lavoro che non concede mattinate.

In quei casi la risposta seria non è insistere. Si può concordare che il mantenimento venga eseguito più vicino a casa, a due condizioni: che quella seduta comprenda il sondaggio completo e non solo la rimozione del tartaro, e che chi la esegue abbia la mappa parodontale precedente per confrontare i numeri. Senza il confronto nel tempo il richiamo perde la parte che lo rende utile. La cartella si chiede e si porta via: è tua.

La cosa da fare, concretamente

Se stai per chiudere una terapia parodontale e vieni da fuori Pistoia, all'ultima seduta chiedi due cose insieme: l'intervallo di richiamo scritto con la motivazione clinica accanto, e le date già fissate fino alla fine dell'anno, possibilmente tutte nella stessa fascia oraria.

Il resto — la parodontologia vera e propria, la strumentazione, la igiene professionale fra un ciclo e l'altro — è il lavoro che facciamo noi. Quello lo sistemiamo. Il calendario, invece, regge solo se lo costruisci in un momento in cui sei motivato, e quel momento è adesso, non a novembre.

Ogni quanto devo tornare dopo una terapia parodontale?

Nella maggior parte dei casi si parte da tre mesi. Dopo due o tre cicli con sanguinamento basso e nessuna tasca che risale, l'intervallo si può allungare a quattro o sei. Se torni a fumare, se il diabete si scompensa o se i valori peggiorano, si torna indietro. Segue la bocca, non il calendario.

È urgente fare una visita se ho interrotto i richiami da un paio d'anni?

È il momento clinicamente giusto per rientrare, e vale la pena non aspettare un sintomo: la parodontite riprende in silenzio, spesso senza dolore e con un sanguinamento modesto. Un sondaggio completo richiede una decina di minuti e dice quali siti hanno tenuto e quali no. Da lì si capisce se basta riprendere il programma o se serve una nuova fase attiva su pochi denti — e l'osso perso nell'attesa non si ricostituisce.

Il richiamo parodontale è la stessa cosa della pulizia dei denti?

No, e la differenza sta in quello che si fa prima di toccare gli strumenti. Il richiamo comincia con il sondaggio di tutti i denti e la registrazione del sanguinamento, poi si strumentano i punti che stanno tornando indietro. La seduta di igiene ordinaria rimuove placca e tartaro e finisce lì.

Vengo da Quarrata: conviene fissare tutti gli appuntamenti in anticipo?

Sì, soprattutto se ti servono le fasce di inizio o fine giornata, che sono le più richieste da chi arriva dalla piana. Fissare le quattro date all'uscita costa due minuti in segreteria ed è la cosa che, per esperienza, tiene in piedi il programma più di qualunque raccomandazione.


Studio Dentistico Palandri e Spinicci — Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia. Lunedì-venerdì, 9:00-19:00. Telefono 0573 32937, oppure il modulo nella pagina contatti. Da Quarrata sono nove chilometri lungo la provinciale.

Dott. Lorenzo Del Dotto

Dott. Lorenzo Del Dotto

Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Lucca n. 608

Si occupa di parodontologia nello studio di Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia.

Hai una domanda sul tuo caso?

Quello che leggi qui è informazione generale: la tua situazione si valuta di persona. Chiama lo 0573 32937 o lascia i tuoi contatti.

* Campi obbligatori

Da leggere anche