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Otturazione del dente, perché non si chiude da solo?

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Carie, devitalizzazioni e protesi > Otturazione del dente, perché non si chiude da solo?

Il Dott. Lorenzo Del Dotto regola la lampada del riunito prima di spiegare otturazione dente cos'è a un paziente di Pistoia

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 15.09.2026

15 settembre 2026 · 6 min di lettura

Riassunto:

Otturazione del dente, cos'è e quando serve davvero: te lo spiego come in studio, a Pistoia, con le alternative meno invasive prima.

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Otturazione del dente, cos'è: la ricostruzione della parte di dente che la carie o una frattura hanno portato via. Si toglie il tessuto malato e si richiude lo spazio con un materiale che lavora al posto dello smalto. Non è una cura del dolore: è tessuto sostituito, niente di più e niente di meno.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e in Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di conservativa, endodonzia, parodontologia, protesi fissa e protesi mobile.

Perché il dente non si richiude da solo?

Perché smalto e dentina non hanno cellule capaci di ricostruirsi: una volta persi, restano persi.

L'osso rotto si salda. La pelle tagliata si richiude. Lo smalto no: è il tessuto più duro del corpo proprio perché è quasi tutto minerale e quasi privo di vita.

C'è un'unica eccezione, ed è la macchia bianca iniziale, quella che non ha ancora sfondato la superficie. Lì il minerale può rientrare.

Superato quel confine, la strada è una sola: togliere e ricostruire. Ecco perché il giorno in cui arrivi cambia quanto dente ti resta in bocca.

Che cosa tolgo e che cosa rimetto?

Tolgo solo il tessuto che ha perso la sua struttura e rimetto un materiale che ne prende il posto.

La carie non è un buco che si forma tutto insieme. È smalto e dentina che si sciolgono lentamente sotto il biofilm batterico, finché la parete cede.

Quando apro, il tessuto malato si riconosce: è più morbido, cambia colore, non oppone resistenza. Quello sano resta duro.

Il confine fra i due lo decide il dente, non il mio orario. Per questo due carie che in radiografia sembrano gemelle possono chiedere due lavori diversi.

Il materiale viene poi legato chimicamente a ciò che resta. Non è un tappo appoggiato: è incollato.

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Con quale materiale si chiude la cavità?

Nella gran parte dei casi uso il composito, una resina che si modella in bocca e indurisce con la luce.

Le famiglie principali sono due, e si scelgono in base a quanto dente è rimasto in piedi.

  • Composito. Si costruisce direttamente nella cavità, a strati, nella stessa seduta. Va bene quando le pareti reggono ancora il carico della masticazione.
  • Intarsio. Si prende l'impronta, il pezzo nasce in laboratorio e poi viene cementato. Lo valuto quando manca una parete intera o una cuspide: ne parlo meglio nella pagina dedicata agli intarsi dentali.

Il colore si sceglie sul dente vicino, alla luce del riunito. Sui molari conta molto di più la forma dei solchi: se il morso non torna giusto, il dente lo segnala in due giorni.

La quarta sala operativa dello studio dentistico di Pistoia
La quarta sala operativa dello studio dentistico di Pistoia

Quando NON serve un'otturazione?

Quando la lesione è ancora solo una macchia nello smalto: lì si rimineralizza e si controlla, senza toccare niente.

La soluzione meno invasiva viene sempre prima. Una macchia iniziale si rivede a distanza di qualche mese, con fluoro e igiene mirata, e spesso si ferma lì.

Ci sono poi due situazioni opposte in cui il trapano non è la risposta.

  • Il dolore viene dal colletto. Se la sensibilità nasce dove la gengiva si è ritirata, il tessuto duro è sano: si lavora sulle gengive, e la valutazione la trovi spiegata nella pagina del parodontologo.
  • Resta troppo poco dente. Se la carie ha mangiato più di metà della corona, una ricostruzione diretta cede sotto il morso. Si valutano un intarsio o una corona.

Dirlo prima evita di rifare lo stesso dente due volte in un anno.

Quanto dura la seduta e cosa sento dopo?

Una ricostruzione semplice sta dentro i trenta o quaranta minuti, anestesia compresa.

Sul molare profondo si arriva anche a un'ora, perché la diga di gomma e la stratificazione chiedono tempo.

Nelle ore successive la sensibilità al freddo è normale e cala da sola. Quello che non deve restare è il fastidio quando chiudi la bocca: vuol dire che il punto di contatto è alto e va limato, cosa di due minuti.

Se succede, si torna. Non è un lavoro sbagliato, è una taratura.

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Perché a Pistoia tanti pazienti arrivano tardi?

Perché la carie fa male quando è già vicina al nervo, e fino a quel giorno non dà segnali chiari.

Lo vedo ogni mese. Chi arriva da Quarrata, da Agliana o da Montale ci mette un quarto d'ora di macchina, ma rimanda perché «tanto non fa male».

Chi scende dalla montagna pistoiese raggruppa tutto in una mattina, e spesso la prima carie la scopriamo per caso, durante un controllo fatto per altro.

Via Machiavelli è a due passi dal raccordo, con parcheggio riservato ai pazienti, e la stazione di Pistoia è a dieci minuti a piedi: chi arriva in treno da Montemurlo o da Serravalle Pistoiese non deve cercare posto.

Un controllo ogni sei mesi intercetta le lesioni piccole, quando il lavoro è minimo.

Quanto tiene nel tempo una ricostruzione?

Tiene finché tiene il sigillo fra materiale e dente: il punto debole è il bordo, non il centro.

Con il tempo il margine si può micro-infiltrare, soprattutto fra un dente e l'altro, dove lo spazzolino non arriva.

Al controllo passo la sonda sul bordo e guardo le radiografie interprossimali. Se il sigillo regge, non si tocca nulla: rifare un lavoro sano toglie altro dente, ogni volta.

Se non regge, si rifà mirato. Il resto lo fanno il filo e l'igiene a casa, senza scorciatoie.

Il primo passo è una visita: guardiamo insieme le radiografie, ti dico quanto dente è coinvolto e quali strade hai davanti, dalla prima visita di controllo fino alle otturazioni vere e proprie. Chiama lo 0573 32937 o prenota su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • Nei primi giorni la lingua nota la superficie nuova, perché è liscia in modo diverso dallo smalto consumato. È una sensazione che passa in fretta. Quello che non deve restare è un contatto più alto quando chiudi i denti.

  • Con il composito il materiale è già duro quando esci dallo studio, quindi il limite vero è l'anestesia: meglio attendere che la guancia torni sensibile, per non morderla. In genere un paio d'ore.

  • Quasi mai. Le lesioni interprossimali restano nascoste finché non sfondano verso la superficie masticante, e si intercettano solo con radiografie mirate durante il controllo. È il motivo per cui le facciamo con regolarità.

  • Non sempre. Un dolore che sveglia e dura anche dopo aver tolto lo stimolo fa sospettare che la polpa sia infiammata: in quel caso la ricostruzione da sola non risolve e si valuta un trattamento endodontico. Lo capiamo con i test durante la visita.

  • Sì, lo studio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 senza chiusura intermedia, e da Casalguidi si arriva in una decina di minuti. Il parcheggio riservato ai pazienti evita il giro attorno all'isolato.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Otturazioni a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi

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