Nevralgia da impianto dentale o ferita che guarisce?
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Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 06.10.2026
Chi si cura a Pistoia · 6 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
A Pistoia valuto la nevralgia dopo impianto dentale: come distinguere un dolore normale da un nervo irritato e quando tornare in studio.
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Una nevralgia dopo impianto dentale non è il normale dolore post-operatorio: brucia, dà scosse, lascia il labbro o il mento formicolanti anche a distanza di giorni. Il dolore da intervento cala ogni giorno che passa; quello del nervo resta uguale o peggiora. Se dopo 72 ore la sensazione non si muove, va guardata subito.
Sono il Dott. Pietro Palandri e in Via Machiavelli, a Pistoia, mi occupo di implantologia: progetto, inserisco e controllo gli impianti.
Come capisco se è il nervo e non la ferita che guarisce?
Il criterio più semplice è la direzione: la ferita migliora, il nervo no.
Dopo l'inserimento di un impianto il gonfiore sale per due giorni, poi scende. Il fastidio diventa sordo, sopportabile, prevedibile. Il nervo si comporta in un altro modo.
- Il tempo. Dolore che il quarto o quinto giorno è identico al primo, o più forte, non è guarigione.
- La qualità. Scossa elettrica, bruciore, puntura di spillo: parole che i pazienti usano per il nervo, mai per una gengiva che si richiude.
- La zona. Labbro inferiore, mento, lingua, metà del mento che resta "addormentata" dopo che l'anestesia è passata da ore.
- Il tatto. Sfiori la pelle e la senti meno, oppure la senti troppo. Si chiama alterazione della sensibilità ed è un segnale, non un'impressione.
- Il risveglio. Se il formicolio c'è appena apri gli occhi, prima di mangiare e di parlare, non dipende dallo sforzo.
Chiedo sempre di segnarsi su un foglietto come va giorno per giorno. Una riga basta.
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Perché un impianto può irritare un nervo?
Nella mandibola il nervo alveolare inferiore corre dentro un canale, e la sua distanza dall'osso disponibile si misura prima, non dopo.
Le cause che vedo sono poche e quasi sempre riconoscibili. Un impianto troppo vicino al canale. Un gonfiore che comprime per qualche giorno. Un'anestesia profonda che ha toccato il tronco nervoso. Più raramente un contatto diretto durante la preparazione del sito.
La differenza la fa la pianificazione. Una TAC tridimensionale mostra dove passa il nervo e quanti millimetri restano sopra. Per questo nella mia programmazione di implantologia dentale l'osso si misura prima di scegliere la lunghezza dell'impianto, non viceversa.
Nei casi di osso alto scarso nella zona posteriore esistono strade alternative: impianti più corti, posizioni diverse, oppure soluzioni come l'All-on-4, che sfrutta l'osso anteriore dove il nervo non passa.

Quanto tempo ho per intervenire?
Le prime 48-72 ore contano più di tutto il mese successivo.
Un nervo compresso recupera tanto meglio quanto prima gli si toglie la causa. Se il problema è un impianto troppo profondo, svitarlo di qualche giro o rimuoverlo nei primi giorni cambia la storia. A tre settimane le stesse manovre valgono molto meno.
Quindi la regola che dò ai miei pazienti è secca: il sintomo che non migliora non si racconta al controllo di due settimane. Si telefona.
- Giorno 1-2. Sensibilità ridotta: possibile coda dell'anestesia o del gonfiore. Si osserva, ma si avvisa.
- Giorno 3. Tutto identico al giorno 1: visita, radiografia, decisione.
- Oltre la settimana. Si continua a monitorare e si imposta un percorso, ma le opzioni si restringono.
Quando NON serve rimuovere l'impianto?
Nella maggior parte dei casi non serve toccare nulla: il fastidio nervoso dipende dal gonfiore e se ne va da solo in una o due settimane.
Parto sempre dall'ipotesi più semplice, perché è anche la più frequente. Un ematoma che preme, un edema che si riassorbe, un punto di sutura troppo teso: tutte cose che si risolvono con l'osservazione e qualche controllo ravvicinato.
Non intervengo sull'impianto quando la sensibilità sta già tornando, anche lentamente. Non lo tocco quando la radiografia mostra una distanza dal canale adeguata. Non lo rimuovo quando il dolore risponde alla terapia e cala ogni giorno.
La chirurgia in più è un rischio in più. Si fa quando l'immagine e il sintomo dicono la stessa cosa, non prima.
Il fastidio può arrivare mesi dopo l'intervento?
Sì, e quasi mai è il nervo: molto più spesso è l'infiammazione intorno all'impianto o il modo in cui mordi.
Un dolore che compare a sei mesi, dopo che tutto era andato bene, ha altre spiegazioni. Una perimplantite che lavora in silenzio. Una corona troppo alta che carica l'impianto a ogni morso. Una contrattura muscolare nata dal masticare sempre dall'altro lato.
Qui il lavoro è di controllo, non di chirurgia. La manutenzione professionale degli impianti serve esattamente a vedere queste cose quando sono ancora piccole. Due sedute all'anno, in genere, e un sondaggio delle gengive intorno alle viti.
Vale anche per chi ha fatto il carico immediato: il provvisorio va riequilibrato nelle settimane successive, e un contatto sbagliato lasciato lì diventa un dolore che sembra nervoso e non lo è.
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Chi arriva da fuori Pistoia come si organizza?
Siamo in Via Niccolò Machiavelli 27, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: per un controllo urgente si entra e si esce senza cercare posto.
Molti dei pazienti che seguo per gli impianti arrivano da Quarrata e da Agliana in un quarto d'ora di macchina. Da Montale e da Serravalle Pistoiese i tempi sono simili. Chi viene da Casalguidi prende il raccordo e si trova in Via Machiavelli senza attraversare il centro.
Chi arriva in treno ha la stazione di Pistoia a dieci minuti a piedi. Dalle frazioni — Bottegone, Candeglia, Pontelungo, Capostrada, San Jacopo, Valdibrana — si entra in città in pochi chilometri.
Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19: per un sintomo nervoso comparso dopo un intervento troviamo lo spazio in giornata. Se cerchi il quadro completo dei nostri servizi, trovi tutto nella pagina dello studio di Pistoia.
Un ultimo punto che riguarda chi ha perso molti denti sopra: nell'arcata superiore il nervo alveolare inferiore non c'è, e i percorsi come il rialzo del seno mascellare o una dentiera fissa su impianti hanno rischi diversi da quelli descritti qui.
Il primo passo è una visita con radiografia, dove misuriamo la sensibilità della zona e guardiamo dove si trova davvero l'impianto rispetto al canale: chiama lo 0573 32937 oppure prendi un posto su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.
Domande frequenti
Nella maggior parte dei casi sì, entro una o due settimane, perché dipende dal gonfiore che comprime il nervo e poi si riassorbe. Il punto è verificare che stia migliorando: una sensibilità che non si muove per giorni va rivalutata con una radiografia. Se peggiora, non si aspetta.
Il dolore post-operatorio è sordo, diffuso e cala ogni giorno. La nevralgia è una scossa, un bruciore o una puntura, resta costante o aumenta e spesso porta con sé una zona di pelle che sente meno o sente in modo strano. La seconda richiede un controllo, la prima si gestisce a casa.
Non di regola. Si rimuove o si svita solo quando la radiografia mostra un rapporto troppo stretto col canale nervoso e il sintomo non accenna a migliorare. Se la sensibilità sta tornando, anche piano, si osserva e si controlla da vicino.
Le due spiegazioni più frequenti sono un'infiammazione dei tessuti intorno alla vite e un carico sbagliato della corona, che spinge sull'impianto a ogni morso. Nessuna delle due è un problema di nervi. Si risolvono con una seduta di igiene professionale, un sondaggio e, se serve, un ritocco del punto di contatto.
In Via Niccolò Machiavelli 27, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti e la stazione a dieci minuti a piedi. Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Chiama lo 0573 32937 o scrivi su WhatsApp al 331 6607774.
Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >
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Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
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Scritto e revisionato da Dott. Pietro Palandri · Chi si cura a Pistoia.