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Con poco osso l'impianto dentale dipende da dove manca

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Implantologia dentale > Con poco osso l'impianto dentale dipende da dove manca

Il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio dentistico di Pistoia, durante la valutazione di un impianto dentale con poco osso

Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 30.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 30 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Impianto dentale con poco osso a Pistoia: come si misura l'osso che resta, quando basta un impianto corto e quando serve ricostruirlo.

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Un impianto dentale con poco osso quasi mai è una porta chiusa in partenza. L'osso si misura in millimetri, punto per punto, e quello che cambia il percorso non è «quanto ne manca» in generale: è dove manca. Nella zona alta dietro c'è il seno mascellare, in basso c'è il nervo, davanti c'è una parete sottile. Tre situazioni diverse.

Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia, e qui mi occupo di implantologia.

Mi hanno detto che ho poco osso, vuol dire che l'impianto non si può fare?

Vuol dire che serve una misura vera, non un giudizio a occhio su una panoramica.

La radiografia panoramica appiattisce tutto su un piano: mostra l'altezza approssimativa, non lo spessore. Un osso che sembra sufficiente può essere una lama larga tre millimetri. E il contrario succede spesso.

Per questo, prima di dire che manca osso, guardo una TAC Cone Beam 3D: altezza, spessore, densità e rapporto con le strutture vicine, nel punto esatto dove andrebbe la vite. Sono numeri, non impressioni.

Quanto osso serve davvero per un impianto?

Contano tre misure insieme, e nessuna delle tre da sola decide.

  • Altezza. I millimetri fra la cresta e la struttura sotto o sopra: il seno mascellare in alto, il canale del nervo in basso. È la misura che spaventa di più, ed è anche quella che si può modificare.
  • Spessore. La larghezza della cresta. Serve osso intorno alla vite su tutti i lati, non solo sopra e sotto.
  • Qualità. Un osso denso e uno spugnoso si comportano in modo diverso durante la guarigione, e cambiano i tempi.

Poco osso in spessore e poco osso in altezza sono problemi distinti, con soluzioni distinte.

Dove manca l'osso cambia la strada?

Sì: la stessa mancanza di osso dietro in alto o davanti in basso porta a due percorsi che non si assomigliano.

Nella zona alta posteriore, dove i molari si perdono spesso da anni, il seno mascellare tende a scendere. Lì la soluzione più frequente è il rialzo del seno mascellare, in una o due tappe secondo i millimetri che restano.

Nella zona bassa posteriore il limite è il nervo: si lavora sopra di lui, con misure precise e impianti più corti.

Davanti, in alto, il problema è quasi sempre la parete esterna, che si riassorbe presto dopo un'estrazione. Qui conta anche il profilo della gengiva.

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Devo fare un innesto di osso per forza?

No. Prima si guarda se l'osso che c'è basta, usando meglio quello che c'è.

  • Impianti più corti o più stretti. Quando l'altezza è ridotta ma la qualità è buona, spesso si sfrutta l'osso nativo senza aggiungere nulla.
  • Inclinazione. Cambiando l'asse si raggiungono zone dove l'osso è rimasto. È il principio dell'All-on-4 nelle arcate molto compromesse.
  • Meno impianti, ben posizionati. Non sempre servono tanti impianti quanti sono i denti mancanti.
  • Innesto. Si aggiunge osso quando i millimetri non ci sono e non si possono aggirare. È una scelta, non un automatismo.

Anche il carico immediato si valuta caso per caso: dipende dalla stabilità che l'impianto trova il giorno stesso, e con osso scarso quella stabilità va guadagnata.

L'apparecchio per la radiologia tridimensionale cone beam presente in studio
L'apparecchio per la radiologia tridimensionale cone beam presente in studio

Quando non serve ricostruire l'osso prima dell'impianto?

Quando c'è una strada più semplice che risolve lo stesso problema: quella la metto sul tavolo per prima.

Un solo dente mancante fra due denti sani e già ricostruiti può essere risolto con un ponte. Una protesi mobile che funziona, ma balla, a volte si stabilizza con pochi impianti invece di ricostruire mezza arcata: è il ragionamento della dentiera fissa.

Ci sono poi casi in cui è meglio non operare subito. Una parodontite ancora attiva va curata prima: l'osso continua a perdersi e un impianto nuovo non lo ferma. Il fumo pesante peggiora la guarigione degli innesti. Se l'igiene domiciliare non è sostenibile, anche la manutenzione degli impianti diventa difficile.

Dirlo prima è più utile che scoprirlo dopo.

Quanto dura un percorso con poco osso?

Più di un impianto standard, perché fra la ricostruzione e la protesi c'è un'attesa di guarigione che non si accorcia a comando.

Quando l'osso basta, le tappe sono poche: valutazione, inserimento, guarigione, protesi. Quando serve un innesto, si aggiunge una fase e mesi di attesa: prima l'osso, poi l'impianto, poi il dente.

In studio preferisco scrivere le tappe su carta al primo incontro, con le date indicative. Sapere quante volte tornerai a Via Machiavelli cambia il modo di decidere.

Come si arriva in studio da fuori Pistoia?

Via Niccolò Machiavelli 27 è vicina al raccordo e ha il parcheggio riservato ai pazienti; la stazione di Pistoia è a dieci minuti a piedi.

Nei percorsi implantari con innesto i controlli sono più ravvicinati, e chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese o Casalguidi lo sente. Per questo teniamo aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19: si trova quasi sempre un orario prima o dopo il lavoro.

Da Bottegone, Candeglia, Pontelungo, Capostrada, San Jacopo e Valdibrana si arriva in pochi minuti. Le altre guide di implantologia e cura dei denti a Pistoia rispondono ai dubbi vicini a questo, e la pagina di implantologia dentale spiega come lavoriamo sugli impianti.

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Il primo passo è una visita con la lettura delle immagini: misuriamo l'osso che c'è, guardiamo dove manca e decidiamo insieme se conviene la strada breve o quella lunga. Chiama lo 0573 32937 oppure scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia

Domande frequenti

  • La tenuta dipende dalla stabilità che l'impianto trova nell'osso e dal carico che gli arriva sopra, non dalla quantità di osso di partenza. Per questo, quando i millimetri sono pochi, si sceglie una misura diversa o si aggiunge osso: l'obiettivo è arrivare a una situazione che regga nel tempo. Il controllo periodico resta la parte più importante.

  • No, serve per una prima occhiata. La panoramica non mostra lo spessore della cresta, che è la misura che fa cadere più progetti. La valutazione tridimensionale è l'unico modo di avere numeri affidabili nel punto dove andrebbe l'impianto.

  • Si usano materiali da innesto o, in alcuni casi, piccole quantità di osso prelevate nella stessa bocca. La scelta dipende da quanto osso serve e in quale zona. Ne parliamo in visita, con la TAC davanti, perché la risposta cambia da persona a persona.

  • Non è una questione di tempo ma di quanto osso è rimasto. Dopo anni senza denti la cresta si assottiglia, e capita di trovare situazioni che chiedono una ricostruzione. Molte di quelle situazioni sono comunque trattabili: va misurato il caso, non l'anzianità della mancanza.

  • Dipende dalla stabilità iniziale. Con osso scarso spesso conviene separare le fasi e dare tempo alla guarigione, anche se in alcuni casi selezionati impianto e dente provvisorio arrivano vicini. È una valutazione clinica che si fa prima, non una scelta da fare il giorno dell'intervento.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano

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Scritto e revisionato da Dott. Pietro Palandri · Chi si cura a Pistoia.