Come capisco se una carie molare è ancora piccola?
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Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 18.09.2026
Chi si cura a Pistoia · 18 settembre 2026 · 6 min di lettura
Riassunto:
Come riconoscere una carie molare ancora piccola, cosa cambia quando è profonda e come la seguiamo nello studio di Pistoia, in Via Machiavelli.
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Una carie molare si scopre quasi sempre tardi: i denti posteriori hanno solchi profondi e punti di contatto stretti, e la lesione lavora sotto lo smalto senza far male. Finché intorno resta tessuto sano, il dente si chiude con un'otturazione in una seduta. Quando una parete cede, il discorso cambia.
Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e in Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di conservativa, endodonzia, parodontologia e protesi, fissa e mobile.
Perché i molari si cariano prima degli altri denti?
Perché hanno la superficie più complicata della bocca e stanno dove lo spazzolino arriva peggio.
Il molare mastica con una faccia piena di pieghe. Dentro quei solchi la placca si deposita e le setole non entrano fino in fondo. Poi c'è lo spazio fra un dente e l'altro, dove passa solo il filo.
Chi il filo non lo usa lascia scoperta proprio la zona da cui parte la maggior parte delle lesioni posteriori.
- I solchi della superficie masticante. Sono stretti quanto una punta di matita: la placca ci resta anche dopo uno spazzolamento fatto bene.
- Il punto di contatto. Fra due molari vicini lo smalto si opacizza, poi si buca, e da fuori non si vede nulla.
- Il colletto vicino alla gengiva. Se la gengiva si ritira, la radice resta esposta e si consuma più in fretta: è una delle cose che controllo quando seguo una gengiva che si è abbassata.
Come faccio a capire quanto è profonda?
Con una visita, una radiografia mirata e la prova del freddo: l'occhio da solo non basta.
Alla vista valuto il colore dello smalto, se il bordo cede alla sonda, se il dente ha già vecchi restauri. La lastra mostra quello che sta fra un dente e l'altro e quanta dentina separa la lesione dal nervo.
Il freddo racconta il resto. Una fitta breve che passa subito indica una polpa ancora reattiva. Un dolore che resta anche dopo che hai tolto lo stimolo è un altro discorso, e lo affrontiamo prima di toccare il dente. Tutto questo entra già nella prima visita di controllo.
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Si può chiudere il molare senza devitalizzarlo?
Nella maggior parte dei casi sì, se fra la carie e il nervo resta dentina sana.
Rimuovo il tessuto malato, verifico il fondo della cavità e ricostruisco con materiale adesivo: è il percorso normale di un'otturazione, in una seduta, in anestesia. Il dente torna a masticare lo stesso giorno.
Quando la lesione ha già raggiunto la polpa, il quadro cambia e si passa alla cura del canale. Non è una sconfitta: è la strada per tenere in bocca una radice che regge ancora.

Otturazione o intarsio quando il buco è largo?
Lo decide quante pareti del dente sono rimaste in piedi dopo la pulizia della cavità.
- Composito diretto. Va bene quando la perdita di sostanza è contenuta e le cuspidi tengono. Si modella in bocca, si rifinisce, si controlla il morso.
- Intarsio. Quando manca una parete intera preferisco un restauro costruito fuori e poi incollato: l'intarsio ridà forma al punto di contatto meglio di una ricostruzione molto estesa.
- Il criterio. Più il restauro è ampio, più conta il modo in cui il dente riceve il carico. Su un molare la forza in gioco è alta.
Quando NON serve intervenire subito su un molare?
Quando la macchia è ferma nello smalto: lì si osserva e si cambia l'igiene, non si apre il dente.
Una lesione iniziale, senza cavità, si può fermare. Fluoro professionale, uso quotidiano del filo o dello scovolino, meno spuntini zuccherini durante la giornata e un controllo a sei mesi con la stessa lastra di confronto. Aprire un dente sano non si torna indietro.
All'estremo opposto c'è il caso in cui della corona resta troppo poco. Te lo dico prima, non a lavoro iniziato, e solo dopo la guarigione si valuta se sostituire il dente con un impianto.
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Chi arriva da Agliana o da Quarrata come organizza la seduta?
Quasi sempre in una mattina sola: valutazione, lastra e, se il quadro è chiaro, il restauro.
Siamo in Via Machiavelli 27, a due passi dal raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: chi scende da Montale, da Serravalle Pistoiese o da Casalguidi entra ed esce senza girare per il centro. Dalla stazione di Pistoia sono dieci minuti a piedi.
Riceviamo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, così si trova un orario prima del lavoro o nel tardo pomeriggio. Da Bottegone, Candeglia e Pontelungo arrivano famiglie intere per i controlli. Le altre guide per chi si cura a Pistoia seguono lo stesso criterio.
Cosa faccio perché la carie non torni sullo stesso dente?
Controllo il bordo del restauro e il modo in cui i denti si toccano quando chiudi la bocca.
Un margine che si sfalda o un contatto troppo alto sono le due porte da cui la lesione rientra. Per questo dopo la seduta ti richiamo a distanza e ricontrollo il dente con il filo, non solo con lo specchietto.
Il resto lo fa la routine: filo o scovolino ogni sera nei punti stretti, spazzolino con setole morbide, igiene professionale nei tempi che concordiamo insieme. Un molare curato bene dura anni.
Il primo passo è una visita: guardiamo il dente, facciamo la lastra e ti dico con chiarezza se la situazione va tenuta sotto controllo o trattata. Telefona allo 0573 32937 oppure scegli tu l'orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.
Domande frequenti
No, e questo è il motivo per cui si scopre tardi. Il dolore compare quando la lesione si avvicina al nervo o quando il cibo si incastra in una cavità già aperta. Molte lesioni fra i denti posteriori le vediamo solo sulla radiografia di controllo.
Una ricostruzione singola richiede in genere fra i quaranta minuti e l'ora, anestesia compresa. Se i denti da trattare sono due e stanno dallo stesso lato, spesso li facciamo nella stessa seduta. Te lo diciamo quando fissiamo l'orario, così organizzi la giornata.
Il materiale indurisce durante la seduta, quindi la masticazione è possibile appena l'anestesia è passata. Aspetta però che la sensibilità torni normale, per non mordere guancia o labbro. Il primo giorno conviene evitare cibi molto duri da quel lato.
Una sensibilità al freddo di pochi giorni è frequente, soprattutto se la cavità era profonda. Se invece la fitta aumenta, sveglia di notte o compare mordendo, chiama: di solito basta un controllo del morso. Preferisco rivederti presto piuttosto che aspettare.
Raramente da soli. Il segnale più comune è un filo che si sfilaccia vicino a un restauro datato, oppure una linea scura sul bordo. La radiografia di controllo resta il modo più affidabile per vedere cosa succede sotto il materiale.
Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Otturazioni a Pistoia >
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Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
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Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
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Scritto e revisionato da Dott. Lorenzo Del Dotto · Chi si cura a Pistoia.