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Gengiva infiammata e impianto dentale che non fa male

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Implantologia dentale > Gengiva infiammata e impianto dentale che non fa male

Il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio dentistico di Pistoia, che segue i casi di infiammazione gengiva impianto dentale

Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 04.10.2026

Chi si cura a Pistoia · 4 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Infiammazione della gengiva intorno a un impianto dentale: cosa la provoca, quando è mucosite e quando no. Lo spiego nel mio studio a Pistoia.

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Una gengiva infiammata intorno a un impianto dentale quasi mai fa male, e questo è il problema: senza dolore si rimanda. Rossore, gonfiore e sanguinamento al filo sono il primo segnale, e si interviene lì, finché il disturbo resta nella mucosa e l'osso sotto è ancora integro.

Sono il Dott. Pietro Palandri e in Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di implantologia.

La gengiva intorno all'impianto sanguina col filo, è normale?

No: un impianto in salute non sanguina, né con il filo né con lo spazzolino.

Nei dieci-quindici giorni che seguono l'intervento un po' di rossore fa parte della guarigione. Dopo, no.

Il sanguinamento che torna ogni volta che pulisci quel punto è il modo in cui la mucosa segnala un deposito batterico sotto il bordo. Molti pazienti se ne accorgono perché il filo esce con una traccia rosa sempre dallo stesso lato.

È un'informazione utile. Vuol dire che il problema ha una sede precisa, e che quella sede si può raggiungere.

Perché la gengiva si infiamma proprio intorno a un impianto dentale?

Perché attorno al titanio la gengiva si attacca in modo diverso da come fa attorno a un dente naturale.

Un dente ha il legamento parodontale e un collare di fibre che lo abbracciano. L'impianto no: il suo sigillo di mucosa è più sottile e meno irrorato. La placca che resta lì fa più danno, e lo fa prima.

Le cause che trovo più spesso:

  • Placca sotto il bordo della corona. Un punto che lo spazzolino non raggiunge, spesso fra due elementi vicini.
  • Residui di cemento protesico. Microscopici, sotto gengiva, si comportano come una scheggia che non se ne va.
  • Poca gengiva aderente. Dove c'è solo mucosa mobile il sigillo si irrita a ogni spazzolata.
  • Una vite allentata. Il micromovimento della protesi apre uno spazio ai batteri.
  • Il fumo. Riduce la risposta dei tessuti e maschera il sanguinamento.
  • Il diabete non compensato. Rallenta la riparazione della mucosa attorno all'impianto.

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Se non fa male posso aspettare che passi da sola?

No, e il fatto che non faccia male è proprio il motivo per cui conviene guardarla subito.

L'impianto non ha nervo. Quando l'osso intorno comincia a ritirarsi non arriva nessun segnale doloroso: arrivano il gonfiore, un alito diverso, a volte un gusto strano al mattino.

Chi digita «infiammazione gengiva impianto dentale» di solito è in questa fase. Gengiva lamentosa, impianto muto.

Aspettare qui significa lasciare che un problema di mucosa, che si risolve con una seduta e un cambio di abitudini, diventi un problema di osso.

Come si capisce se è mucosite o se l'osso sta già cedendo?

Con un sondaggio delicato e una radiografia: la differenza sta nell'osso, non in quello che vedi allo specchio.

  • Mucosite perimplantare. Infiammazione limitata ai tessuti molli, nessuna perdita ossea. È reversibile.
  • Perimplantite. Tasca più profonda, osso che si è ritirato attorno alla spira, a volte secrezione. Serve un percorso più lungo.

Allo specchio le due situazioni si somigliano molto. In entrambe la gengiva è rossa e gonfia, in entrambe sanguina.

Per questo misuro sempre: profondità di sondaggio nei sei punti intorno all'impianto, confronto con la radiografia fatta il giorno della protesi, controllo della placca. Senza quei numeri si tira a indovinare.

La terza sala operativa dello studio dentistico di Pistoia
La terza sala operativa dello studio dentistico di Pistoia

Cosa faccio in studio quando arriva un impianto con la gengiva infiammata?

Prima misuro, poi pulisco, e solo dopo decido se serve altro.

La prima seduta è quasi sempre di igiene professionale sugli impianti, con strumenti dedicati che non graffiano la superficie del titanio. Dove sospetto cemento residuo, lo cerco.

Poi guardo la protesi: avvitamento, forma del profilo di emergenza, spazi per lo scovolino. Molte infiammazioni ricompaiono perché la corona è disegnata in modo che la placca non possa essere rimossa a casa.

Chi porta una riabilitazione completa, come un All-on-4 o una dentiera fissa su impianti, ha un percorso suo: la protesi si smonta, si pulisce e si riavvita.

La rivalutazione la fisso a sei-otto settimane. Se il sanguinamento è sparito, abbiamo chiuso.

Quando non serve togliere l'impianto per risolvere l'infiammazione?

Quasi sempre: la via più semplice — igiene mirata, correzione della protesi, controlli ravvicinati — basta nella maggior parte dei casi, e si prova prima.

Rimuovere un impianto è l'ultima opzione, non la prima. La considero quando l'osso perduto è tanto da rendere la vite instabile, o quando l'infezione torna dopo più cicli di cure.

Ci sono anche momenti in cui conviene non operare. Un fumatore di venti sigarette al giorno, o chi ha un diabete fuori controllo, prima sistema quello: il tessuto deve poter guarire.

Le informazioni generali su cosa comporta la implantologia dentale le trovi nella pagina del trattamento. Ma il piano su una gengiva già infiammata nasce dalla visita, non da una pagina.

Chi arriva da Quarrata o da Agliana come organizza i controlli?

Con sedute brevi e programmate, così un controllo sull'impianto non diventa mezza giornata di viaggio.

Lo studio è in Via Machiavelli 27, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: chi scende da Montale, da Serravalle Pistoiese o da Casalguidi arriva senza girare in cerca di posto. Chi viene in treno trova la stazione di Pistoia a dieci minuti a piedi.

Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19. Per chi ha avuto un episodio di infiammazione attorno a un impianto, la cadenza che propongo è di tre o quattro mesi, non di un anno.

Seguiamo pazienti del Bottegone, di Candeglia, di Pontelungo e di Capostrada, oltre a chi arriva da Montemurlo. Tutti i riferimenti pratici stanno nella pagina del nostro studio di Pistoia.

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Il primo passo è una visita di controllo: sondaggio intorno all'impianto, radiografia di confronto e una risposta chiara sul fatto che si tratti di mucosa o di osso. Chiama lo 0573 32937 o fissa l'appuntamento su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • Quando l'infiammazione riguarda solo la mucosa, il rossore cala in una o due settimane dopo la seduta di igiene mirata. Il sanguinamento al filo è l'ultimo segnale ad andarsene. La rivalutazione a sei-otto settimane serve proprio a verificare che sia sparito davvero.

  • Sì, e quando torna significa quasi sempre che la causa non era solo la placca: cemento residuo, una vite allentata o una corona con un profilo che non si riesce a pulire. In quel caso si smonta o si rivede la protesi, invece di ripetere la stessa pulizia.

  • L'idropulsore aiuta a rimuovere i residui morbidi, ma non sostituisce lo scovolino nello spazio fra impianto e dente vicino. Usalo come complemento, con il getto a bassa pressione e puntato lungo il bordo gengivale. Se l'infiammazione resta, non è un problema di strumento.

  • No. Nella grande maggioranza dei casi si recupera con igiene professionale, correzione della protesi e controlli ravvicinati. La rimozione si valuta quando la perdita di osso è avanzata o quando l'infezione ritorna dopo cure ripetute.

  • Dopo un episodio la cadenza che consiglio è ogni tre o quattro mesi, almeno per il primo anno. Chi fuma o ha una storia di parodontite rientra più spesso. Quando i sondaggi restano stabili per diversi controlli, si allunga l'intervallo.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi

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Scritto e revisionato da Dott. Pietro Palandri · Chi si cura a Pistoia.