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Carie che si curano: quanto dente si toglie davvero

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Carie, devitalizzazioni e protesi > Carie che si curano: quanto dente si toglie davvero

Il Dott. Lorenzo Del Dotto al lavoro nello studio di Pistoia, dove spiega come si curano le carie

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 14.09.2026

14 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Come si curano le carie a Pistoia: dall'otturazione all'intarsio, quanto dente si toglie davvero e perché conta arrivare presto.

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Le carie si curano togliendo il tessuto rovinato dai batteri e chiudendo lo spazio con un materiale che ridà forma e funzione al dente. Come si curano le carie dipende da quanto sono scese in profondità: una macchia iniziale si sorveglia, un buco piccolo si ottura, una carie estesa può chiedere un intarsio o la cura del nervo.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e in Via Machiavelli a Pistoia mi occupo di conservativa, endodonzia, parodontologia e protesi, fissa e mobile.

Cosa succede in poltrona quando curo una carie?

Addormento la zona, tolgo solo la parte cariata e riempio la cavità con un materiale che si lega al dente.

La domanda che sento più spesso non riguarda il materiale. Riguarda il trapano. Molti pazienti arrivano pensando che curare una carie voglia dire «scavare» il dente, e che più si scava più il lavoro sia fatto bene.

Non è così. Il tessuto cariato è più morbido di quello sano, e lo si riconosce al tatto con lo strumento. Il mio lavoro è fermarmi dove il dente torna duro.

La sequenza, in una seduta ordinaria, è questa:

  • Anestesia locale. Serve a lavorare senza fastidio; su carie molto superficiali a volte non è nemmeno necessaria.
  • Isolamento del dente. Il campo deve restare asciutto, perché la saliva ostacola l'adesione del materiale.
  • Rimozione della carie. Si toglie il tessuto infetto e ammorbidito, rispettando lo smalto e la dentina sani.
  • Ricostruzione. Il composito si stratifica e si indurisce con una luce, poi si rifinisce il morso.

Per una otturazione del dente di dimensioni piccole o medie la seduta dura in genere dai trenta ai sessanta minuti. Si esce e si può mangiare quando l'anestesia è passata.

Quanto dente devo togliere per curare la carie?

Il meno possibile: la quantità la decide la carie, non una misura standard.

Qui sta il punto che cambia il futuro del dente. Ogni millimetro di tessuto sano che resta al suo posto è un millimetro che non dovrà essere sostituito da un materiale.

Una carie presa quando è ancora nello smalto lascia una cavità piccola, con pareti spesse intorno. Quel dente regge bene il carico della masticazione per molti anni.

La stessa carie, lasciata correre per un anno o due, arriva nella dentina, che è più tenera e si consuma in fretta. A quel punto le pareti si assottigliano. Il dente diventa fragile.

Per questo dico ai pazienti che il tempo pesa più della tecnica. Il gesto in poltrona è simile; il dente che resta è diverso.

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Quando non serve trapanare una carie?

Quando la carie è solo una macchia bianca sullo smalto, senza cavità: prima si prova a fermarla con igiene e controlli.

Questa è la parte meno conosciuta, e la più onesta. Non tutte le carie vanno aperte.

Le lesioni iniziali, quelle che vedi come una zona bianca opaca vicino alla gengiva o fra due denti, possono restare stabili per anni. A volte si induriscono di nuovo.

In questi casi l'alternativa più semplice viene prima:

  • Igiene mirata. Spazzolino e filo su quella zona precisa, con la tecnica giusta, tolgono la placca che alimenta la lesione.
  • Fluoro professionale. Applicato in studio durante la seduta di igiene, aiuta lo smalto a rimineralizzarsi.
  • Meno zuccheri fra i pasti. Conta la frequenza più della quantità: tre caffè zuccherati sparsi nella giornata pesano più di un dolce a fine pranzo.
  • Controllo a distanza. Si confronta la lesione nel tempo, con foto e radiografie quando servono.

Se al controllo la macchia è ferma, non si tocca. Se si allarga o si apre, si interviene. Trapanare una lesione che si sarebbe fermata da sola vuol dire togliere smalto che non tornerà.

La prima sala operativa dello studio dentistico di Via Machiavelli a Pistoia
La prima sala operativa dello studio dentistico di Via Machiavelli a Pistoia

Otturazione o intarsio: chi decide e in base a cosa?

Lo decido io dopo la visita, guardando quanta parete di dente è rimasta e dove cade il morso.

Quando la carie ha portato via una cuspide, o due pareti vicine, un'otturazione diretta rischia di non reggere. Il composito messo in bocca in un'unica volta si contrae un poco mentre indurisce, e su cavità grandi quella contrazione crea tensioni.

In quei casi valuto un intarsio dentale. Si prende l'impronta, il pezzo si prepara fuori dalla bocca e poi si cementa.

I criteri che guardo sono concreti:

  • Ampiezza della cavità. Oltre una certa estensione il dente lavora meglio con un pezzo unico.
  • Spessore delle pareti. Pareti sottili vanno protette, non solo riempite.
  • Posizione. Un molare che mastica forte, magari in chi serra i denti, ha esigenze diverse da un premolare.
  • Margini vicino alla gengiva. Se la carie scende sotto il bordo gengivale, il controllo dell'isolamento cambia la scelta.

Nessuna delle due strade si sceglie prima di aver visto il dente e la radiografia.

E se la carie ha già raggiunto il nervo?

Allora si cura prima il nervo e poi si ricostruisce il dente: l'otturazione da sola non basterebbe.

Il segnale tipico è un dolore che dura a lungo dopo il freddo o il caldo, oppure che compare da solo, spesso la sera. A volte invece non fa male per niente, perché il nervo è già andato in sofferenza.

In questi casi serve una devitalizzazione, che è una delle mie aree di lavoro quotidiano. Si pulisce e si sigilla l'interno delle radici, poi il dente viene ricostruito, spesso con un intarsio o una corona perché è più fragile.

Quando la carie ha distrutto troppo, il dente può non essere più recuperabile. È l'ultima ipotesi, non la prima. Se si arriva lì, parliamo insieme delle possibilità, compresi gli impianti dentali.

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Perché una carie curata può tornare sotto l'otturazione?

Perché i batteri trovano spazio sui bordi, soprattutto dove il filo non passa e la gengiva è infiammata.

Un'otturazione non rende il dente immune. Il margine fra materiale e dente resta una zona dove la placca si ferma volentieri.

Le carie secondarie compaiono spesso fra un dente e l'altro, dove non si vedono allo specchio. Chi ha gengive che sanguinano o tasche profonde ha più punti di ristagno, e qui la salute della gengiva si intreccia con quella del dente: se serve, la valuto con un occhio da parodontologo.

Molti pazienti della montagna pistoiese, che scendono in città solo quando qualcosa fa male, arrivano con otturazioni vecchie ormai infiltrate. Non è colpa di nessuno. Serve solo un ritmo di controlli sostenibile.

Il primo passo è una visita: guardo i denti, le otturazioni che hai già e, se serve, faccio una radiografia per vedere le carie fra dente e dente. Poi ti spiego cosa va curato subito e cosa si può sorvegliare. Puoi chiamare il 0573 32937 oppure scegliere l'orario sulla prenotazione online; trovi come si svolge nella pagina della visita dentistica.

Domande frequenti

  • Una carie con il buco già formato no: il tessuto perso non si riforma. Una lesione iniziale, ancora solo una macchia sullo smalto, può fermarsi con igiene accurata, fluoro e meno zuccheri. Per capire in quale caso sei serve un controllo.

  • Con l'anestesia locale la cura di una carie non è dolorosa; si sente al massimo la vibrazione dello strumento. Nelle ore successive il dente può essere un po' sensibile al freddo. Se il fastidio dura più di qualche giorno, va ricontrollato.

  • Dipende dalla grandezza, dalla posizione e da come si pulisce quella zona. Un'otturazione piccola su un dente ben curato può durare molti anni. Quelle grandi sui molari lavorano di più e vanno controllate con attenzione.

  • Si toglie la vecchia otturazione, si elimina la carie che si è formata sotto e si ricostruisce. Se il dente ha perso molte pareti, può essere più adatto un intarsio. La scelta si fa dopo aver visto il dente e la radiografia.

  • Quasi mai, perché si formano nel punto di contatto fra i denti. Spesso le scopro con la visita e con piccole radiografie mirate. Un segnale può essere il filo che si sfilaccia sempre nello stesso punto.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Otturazioni a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini

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