Dente rotto alla radice, decide la radiografia
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Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 26.09.2026
Chi si cura a Pistoia · 26 settembre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
Dente rotto alla radice: cosa fare, come la radiografia dice se si salva e quando lo estraggo e lo sostituisco nello studio di Pistoia.
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Hai un dente rotto alla radice: cosa fare si decide su una radiografia, non a occhio. Serve capire dove passa la frattura. Se scende sotto la gengiva e taglia la radice, quel dente non si ricostruisce e va tolto. Fino alla visita non masticare da quel lato e lascia stare il frammento con la lingua.
Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia, e in studio mi occupo di chirurgia orale.
Mi si è spezzato un dente sotto la gengiva, che faccio stasera?
Tieni la zona pulita, mastica dall'altro lato e fatti vedere nei giorni successivi: a casa non esiste nulla che rimetta insieme una radice spezzata.
La sera in cui succede la paura è più grande del danno. Un pezzo di corona che si stacca lascia un bordo ruvido, la lingua ci torna sopra ogni due minuti e sembra che tutto stia crollando. Non è così.
- Il frammento. Se si è staccato, mettilo da parte e portalo: mi dice come il dente ha ceduto.
- Lo spazzolino. Continua a passarlo, piano, anche sul dente rotto: la placca lì intorno peggiora tutto.
- Il calore. Borse calde sulla guancia no: se c'è infezione, la spingono.
Come si capisce da una radiografia che la radice è rotta?
Con una lastra si guarda la linea della frattura e l'osso intorno: la radiografia dice se la rottura resta sopra la gengiva o scende lungo la radice.
Prima guardo e sondo. Poi faccio l'immagine. Una radiografia panoramica inquadra la situazione generale; quando la linea è sottile o nascosta serve un'immagine tridimensionale per seguirla in profondità.
- Frattura alta. Interessa la corona e si ferma sopra il margine gengivale: spesso il dente si tiene.
- Frattura verticale. Corre lungo la radice e la divide in due: da lì non si torna indietro.
- Radice residua. La corona è sparita da tempo e sotto gengiva resta solo il moncone.
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Un dente spezzato alla radice può non fare male?
Sì, e capita spesso: un dente devitalizzato anni prima si frattura in silenzio, perché non ha più il nervo che suona l'allarme.
Molti pazienti arrivano da me dicendo che il dente "non dà noia". Poi la gengiva accanto si gonfia ogni tanto e passa, poi torna. Quel gonfiore che va e viene è il segnale che i batteri scendono lungo la frattura.
Il dolore non misura la gravità. Misura solo se il nervo è ancora vivo. Per questo la prima visita di controllo vale anche quando non senti niente.

Quando NON serve l'estrazione e il dente si tiene?
Quando la frattura si ferma sopra la gengiva: allora la strada semplice viene prima, cioè ricostruire e coprire il dente, senza toccare la radice.
Prima provo a salvare. Sempre. Se la radice è intera e il moncone ha abbastanza parete sana, si ricostruisce e si protegge con una corona. Se il canale è infetto ma la radice regge, si tratta il canale e il dente resta al suo posto.
- Si tiene. Rottura limitata alla corona, radice compatta, osso in salute.
- Si valuta. Frattura al colletto: dipende da quanto scende e da quanta gengiva copre.
- Si toglie. Radice divisa in due, moncone mobile, infezione che ha già mangiato l'osso.
Anche la gengiva ha un peso. Se intorno al dente il supporto è già ridotto, ne parliamo prima con il percorso di cura della parodontite, perché su un osso sofferente nessuna ricostruzione dura.
Come si toglie una radice rotta e quanto dura la seduta?
In anestesia locale, separando la radice in frammenti piccoli per rispettare l'osso intorno: una seduta programmata, con tempi che ti dico prima.
Una radice spezzata non si afferra come un dente intero. Va scoperta, divisa e sfilata a pezzi. Questo lavoro paziente serve a una cosa sola: conservare l'osso che regge il dente che verrà dopo. È il criterio con cui affronto ogni estrazione dentale in studio.
I casi più complessi somigliano a quelli che vedo nell'estrazione di un dente del giudizio: radice curva, vicinanza a strutture delicate, accesso difficile. Cambia la preparazione, non la calma.
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Quanto resta vuoto quel posto prima di rimettere il dente?
Di solito qualche settimana: si aspetta che l'osso si riorganizzi, e in molti casi durante l'estrazione preparo già il sito per l'impianto futuro.
Il momento lo scelgo sul singolo caso, guardando quanto osso è rimasto. A volte si innesta subito nell'alveolo per non perdere volume. A volte conviene lasciare guarire e rivalutare.
Nel frattempo, se il dente è visibile, si mette una soluzione provvisoria. Poi si ragiona sul definitivo: un impianto dentale singolo è la strada che uso più spesso, perché non coinvolge i denti vicini. L'insieme di questi interventi lo trovi raccolto nella pagina di chirurgia orale.
Chi arriva da Quarrata o da Montale dove lascia l'auto?
In Via Machiavelli 27, a due passi dal raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: si entra e si esce senza girare in cerca di un posto.
Chi viene da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese o Casalguidi imbocca il raccordo ed è davanti allo studio in pochi minuti. Chi arriva in treno cammina dieci minuti dalla stazione di Pistoia. Dal Bottegone, da Candeglia, da Pontelungo o da Capostrada è un salto.
Riceviamo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19. Le altre situazioni di cui mi occupo per chi vive in città le ho raccolte nella pagina dello studio di Pistoia.
Il primo passo è una visita: guardo il dente, faccio la radiografia e ti dico se la radice si salva o se conviene toglierla e programmare il dente nuovo. Chiama lo 0573 32937 oppure scegli tu l'orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.
Domande frequenti
Dipende da dove finisce la frattura. Se resta sopra la gengiva e la radice è integra, si ricostruisce e si copre. Se la linea scende e divide la radice, il dente non regge più le forze della masticazione e va estratto.
Pochi giorni, non mesi. Ogni settimana con una radice fratturata aperta ai batteri è osso che si perde, e l'osso serve al dente che verrà dopo. Se c'è gonfiore, febbre o difficoltà ad aprire la bocca, chiama subito lo studio.
No. Su un dente devitalizzato il nervo non c'è più e la frattura non si annuncia. Il segnale da guardare è la gengiva che si gonfia a periodi, il cattivo sapore o il dente che si muove appena.
Si lavora in anestesia locale e durante la seduta non si sente il taglio. Nei giorni successivi c'è un fastidio che si gestisce con le indicazioni che ti consegno per iscritto. Chi è molto in ansia ne parla con me prima: esistono percorsi più tranquilli.
Le radiografie recenti, se le hai, e l'elenco delle medicine che prendi. Se conservi il frammento del dente, portalo. Sono informazioni che accorciano la diagnosi.
A volte sì, quando l'osso è sano e l'infezione è assente. Altre volte si estrae, si prepara il sito e si rivaluta dopo qualche settimana. La decisione arriva dalla radiografia tridimensionale, non dalla fretta.
Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Estrazione denti a Pistoia >
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Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
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Scritto e revisionato da Dott. Pietro Palandri · Chi si cura a Pistoia.