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Cosa cambia fra gengivite e parodontite nell'osso

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Cura della parodontite > Cosa cambia fra gengivite e parodontite nell'osso

Il Dott. Lorenzo Del Dotto al lavoro nello studio di Pistoia: cos'è la parodontite? in cosa è diversa dalla gengivite? cosa la causa?

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 01.10.2026

Chi si cura a Pistoia · 1 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Cos'è la parodontite, in cosa è diversa dalla gengivite e cosa la causa: te lo spiego come in visita nel mio studio a Pistoia.

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La parodontite è l'infiammazione che dalla gengiva è scesa fino all'osso che tiene il dente. La gengivite si ferma al bordo e può rientrare; la parodontite no, perché intacca l'attacco e l'osso di sostegno. La causa diretta è il biofilm batterico che resta sotto il bordo gengivale, con fumo, diabete e familiarità a decidere quanto corre.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e nello studio di Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia mi occupo di parodontologia.

Cos'è la parodontite, detta in parole semplici?

È una malattia infiammatoria cronica dei tessuti che sostengono il dente: gengiva, legamento, cemento radicolare e osso alveolare.

Il dente non è piantato nell'osso come un chiodo nel muro. È sospeso da un legamento, dentro un alveolo di osso, e sigillato in alto da un anello di gengiva aderente.

Quando i batteri si organizzano in biofilm sotto quel sigillo, l'organismo risponde con l'infiammazione. È una risposta di difesa, ma prolungata nel tempo consuma proprio il sostegno che doveva proteggere.

Il solco fra dente e gengiva si approfondisce e diventa tasca. Dentro la tasca lo spazzolino non arriva. Da lì in poi il processo si alimenta da solo.

Perché la gengivite rientra e la parodontite no?

Perché la gengivite riguarda solo il tessuto molle, mentre la parodontite ha già tolto osso, e l'osso perso non si riforma da sé.

  • Gengivite. Gengiva rossa, gonfia, che sanguinava allo spazzolino. Nessuna perdita di attacco. Con igiene professionale e manovre domiciliari corrette torna indietro.
  • Parodontite. Tasche, perdita di osso visibile in radiografia, a volte recessioni e mobilità. Si può fermare e tenere stabile, non riportare a com'era prima.
  • Il confine. Lo traccia la sonda parodontale, millimetro per millimetro, insieme alle radiografie. A occhio non si distingue.

Questa è la differenza che conta davvero: non la quantità di sangue, ma se l'attacco ha ceduto.

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Cosa causa la parodontite, oltre alla placca?

La causa necessaria è il biofilm batterico sotto gengiva; i fattori di rischio decidono quanto danno fa e con che velocità.

  • Fumo. Riduce il sanguinamento e maschera i segnali, mentre la perdita di osso continua. È il fattore modificabile più pesante.
  • Diabete non compensato. Infiammazione e glicemia si peggiorano a vicenda, in entrambe le direzioni.
  • Familiarità. A parità di placca, alcune persone perdono attacco molto prima. Se un genitore ha perso denti presto, vale dirlo in visita.
  • Fattori locali. Tartaro sottogengivale, margini di otturazioni o corone non chiusi, denti affollati difficili da pulire.
  • Altro. Stress prolungato, gravidanza, alcune terapie mediche, respirazione orale notturna.

Nessuno di questi, da solo, basta. È l'incontro fra batteri e ospite a fare la malattia.

La prima sala operativa dello studio dentistico di Via Machiavelli a Pistoia
La prima sala operativa dello studio dentistico di Via Machiavelli a Pistoia

Come capisco se ho già superato la gengivite?

Con la misurazione delle tasche e le radiografie: i sintomi arrivano tardi e spesso quando l'osso è già andato.

I segnali che mi fanno sospettare una parodontite sono sanguinamento che non passa dopo due settimane di igiene corretta, alito cattivo persistente, denti che sembrano più lunghi, spazi neri nuovi fra gli incisivi, un dente che si sposta o si muove.

Anche un gonfiore che va e viene sempre nello stesso punto merita attenzione: può essere un ascesso parodontale, ma anche un problema del nervo, e in quel caso il percorso è un altro, quello dell'endodonzia.

Per questo la prima visita con sondaggio parodontale è il punto di partenza: serve a capire cosa stiamo guardando, prima di decidere qualsiasi cosa.

Quando non serve pensare subito alla parodontite?

Quando il sanguinamento è recente, limitato e legato a un periodo in cui la pulizia a casa è peggiorata: lì l'intervento più semplice viene prima.

In molti casi bastano una seduta di igiene professionale, la correzione della tecnica di spazzolamento e l'uso quotidiano dello scovolino, con una rivalutazione a distanza di qualche settimana. Se le gengive si sgonfiano e il sangue sparisce, era gengivite.

Non ha senso parlare di terapia parodontale prima di avere le misure. Allo stesso modo, la levigatura delle radici si valuta solo dove esistono tasche vere, non come pulizia generica.

Cosa succede se la parodontite non viene seguita?

Procede a episodi, con fasi silenziose e fasi attive, finché il sostegno non basta più a tenere il dente in funzione.

La perdita non è lineare e non è uguale su tutti i denti. Un molare può essere compromesso mentre gli incisivi reggono. Per questo serve una mappa, non un'impressione.

Quando un elemento non è più recuperabile si ragiona sulla sostituzione, e anche lì la gengiva comanda: gli impianti dentali si inseriscono su parodonto controllato, altrimenti il problema si ripresenta attorno all'impianto.

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Dove mi faccio controllare le gengive a Pistoia?

Da noi, in Via Machiavelli 27, dove la valutazione parodontale è una procedura ordinaria e non una visita straordinaria.

Lo studio è vicino al raccordo e ha un parcheggio riservato ai pazienti: chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese o Casalguidi lascia l'auto e sale, senza girare in centro. Chi viene in treno fa dieci minuti a piedi dalla stazione di Pistoia.

Riceviamo pazienti del Bottegone, di Candeglia, Pontelungo e Capostrada, molti arrivati dopo anni di sanguinamento considerato normale. Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.

Qui trovi tutto quello che facciamo nello studio di Pistoia e, sul tema di questa pagina, la cura della parodontite passo per passo.

Il primo passo è una visita con sondaggio e radiografie: in un appuntamento sappiamo se è gengivite o parodontite, quanto osso c'è e cosa possiamo fare per fermarla. Chiama lo 0573 32937 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • Sì, «piorrea» è il nome vecchio della parodontite avanzata, quello che si usava quando il segno più evidente era la fuoriuscita di pus dalle tasche. Oggi parliamo di parodontite e la stadiamo in base alla perdita di attacco e alla velocità di progressione. Il termine cambia, la malattia è quella.

  • No. La gengivite è molto comune e nella maggior parte delle persone resta tale, soprattutto se l'igiene torna efficace. Diventa parodontite in chi ha una risposta infiammatoria più aggressiva o fattori di rischio come fumo e diabete. Non si può prevedere a priori: si controlla nel tempo.

  • Non del tutto. Nei fumatori il sanguinamento è ridotto perché la nicotina restringe i vasi, e la malattia può avanzare in silenzio. Anche un paziente che spazzola molto forte può avere gengive pallide e tasche profonde. L'assenza di sangue va letta insieme alle misure, non da sola.

  • I batteri parodontopatogeni si trasmettono con la saliva, quindi partner e familiari possono condividerli. Ma avere i batteri non significa sviluppare la malattia: contano la risposta immunitaria e i fattori di rischio. Quando trovo una parodontite avanzata in un paziente, consiglio un controllo anche al convivente.

  • La forma più frequente si manifesta dopo i 35-40 anni, ma esistono forme che iniziano in adolescenza o fra i venti e i trent'anni e corrono molto più in fretta. Proprio per questo un sondaggio parodontale andrebbe fatto anche ai giovani adulti, almeno una volta.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Cura della parodontite a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri

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Scritto e revisionato da Dott. Lorenzo Del Dotto · Chi si cura a Pistoia.