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Otturazione dolorante dopo una settimana, aspetto ancora?

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Il Dott. Lorenzo Del Dotto regola la lampada del riunito prima di un controllo per otturazione dente fa male dopo una settimana

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 05.10.2026

5 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Riassunto:

Otturazione che fa male dopo una settimana: quando è assestamento e quando chiamare. Lo spiego nel mio studio di Pistoia, in Via Machiavelli.

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Se l'otturazione del dente fa male dopo una settimana non è più assestamento: una sensibilità che dura sette giorni va guardata. Spesso è un contatto troppo alto, che il morso ripete migliaia di volte al giorno; a volte è la polpa che si è infiammata sotto la ricostruzione. Serve un controllo, non un altro giorno di attesa.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e in Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di conservativa: otturazioni, denti ricostruiti e denti che tornano a dolere dopo una cura.

È normale che un dente otturato faccia ancora male a sette giorni?

No: il fastidio dei primi giorni fa parte dell'adattamento, un dolore che arriva intatto al settimo giorno no.

Dopo una ricostruzione la dentina resta reattiva per qualche giorno. Freddo, dolce, un morso deciso: sono segnali attesi. La differenza sta nella direzione.

  • Sensibilità in discesa. Ogni giorno un po' meno, legata solo al freddo o al dolce: è assestamento.
  • Dolore fermo da sette giorni. Stessa intensità del primo giorno: qualcosa non si è adattato.
  • Dolore in salita. Parte da solo, dura minuti, torna di notte: è il segnale più serio dei tre.

Chi cerca «otturazione dente fa male dopo una settimana» di solito ha già provato ad aspettare. L'attesa, da sola, non abbassa un contatto alto.

Quando il dolore viene dal morso e non dalla carie?

Quando il dente duole a mordere e si calma appena apri la bocca: molto spesso è un contatto troppo alto.

Il composito nuovo può restare qualche centesimo di millimetro sopra il profilo degli altri denti. Non si vede. Si sente.

Durante la giornata quel punto incassa migliaia di contatti, fra masticazione e deglutizione. Il legamento che sostiene la radice si infiamma e il dente diventa dolente al tocco, come un'unghia pestata.

È il motivo per cui una ricostruzione corretta può comunque far male: come spiego nella pagina sulle otturazioni, forma e altezza contano quanto il materiale. Il ritocco si fa con la carta da morso, dura pochi minuti, e poi al legamento servono alcuni giorni.

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Che tipo di dolore mi fa pensare al nervo?

Quello spontaneo: parte senza mordere, pulsa a ondate e ti sveglia verso notte.

Quando la carie era profonda, la polpa può restare infiammata anche sotto un restauro ben fatto. Il nervo sta in una stanza chiusa: si gonfia e non ha spazio.

Tre segnali che guardo con attenzione:

  • Il freddo che non passa subito. Il dolore continua mezzo minuto o più dopo il sorso.
  • Il dente che sveglia. Il fastidio arriva da fermo, spesso da coricati.
  • Il caldo che fa male. Una bevanda calda scatena la fitta invece di dare sollievo.

Qui il punto non è l'otturazione, ma ciò che sta sotto, e la strada può diventare una cura canalare. Per deciderlo servono una radiografia e qualche prova di vitalità, non un'intuizione al telefono.

La terza sala operativa dello studio dentistico di Pistoia
La terza sala operativa dello studio dentistico di Pistoia

Quando non serve rifare l'otturazione?

Nella maggior parte dei casi non serve: si parte dal gesto più semplice, cioè regolare il contatto e dare tempo al dente.

  • Il ritocco del morso. Pochi minuti, niente anestesia, la ricostruzione resta dov'è.
  • L'attesa guidata. Un controllo a distanza di giorni per vedere se la sensibilità scende davvero.
  • Il dentifricio per denti sensibili. Aiuta la dentina scoperta, non un contatto alto.
  • Rifare la ricostruzione. Ha senso se il margine non chiude, se il composito si è scheggiato o se sotto era rimasta carie.
  • Passare a un intarsio. Quando la cavità è larga e le pareti sono poco sostenute, un restauro costruito fuori bocca distribuisce il carico meglio di un composito molto esteso.

L'ordine è questo: prima la cosa piccola, poi quella grande. Mai il contrario.

Cosa guardo in visita quando il dolore va avanti da una settimana?

Il morso, il margine della ricostruzione e la gengiva intorno, in quest'ordine.

Il morso si legge in un paio di minuti. Il margine si controlla con la sonda e con una radiografia, perché un'infiltrazione sotto il composito non si vede a occhio nudo.

La gengiva racconta la terza possibilità. Se sanguina, se c'è una tasca, un dolore sordo può venire dal parodonto e non dal dente curato.

Capita più spesso di quanto si pensi: il paziente arriva convinto che sia la cura nuova, e il dente dolente è quello accanto. Per questo la prima visita guarda tutta la zona, e quando il quadro è gengivale lo affronto come problema parodontale, non come restauro da rifare.

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Quanto si aspetta per un controllo in Via Machiavelli?

Per un dolore che va avanti da una settimana cerco di dare un posto entro la stessa settimana, anche a fine giornata.

Siamo in Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, a due passi dal raccordo: chi arriva da Quarrata, Agliana o Montale mette una decina di minuti d'auto, da Serravalle Pistoiese e Casalguidi poco più. C'è il parcheggio riservato ai pazienti, così non si gira in cerca di un posto col dente che pulsa.

Chi scende dalla montagna pistoiese o viene da Montemurlo trova la stazione di Pistoia a dieci minuti a piedi. Lo studio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19: un controllo del morso rientra in una pausa.

Il primo passo è una visita di controllo: con una radiografia e la prova del morso si capisce se il dente va solo ritoccato o se sotto c'è altro. Chiama lo 0573 32937 oppure prendi un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia. Un dolore che dura da sette giorni merita uno sguardo, non un'altra settimana di attesa.

Domande frequenti

  • Nella gran parte dei casi qualche giorno, con un fastidio che si attenua di giorno in giorno e compare solo con freddo o dolce. Se al settimo giorno è identico al primo, il quadro va rivisto. Il parametro utile non è il livello del dolore, ma la sua direzione.

  • Un dolore che compare esattamente nel momento del morso e sparisce appena apri la bocca indica spesso un contatto troppo alto o una scheggiatura del restauro. È la situazione che si verifica più in fretta, con la carta da morso. Non è il caso di convivere con essa per settimane.

  • Puoi usare il farmaco che assumi di solito per il mal di denti, concordandolo con il tuo medico o con il farmacista: io non prescrivo nulla al telefono. Il punto è che il farmaco copre il sintomo e non corregge un contatto alto né un'infiammazione della polpa. Serve comunque la visita.

  • Sì, e succede. Un restauro corretto nel materiale e nei margini può essere qualche centesimo di millimetro troppo alto, oppure può stare su un dente la cui polpa era già sofferente per la carie. Il dolore, da solo, non dice che il lavoro sia sbagliato.

  • Un dolore in crescita, spontaneo e notturno orienta verso la polpa infiammata più che verso il morso. In questo caso la radiografia e le prove di vitalità servono presto, perché il quadro può evolvere. Chiamare lo studio in giornata è la scelta più sensata.

  • Si valuta come il dente risponde al freddo, al caldo e alla percussione, insieme a ciò che mostra la radiografia. Non esiste un singolo segno che decida da solo: è l'insieme delle risposte a indicare se la polpa è recuperabile. Questa valutazione si fa in poltrona, non a distanza.

  • Una fitta breve, che passa appena il freddo se ne va, somiglia alla sensibilità della dentina e spesso si attenua con le settimane. Una fitta che continua mezzo minuto dopo il sorso è un segnale diverso e va valutato. La durata, più dell'intensità, fa la differenza.

  • Lo studio di Via Machiavelli è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, quindi è possibile trovare spazio in pausa pranzo o a fine giornata. Da Quarrata, Agliana e Montale sono una decina di minuti d'auto e il parcheggio per i pazienti è riservato. Puoi scrivere anche su WhatsApp al 331 6607774 per sentire gli orari liberi.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Otturazioni a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci

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