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Impianto svitato, il morso dice perché è successo

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Il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio dentistico di Pistoia, durante un controllo per un impianto dentale svitato

Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 18.09.2026

18 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Impianto dentale svitato: quale pezzo si muove, perché tende a riallentarsi e come lo valuto nel mio studio di Via Machiavelli a Pistoia.

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Se hai un impianto dentale svitato che gira sotto la lingua o si sposta quando mastichi, nella maggior parte dei casi a cedere è la vite che tiene la corona sopra la parte inserita nell'osso. Non stringerla da sola e non muoverla con le dita. Quale dei pezzi si sia allentato lo dice una radiografia in visita.

Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia, dove seguo tutte le aree dello studio, implantologia compresa.

Perché la vite di un impianto si comporta come un fusibile?

Perché è il pezzo pensato per essere il più debole della catena: si allenta prima che soffrano l'osso o la parte implantare, e quando molla sta segnalando una forza che non le piace.

È il rovescio di un ragionamento che sento spesso in poltrona: «si è svitato, quindi è stato montato male». A volte è così. Molto più spesso il montaggio era corretto e a cambiare, negli anni, è stato il modo in cui i denti si incontrano.

Un impianto non ha legamento. Un dente naturale, sotto un colpo storto, si sposta di qualche decimo e attutisce. L'impianto no: resta fermo e trasmette tutto alla vite.

Per questo il mio primo sguardo non va al pezzo che si è mosso, ma a cosa gli arriva sopra.

Quale dei tre pezzi si è mosso davvero?

Nella gran parte dei casi si allenta la vite di collegamento, mentre la porzione inserita nell'osso resta salda e integrata.

I pezzi da distinguere sono tre, e non si distinguono a occhio.

  • La vite passante. Unisce corona e impianto. È quella che cede più spesso.
  • Il moncone. La parte intermedia: può ruotare se la vite ha perso tenuta da tempo.
  • La radice artificiale nell'osso. Se si muove lei, il quadro è diverso e va valutato con calma.

Qualche indizio che raccolgo dal racconto del paziente, senza che sostituisca la visita.

  • Ruota ma non affonda. Di solito punta verso la vite.
  • Sibilo mangiando. Aria che passa nel punto di giunzione.
  • Cibo fermo sempre nello stesso spazio. Un contatto che si è aperto.
  • Gonfiore, sanguinamento o pus. Qui non si aspetta: è un quadro infiammatorio da guardare presto.

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Che cosa rischio se continuo a masticarci sopra?

Il rischio concreto è che una vite lenta si spezzi dentro l'impianto, e recuperare un frammento è un lavoro più lungo di una vite intera.

Ogni morso su un collegamento allentato fa micromovimenti. Il metallo si affatica. Un paziente di Agliana è arrivato dopo tre settimane di «tanto regge»: la corona si era sfilata da sola durante una cena.

Nell'attesa dell'appuntamento il consiglio è semplice. Mastica dall'altro lato, preferisci cibi morbidi, lascia stare la lingua.

E se la corona si stacca del tutto, conservala: spesso serve, e comunque dice molto su come era fatta.

Gli strumenti del riunito pronti per la seduta nello studio di Pistoia
Gli strumenti del riunito pronti per la seduta nello studio di Pistoia

Quando non serve rifare l'impianto?

Quasi sempre non serve: la via meno invasiva è sostituire la vite e rivedere il morso, e solo se la radice artificiale si muove nell'osso si ragiona sulla rimozione.

Rifare tutto è l'ultima ipotesi che metto sul tavolo, non la prima. Prima guardo cosa del tuo lavoro regge ancora.

  • Vite allentata, impianto fermo. Si valuta la sostituzione del componente e il serraggio con chiave dinamometrica, al valore del sistema usato.
  • Corona cementata che si stacca. Si pulisce il moncone e si riposiziona, dopo aver escluso infiltrazioni.
  • Osso che ha ceduto un poco, impianto stabile. Si lavora sull'infiammazione e sui richiami di igiene degli impianti.
  • Radice artificiale mobile. Conservarla non ha senso: si valuta la rimozione e i tempi di guarigione.

La differenza fra il secondo e il quarto caso non la stabilisce il sintomo. La stabilisce la lastra insieme alla prova di stabilità.

Che cosa guardo nella visita in Via Machiavelli?

Guardo tre cose nell'ordine: l'osso attorno alla spira più alta sulla radiografia, la stabilità dell'impianto, e i contatti del morso sulla carta di articolazione.

L'ultimo punto è quello che spesso spiega tutto. Se il carico arriva storto, o se un solo pilastro regge più di quanto dovrebbe, la vite lo paga a ripetizione.

Il bruxismo notturno è la causa che vedo più di frequente. In quel caso il discorso si sposta sul bite per il bruxismo, perché serrare di notte non si corregge con un serraggio migliore.

Conta anche il progetto complessivo: se ne ragiona guardando l'insieme dell'implantologia dentale, come nelle riabilitazioni a carico immediato o con la tecnica All-on-4, dove il numero dei pilastri cambia tutto.

Da Quarrata o da Montale, quanto pesa la strada?

Pesa meno di quanto sembri: da Quarrata, Agliana e Montale siamo attorno ai quindici minuti di auto, da Serravalle Pistoiese e Casalguidi poco di più.

Lo studio è in Via Machiavelli, vicino al raccordo, e ha il parcheggio riservato ai pazienti. Chi arriva in treno cammina dieci minuti dalla stazione di Pistoia.

Da Montemurlo si sta sui venti minuti. Dalla montagna pistoiese la strada è più lunga, spesso una mezz'ora abbondante: chi scende da lì mi avvisa quando prenota, così scegliamo un orario che tenga conto del viaggio.

Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.

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Il primo passo è una visita con radiografia, per distinguere una vite che ha ceduto da un impianto che si muove: chiama lo 0573 32937 o prendi un appuntamento su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia, anche solo per farlo controllare.

Domande frequenti

  • No, ed è il gesto che complica di più le cose. Senza chiave dinamometrica si serra troppo o troppo poco, e una vite sotto sforzo può spezzarsi dentro l'impianto. Un frammento si recupera con strumenti dedicati e più tempo. Meglio non manipolarla e farsi guardare.

  • Di norma è un intervento contenuto, ma la durata la definisce la visita: dipende da come è fissata la corona, dallo stato della gengiva e dal sistema implantare usato. La radiografia si fa comunque prima di toccare qualsiasi cosa.

  • No. Se a muoversi è la parte protesica, la radice artificiale resta integrata e il lavoro esistente può essere recuperato. Se invece si muove l'impianto nell'osso, l'integrazione è venuta meno. Sono due situazioni diverse e la visita le distingue.

  • Perché nella maggior parte dei casi la causa non era la vite, ma la forza che le arriva sopra. Un contatto alto, un pilastro isolato che regge troppo, il serramento notturno. Finché quella forza resta invariata, il componente tende a riallentarsi.

  • L'impianto non ha nervo, quindi la manovra in sé di solito non è dolorosa. Il fastidio, quando c'è, nasce dalla gengiva infiammata intorno. Se avverti dolore spontaneo o vedi gonfiore, il quadro va valutato prima di qualsiasi manovra.

  • Sì, succede spesso con chi arriva da Montemurlo, da Quarrata o dalla montagna. È utile sapere quale sistema implantare è stato usato, perché le viti non sono intercambiabili. Se non hai documenti, si risale al tipo con la radiografia e con le misure del moncone.

  • In genere due volte l'anno, insieme alla seduta di igiene, con radiografie di controllo a intervalli decisi caso per caso. Per chi stringe i denti di notte o ha avuto parodontite i richiami sono più ravvicinati. È il controllo che intercetta un collegamento lento prima che si rompa.

  • Sì, e il principio è lo stesso: a cedere sono le viti di ancoraggio, non necessariamente gli impianti. Nelle soluzioni come la dentiera fissa la verifica periodica del serraggio fa parte del mantenimento. Se senti muoversi la struttura, fermati e fatti vedere.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri

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