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Protesi dentale sbagliata: il margine che non chiude

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Protesi fissa > Protesi dentale sbagliata: il margine che non chiude

Il Dott. Marco Spinicci in sala operativa a Pistoia mentre valuta una protesi dentale fatta male

Revisione medica di Dott. Marco Spinicci, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 32 — verificato il 27.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 27 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Una protesi dentale fatta male dà segnali precisi: a Pistoia ti spiego cosa guardo in visita e quando il lavoro si può correggere.

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Una protesi dentale fatta male si riconosce da fatti concreti: il filo che si impiglia nello stesso punto, la gengiva che sanguina intorno a una corona, il morso che appoggia prima da un lato. Non è questione di gusto. In visita si misura dove sta l'errore, si decide se si corregge o si rifà.

Sono il Dott. Marco Spinicci e in Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di protesi.

Come distinguo un difetto vero da un normale adattamento?

Il tempo separa le due cose: l'adattamento migliora di giorno in giorno, un difetto resta identico a tre settimane di distanza oppure peggiora.

Chi entra in studio con un lavoro appena consegnato spesso ha già capito da sé che qualcosa non torna, ma non riesce a dare un nome alla sensazione. Allora parto dai fatti che si possono verificare, uno alla volta.

  • Il filo. Se si sfilaccia o si blocca sempre nello stesso spazio, lì il margine non chiude.
  • La gengiva. Gonfiore e sanguinamento su un solo dente parlano di un bordo che irrita il tessuto.
  • Il morso. Se stringendo tocca prima l'elemento nuovo, il carico è tutto su di lui.
  • La parola. Una dentiera che fischia o si stacca parlando ha un problema di appoggio, non di abitudine.

Quattro segnali, quattro cause diverse. Nessuna si risolve indovinando.

Di chi è l'errore quando la corona non chiude?

Nella maggior parte dei casi il punto debole non è il materiale, ma un passaggio saltato: l'impronta, la prova in bocca o la registrazione del morso.

Una protesi nasce da una catena. Il dente viene preparato, si prende l'impronta, il laboratorio costruisce, il medico prova e corregge, poi si cementa. Se un anello salta, il manufatto finito può essere curato nei dettagli e comunque sbagliato in bocca.

Capita anche il contrario: lavoro corretto, bocca cambiata. Un dente estratto e non sostituito, una parodontite trascurata, un digrignamento mai frenato spostano gli appoggi e mettono in crisi un lavoro che per anni aveva tenuto. Per questo la prima domanda che faccio è quando è iniziato il fastidio.

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Si può aggiustare o va rifatto tutto?

Dipende da cosa non funziona: un contatto alto si corregge in una seduta, un margine aperto o un pilastro cariato no.

  • Corona singola. Se il dente sotto è sano, spesso si rifà solo lei: il tipo di corona dentale si sceglie dopo la radiografia.
  • Ponte. Qui il conto si fa sui sostegni: un ponte dentale si rifà solo se i denti che lo reggono tengono ancora.
  • Protesi mobile. Una dentiera che si muove a volte chiede una ribasatura, non un manufatto nuovo.
  • Lavoro esteso. Quando gli elementi coinvolti sono molti si riparte dal progetto complessivo della protesi fissa.
L'apparecchio per la radiologia tridimensionale cone beam presente in studio
L'apparecchio per la radiologia tridimensionale cone beam presente in studio

Quando non serve rifare la protesi?

Più spesso di quanto si crede: prima di toccare il manufatto provo la strada più semplice, e a volte finisce lì.

La soluzione meno invasiva viene sempre prima. Una seduta di igiene mirata, un ritocco dei contatti, un bite per la notte se di notte stringi: tre interventi piccoli che in diversi casi spengono il sintomo.

Non rifaccio un lavoro nemmeno quando la gengiva è ancora infiammata: su un tessuto gonfio l'impronta mente e il bordo finirebbe nel posto sbagliato. Prima si cura, poi si misura. Anche il colore, da solo, non è un motivo clinico per sostituire una corona che sigilla bene.

Cosa guardo in una visita su un lavoro fatto da altri?

Tre cose: che cosa c'è sotto la protesi, come chiude il morso, in che stato è la gengiva intorno.

Il controllo parte dagli occhi e dalla sonda, poi servono le immagini. Una radiografia dice se sotto una corona è nascosta una carie o un canale trattato in modo incompleto; l'esame tridimensionale entra in gioco quando vanno valutati osso e radici.

L'impronta digitale aiuta nel seguito: registra i contatti senza la pasta e rende leggibili gli appoggi. Alla fine metto per scritto cosa non funziona, perché, e quali strade esistono. Compresa quella di non fare niente e ricontrollare fra sei mesi.

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Quanto tempo ho prima che il problema cresca?

Un margine che non sigilla lavora contro il dente ogni giorno: più passa, più sale il rischio di carie sotto la corona e di perdere il sostegno.

Non è un'emergenza da pronto soccorso. È un conto alla rovescia lento, che si può fermare finché il dente ha ancora tessuto da salvare. Lo smalto tolto non torna.

Da dove arrivano i pazienti che chiedono un secondo parere?

Da Pistoia e da tutta la piana: lo studio è in Via Niccolò Machiavelli 27, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti.

Chi arriva in treno fa dieci minuti a piedi dalla stazione di Pistoia. Da Bottegone, Capostrada e Valdibrana si entra dal raccordo in pochi minuti; da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Casalguidi la strada è quella di sempre.

Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, e chi lavora fuori provincia sceglie quasi sempre il primo o l'ultimo orario. Nelle altre guide dello studio di Pistoia trovi i percorsi più frequenti, a partire dalla prima visita.

Il primo passo è una visita in cui si osserva il lavoro che hai in bocca, si misura il morso e si dice con chiarezza cosa tiene e cosa no. Chiama lo 0573 32937 oppure scegli l'orario che ti torna comodo su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • Lo dice il tipo di difetto. Un contatto troppo alto, una ribasatura da rinnovare o un punto da lucidare si risolvono in studio in una o due sedute. Un bordo che non sigilla o un dente sottostante cariato, invece, chiedono un manufatto nuovo perché il difetto sta sotto, non in superficie.

  • È la prima strada da provare, perché chi ha eseguito il lavoro conosce la storia del caso e in molti casi lo rivede volentieri. Se il dialogo si è interrotto o preferisci un parere indipendente, puoi farlo valutare qui: guardo il lavoro per quello che è, senza commentare le scelte di un collega che non ho visto lavorare.

  • No. Nei primi giorni dopo la consegna un po' di fastidio è comune, soprattutto con le protesi mobili. Diventa un segnale da valutare quando il dolore resta nello stesso punto oltre due o tre settimane, o quando la gengiva sanguina ogni volta che passi lo spazzolino.

  • Sì, e ti chiedo di portare tutto il materiale che hai: radiografie, documenti della struttura, eventuali manufatti di scorta. Senza quelle informazioni si riparte da zero con nuovi esami, con più tempo e più passaggi. Con i documenti, spesso basta un controllo per capire dove sta il punto critico.

  • La durata dipende da igiene, digrignamento notturno e stato dei denti di sostegno, quindi non esiste un numero valido per tutti. Ciò che si può fare è controllarla una volta l'anno: un margine che inizia a cedere si intercetta prima che il dente sotto si ammali.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Protesi fissa a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi

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Scritto e revisionato da Dott. Marco Spinicci · Chi si cura a Pistoia.