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3 esami su piorrea e denti fissi prima degli impianti

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Il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio dentistico di Pistoia, spiega se con la piorrea si possono mettere i denti fissi

Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 21.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 21 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Piorrea e denti fissi: a Pistoia li decidono tre esami, su gengive, osso e abitudini. Cosa misuro in visita e come si leggono i risultati.

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Con la piorrea si possono mettere i denti fissi, ma la risposta per la tua bocca non la dà la diagnosi: la danno tre esami. Uno misura le gengive, uno l'osso, uno le condizioni che decidono se un impianto regge nel tempo. Qui ti spiego cosa guardo e come si leggono i risultati.

Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Machiavelli 27 a Pistoia, e qui rispondo sulla dentiera fissa su impianti per chi ha la piorrea.

Cosa guardate per capire se con la mia piorrea posso avere denti fissi?

Guardo tre cose, in quest'ordine: quanto è attiva l'infiammazione delle gengive, quanto osso resta e quanto la tua salute generale aiuta la guarigione.

Molti arrivano in studio con una parola sola in testa: piorrea. È una parola che spaventa, perché fa pensare a denti perduti e a porte chiuse. Per me invece è l'inizio di una misurazione. Non una sentenza.

Nessuno dei tre esami, da solo, dice sì o no. Conta l'incrocio. Un osso scarso con gengive stabili è un problema che si affronta; gengive ancora attive con osso abbondante sono un semaforo rosso, ma temporaneo.

Ecco i tre esami, uno per uno.

Cosa mi dice la sonda che passate sulle gengive?

Mi dice, dente per dente, quanto sono profonde le tasche e se sanguinano quando le tocco: sono i numeri che dicono se la piorrea è attiva o ferma.

La sonda è un piccolo strumento graduato. La appoggio in sei punti intorno a ogni dente e leggo i millimetri. Ne esce una cartella, una specie di mappa della bocca.

Sulla mappa segno tre valori:

  • Millimetri di tasca. Le tasche profonde sono il rifugio dei batteri della piorrea.
  • Sanguinamento al fondo. Se la gengiva sanguina quando la sonda arriva giù, l'infezione è ancora al lavoro.
  • Denti che si muovono. La mobilità mi aiuta a capire quali denti hanno ancora un futuro.

La prima cartella la faccio alla visita. La seconda dopo la cura della parodontite, a distanza di alcune settimane. Il confronto tra le due mappe insegna molto: vedi con i tuoi occhi quali zone hanno risposto e quali no.

Se la seconda mappa è pulita, si può progettare. Se non lo è, si lavora ancora sulle gengive.

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Perché mi serve una TAC se ho già fatto la panoramica?

Perché la panoramica mostra l'osso in altezza, ma per un impianto serve conoscere anche lo spessore, e quello lo vede solo un esame tridimensionale.

La piorrea non consuma l'osso in modo uniforme. Scava di più in certi punti, spesso intorno ai molari, e lascia creste sottili che in una lastra piatta sembrano sufficienti.

Con la TAC dentale vedo tre misure. Quanto osso c'è sopra il nervo della mandibola. Quanto spazio resta sotto il seno mascellare, nell'arcata di sopra. Quanto è largo l'osso nel punto dove andrebbe ogni impianto.

Le assistenti e la segreteria dello studio dentistico di Pistoia
Le assistenti e la segreteria dello studio dentistico di Pistoia

Da questi numeri nasce la scelta della tecnica:

  • Osso buono davanti, scarso dietro. La soluzione All-on-4 inclina gli impianti posteriori e sfrutta l'osso che la piorrea ha risparmiato.
  • Seno mascellare sceso. Nell'arcata superiore si valuta un rialzo del seno mascellare per ricavare l'altezza che manca.
  • Osso compatto e impianti stabili. Si può considerare il carico immediato, ma la decisione arriva durante l'intervento, non prima.

Poco osso restringe le scelte. Non le azzera.

Perché mi chiedete se fumo, se ho il diabete e come mi lavo i denti?

Perché il terzo esame riguarda te, non solo la bocca: sono le condizioni che decidono se la piorrea resta ferma anche intorno agli impianti.

La gengiva intorno a un impianto si infiamma con gli stessi batteri della piorrea. Si chiama perimplantite, e chi ha già avuto la malattia ci è più esposto degli altri.

Per questo faccio domande che a volte sorprendono:

  • Fumo. Rallenta la guarigione e riduce il sangue che arriva alle gengive.
  • Diabete e altre malattie. Se la glicemia non è stabile, le gengive ne risentono; quando serve mi confronto con il medico di famiglia.
  • Placca rimasta. Coloro i denti con un rivelatore e misuro quanta placca lasci dopo lo spazzolino. È un numero che si può cambiare in poche settimane.

Nessuna di queste è una bocciatura. Sono punti di partenza. Chi smette di fumare, o porta la placca a livelli bassi, cambia le carte in tavola.

Quando non conviene passare subito ai denti fissi?

Quando i tuoi denti, una volta curati, possono restare in bocca: allora la strada più semplice è tenerli e sostituire solo quelli persi.

È una domanda da fare sempre, e la risposta spesso sorprende. Tanti denti che sembravano spacciati, con la piorrea ferma, si assestano e reggono per anni.

  • Tenere i denti curati. Se la seconda mappa è buona, salvare viene prima di tutto.
  • Sostituire pochi elementi. Un impianto singolo o un ponte dove manca un dente, lasciando il resto com'è.
  • Una mobile di passaggio. Se fumo, diabete o pulizia non sono ancora sotto controllo, una protesi mobile dà tempo alle condizioni di migliorare.

La dentiera fissa su impianti arriva quando i denti rimasti non possono più fare il loro lavoro. Non come scorciatoia. Un dente estratto non torna, e questo lo tengo sempre davanti.

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Quante volte devo venire a Pistoia se abito ad Agliana o a Quarrata?

Le sedute sono più fitte nella fase delle gengive e si diradano con gli impianti; dopo restano i richiami di mantenimento, a cadenza fissa.

Molti pazienti arrivano da Agliana, Quarrata e Montale, altri scendono da Serravalle Pistoiese o da Casalguidi. Per chi viene da fuori, sapere quanti viaggi servono conta quasi quanto il resto.

La fase delle gengive chiede alcune sedute vicine, poi una pausa di qualche settimana prima della seconda mappa. Gli esami dell'osso stanno in un appuntamento. La parte implantare ha meno visite, più distanziate.

Dopo, c'è la pulizia degli impianti con una cadenza che decido sul tuo rischio. Per chi ha avuto la piorrea è la parte che protegge il lavoro fatto sugli impianti dentali.

Lo studio è in Via Machiavelli 27, vicino al raccordo, con parcheggio riservato ai pazienti. Chi arriva in treno ha la stazione di Pistoia a dieci minuti a piedi. Riceviamo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.

Il primo passo è una visita: facciamo la prima mappa delle gengive, guardiamo l'osso e ti dico da quale dei tre esami partire. Chiama lo 0573 32937 oppure prenota online la tua valutazione nello studio di Via Machiavelli.

Domande frequenti

  • Di solito alcune settimane, il tempo che serve alle gengive per rispondere alla terapia. Poi rifaccio la mappa con la sonda e confronto i numeri con la prima. Se la risposta non basta, si prosegue con le gengive prima di progettare.

  • Nella maggior parte dei casi dà solo un fastidio leggero, soprattutto dove le gengive sono infiammate. Se una zona è molto sensibile possiamo addormentarla. Dura il tempo di una normale visita.

  • Spesso sì, ma la tecnica cambia in base a quello che mostra la TAC. Si può inclinare gli impianti, lavorare sull'osso rimasto o ricostruirlo nell'arcata superiore. La scelta la facciamo sui numeri, non a colpo d'occhio.

  • No, se il diabete è seguito e stabile. Conta come sono i valori nel tempo, e per questo a volte mi confronto con il medico di famiglia. Un diabete ben gestito aiuta anche le gengive a restare ferme.

  • Sì, portale sempre alla visita. Mi aiutano a capire da quanto tempo la piorrea lavora e dove ha consumato di più. Se servono esami in più, te lo dico e ti spiego perché.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Dentiera fissa a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini

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Scritto e revisionato da Dott. Pietro Palandri · Chi si cura a Pistoia.