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Protesi dentarie su misura, perché servono più sedute?

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Protesi fissa > Protesi dentarie su misura, perché servono più sedute?

Il Dott. Marco Spinicci in sala operativa a Pistoia, dove si preparano le protesi dentarie

Revisione medica di Dott. Marco Spinicci, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 32 — verificato il 22.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 22 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Come si preparano le protesi dentarie a Pistoia: visita, impronte, prove del morso e sedute in Via Machiavelli, con lo stesso dentista dall'inizio.

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Le protesi dentarie si preparano in più passaggi: visita ed esami, preparazione del dente o delle gengive, impronta, prove e consegna. Ogni seduta serve a controllare una cosa sola (la forma, il morso, il colore) prima di passare alla successiva. È per questo che una protesi fatta su misura non si consegna in un giorno.

Sono il Dott. Marco Spinicci e nello studio di Via Machiavelli a Pistoia seguo i pazienti che hanno bisogno di una protesi.

Cosa succede prima che la protesi arrivi in bocca?

Prima di tutto si capisce se i denti e l'osso che restano possono reggere una protesi, e quale.

Chi mi chiede come si preparano le protesi dentarie di solito immagina subito l'impronta. In realtà l'impronta arriva dopo. Prima c'è la visita.

In visita guardo tre cose:

  • I denti di appoggio. Se hanno carie, vecchie otturazioni infiltrate o una radice fragile, vanno sistemati prima.
  • Le gengive. Una gengiva infiammata sanguina e cambia forma: l'impronta presa su di lei non sarebbe fedele.
  • Il morso. Come chiudono le arcate, se ci sono contatti sbagliati, se si stringono i denti di notte.

Spesso serve una radiografia. A volte basta la panoramica, a volte serve un esame tridimensionale per vedere l'osso con precisione. Da qui esce la proposta: una corona sul singolo dente, un ponte, una protesi mobile. La scelta si fa insieme, dopo aver visto gli esami.

Perché il dente va limato prima della corona o del ponte?

Perché la corona deve avere lo spazio per stare sopra il dente senza renderlo più grosso o alzare il morso.

La corona è un guscio. Per appoggiarsi deve avere uno spessore, e quello spessore va ricavato togliendo un poco di dente tutto intorno. Di norma si lavora in anestesia locale.

La quantità non è a caso. Tolgo quello che serve al materiale scelto, non di più. Un dente limato troppo perde forza; limato troppo poco dà una corona sporgente, che trattiene cibo e irrita la gengiva.

Nel ponte la preparazione riguarda i due denti ai lati dello spazio vuoto. Sono loro a reggere il dente finto in mezzo. Per questo, prima di proporlo, valuto bene se quei due denti sono sani o se limarli sarebbe un peccato.

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Quante sedute servono e quanto resto senza denti?

Per una protesi fissa di solito servono da tre a cinque appuntamenti, e fra una seduta e l'altra il dente è protetto da un provvisorio.

Una sequenza tipica è questa:

  • Preparazione e impronta. Il dente viene preparato e si prende l'impronta, tradizionale o con lo scanner dell'impronta digitale.
  • Provvisorio. Nella stessa seduta metto una corona provvisoria in resina. Protegge il dente e ti permette di mangiare e sorridere.
  • Prova della struttura. Controllo che la protesi entri bene e chiuda precisa sul bordo del dente.
  • Colore e forma. Si sceglie la tinta alla luce giusta, confrontandola con i denti vicini.
  • Consegna. La protesi viene fissata e il morso rifinito.

Fra una seduta e l'altra passano in genere una o due settimane. Il tempo lo decide il lavoro del laboratorio e, a volte, la gengiva che deve assestarsi.

Molti pazienti arrivano da Agliana, da Quarrata o da Montale e mi chiedono di concentrare gli appuntamenti. Si può, entro certi limiti. Lo studio è in Via Machiavelli 27, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: si entra e si esce senza girare per il centro.

L'apparecchio per la radiologia tridimensionale cone beam presente in studio
L'apparecchio per la radiologia tridimensionale cone beam presente in studio

Come si prepara una dentiera rispetto a una protesi fissa?

Nella dentiera non si prepara il dente ma la gengiva e il morso: l'appoggio è la mucosa, e va letta con attenzione.

La protesi mobile poggia sulla gengiva e sull'osso sotto di lei. Se la gengiva è infiammata o ci sono radici rimaste, prima si curano quelle. Poi si procede per tappe.

  • Prima impronta. Serve a costruire un porta-impronta su misura della tua bocca.
  • Impronta di precisione. Con quel porta-impronta registro anche i bordi mobili, dove si inseriscono guance e lingua.
  • Registrazione del morso. Stabilisco a che altezza chiude la bocca e come si incontrano le arcate.
  • Prova dei denti in cera. Vedi i denti montati prima che la protesi sia definitiva. Parli, sorridi, chiudi. Si corregge qui.
  • Consegna e ritocchi. Nei giorni dopo la gengiva segnala i punti di pressione. Si limano.

Se si salta una prova, la protesi rischia di non stare ferma. È la ragione per cui non accorcio questi passaggi.

Perché il morso si controlla a ogni prova?

Perché una protesi che tocca troppo presto o troppo forte si sente, nel dente e a volte anche nell'articolazione della mandibola.

Il morso è un equilibrio fra denti, muscoli e articolazione. Una corona alta anche di poco concentra la forza su un punto. Il dente può infiammarsi, il muscolo si stanca, la mandibola cerca un'altra strada per chiudere.

Per questo a ogni prova uso la carta di articolazione e ti faccio chiudere, strisciare avanti e di lato. Se stringi i denti di notte ne teniamo conto già nella scelta del materiale.

Con la protesi mobile vale lo stesso. Un morso sbilanciato la fa sollevare mentre mastichi. Il fastidio non è sempre colpa della gengiva.

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Quando non serve preparare una protesi?

Quando il dente si può ancora ricostruire con un'otturazione o un intarsio, la protesi non è la prima scelta.

La soluzione più semplice viene prima. Un dente con una carie ampia ma pareti solide spesso si recupera con un'otturazione ben fatta, senza essere limato tutto intorno.

Ci sono altri casi in cui aspetto:

  • Gengive da curare. Con una parodontite attiva preparo prima la bocca, poi la protesi.
  • Dente con radice incerta. Se la devitalizzazione è dubbia, la verifico prima di coprirlo.
  • Spazio vuoto che non dà problemi. Un molare mancante in fondo, con i denti vicini stabili, a volte si può solo tenere sotto controllo.

Una protesi è un lavoro che resta in bocca anni. Preferisco dirti di no oggi che rifarla domani.

Chi arriva da fuori Pistoia come organizza le sedute?

Con un calendario fissato all'inizio, così sai quante volte dovrai venire e quando.

Molti pazienti vengono dalle frazioni, da Bottegone, Candeglia o Capostrada. Altri scendono da Serravalle Pistoiese o arrivano in treno: la stazione di Pistoia è a dieci minuti a piedi dallo studio. Chi vive in città e dintorni sa che l'uscita del raccordo porta quasi davanti alla porta.

Nella prima seduta ti do la sequenza degli appuntamenti. Le prove più brevi durano spesso mezz'ora, la preparazione di più. Tutto il percorso della protesi fissa lo seguo io, dalla visita alla consegna.

Il primo passo è una visita: guardo i denti, le gengive e il morso e ti spiego quale protesi ha senso nel tuo caso, e con quante sedute. Puoi chiamare lo 0573 32937 oppure prenotare online su prenota.adamanti.it.

Domande frequenti

  • Di norma si lavora in anestesia locale e la seduta procede con pause quando servono. Nelle ore dopo il dente può essere un poco sensibile al freddo. Se il fastidio non cala nei giorni successivi, chiama lo studio e lo controlliamo.

  • Può succedere, perché è fissato con un cemento più leggero per poterlo togliere alle prove. Se si stacca, conservalo e chiama lo studio: lo rimettiamo. Nel frattempo evita di masticare cibi duri su quel lato.

  • Il colore si sceglie insieme, confrontandolo con i denti vicini alla luce naturale. Ti chiedo di guardarlo anche allo specchio prima della consegna. Se qualcosa non ti convince, si corregge in quella fase.

  • Con la protesi fissa l'abitudine arriva spesso in pochi giorni. La protesi mobile chiede più tempo, a volte qualche settimana, e uno o due ritocchi. I controlli successivi servono proprio a questo.

  • Lo scanner evita la pasta in bocca e rende l'impronta più comoda. Non elimina le prove, perché il morso e il colore si controllano comunque sul paziente. Se è indicata nel tuo caso te lo dico in visita.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Protesi fissa a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci

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Scritto e revisionato da Dott. Marco Spinicci · Chi si cura a Pistoia.