Cosa misura il sondaggio parodontale a voce alta
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Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 08.09.2026
20 agosto 2026 · aggiornato il 8 settembre 2026 · 6 min di lettura
Riassunto:
I millimetri letti ad alta voce indicano la profondità delle tasche intorno al dente. L'articolo spiega come si annotano e perché diventano il riferimento per capire se la terapia funziona.
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Il sondaggio parodontale è la misurazione, millimetro per millimetro, della profondità delle tasche gengivali intorno a ogni dente. Il numero che senti scandire ad alta voce durante la visita non è casuale: finisce subito annotato in una scheda, punto per punto, dente per dente. Quella mappa diventa il riferimento con cui, mesi o anni dopo, si confronta il risultato della terapia.
Il sondaggio parodontale si esegue con una sondina millimetrata che scivola delicatamente nello spazio tra dente e gengiva, in sei punti per ogni elemento dentale. I valori considerati sani stanno tra 1 e 3 millimetri, con gengiva che non sanguina al passaggio dello strumento. Sopra i 4 mm si parla già di tasca parodontale, un segno di perdita di attacco che va monitorato nel tempo [2].
Cosa misura il sondaggio parodontale
Il sondaggio parodontale registra la distanza tra il margine della gengiva e il punto in cui la sondina incontra resistenza, cioè l'attacco ancora presente intorno alla radice. Sei punti per dente: mesiale, centrale e distale, sia sul lato verso la guancia sia su quello verso la lingua o il palato. Non è una stima a occhio. È un dato oggettivo, ripetibile, confrontabile.
Più la tasca è profonda, più batteri e placca si accumulano in un punto che lo spazzolino non raggiunge. Da qui parte il ragionamento clinico: una tasca di 3 mm si mantiene con l'igiene quotidiana, una di 6 mm quasi sempre no.

Perché si annotano i millimetri, dente per dente
Ogni valore viene scritto accanto al dente e alla faccia corrispondente, così che la mappa completa restituisca un quadro dell'intera bocca e non solo di un punto isolato. Insieme al millimetro si segna anche se il punto sanguina al sondaggio, se c'è mobilità, se la gengiva si è ritirata. Sono dati che, uno accanto all'altro, raccontano una storia diversa da quella di un singolo numero preso a sé.
Nello studio a Pistoia il team usa una cartella parodontale digitale che confronta automaticamente ogni nuova rilevazione con quella precedente, dente per dente. Il confronto è il punto centrale di tutto il ragionamento.
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Il confronto nel tempo: la terapia sta funzionando?
La prima mappa, fatta prima di iniziare la terapia, serve da punto di partenza. Quella successiva, di solito qualche mese dopo la seduta di igiene profonda, mostra se le tasche si sono ridotte. Una riduzione di 1-2 mm su più siti è già un segnale che l'infiammazione si è calmata e i tessuti stanno rispondendo [1].
Non sempre il miglioramento è uniforme. Un dente può guarire bene, quello accanto restare fermo. Succede spesso, soprattutto dove l'accumulo di placca era più vecchio o la forma della radice complica la pulizia. In quei punti si valuta se serve un richiamo più ravvicinato o un approfondimento mirato.
Chi ha già una diagnosi di parodontite conosce bene la parte più faticosa: mantenere i richiami nel tempo, anche quando i sintomi sembrano spariti. Ne parla l'articolo sui richiami, che segue proprio questo tipo di percorso dopo la terapia iniziale.
Sanguinamento, mobilità e gli altri segnali raccolti insieme
Il millimetro non viaggia mai da solo. Il sanguinamento al sondaggio è forse il dato più immediato: una gengiva sana non sanguina, anche sotto la pressione della sondina. Se sanguina, c'è infiammazione attiva, indipendentemente dalla profondità della tasca.
Si annota anche la mobilità dentale, valutata con una leggera pressione tra due strumenti, e la recessione gengivale, cioè quanto la gengiva si è spostata verso la radice rispetto alla giunzione smalto-cemento. Sono tre pezzi dello stesso puzzle. Nessuno basta da solo.
Quando ripetere la mappa parodontale
Nella fase attiva della terapia il sondaggio si ripete a distanza di poche settimane dalla seduta di igiene profonda, per capire se serve intervenire ancora. Una volta stabilizzata la situazione, il controllo diventa periodico: ogni tre, quattro o sei mesi, a seconda di quanto la parodontite era avanzata e di come risponde ogni singola persona [1][3]. Non è un protocollo uguale per tutti. Dipende dalla storia clinica. Ne parliamo in 3 casi in cui il mantenimento parodontale cambia ogni quanto.
Il dente regge meglio quando il controllo è costante nel tempo, non solo nella fase acuta. È lì che si vede la differenza tra una terapia che ha funzionato e una che va ancora sorvegliata.
Prenota un controllo parodontale a Pistoia: al tuo appuntamento sondiamo tasca per tasca e ti diciamo a voce alta i millimetri che troviamo, dente per dente. Così hai già in mano i numeri di partenza da confrontare al richiamo successivo.
Il sondaggio parodontale fa male?
In genere no, o al massimo un fastidio lieve nei punti già infiammati. La sonda è calibrata per applicare una pressione minima, sufficiente a raggiungere il fondo della tasca senza forzare i tessuti.
Quanto dura la visita?
Una mappa completa, su tutta la bocca, richiede in media qualche decina di minuti. Il tempo varia in base al numero di denti presenti e a quanto sono infiammati i tessuti.
Quando devo andare dal dentista se le gengive sanguinano quando mi lavo i denti?
Se il sanguinamento si ripete da più di una settimana, meglio prenotare un controllo. Non è normale, anche se è comune, ed è spesso il primo segno di un'infiammazione che conviene intercettare prima che intacchi l'osso.
Ogni quanto va ripetuto il sondaggio parodontale?
Durante la terapia attiva, a distanza ravvicinata. Dopo la stabilizzazione, in genere ai richiami periodici concordati con chi segue il caso. Non sempre lo stesso intervallo va bene per tutti.
Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Cura della parodontite a Pistoia >
Riferimenti scientifici
- Treatment of stage I-III periodontitis-The EFP S3 level clinical practice guideline — J Clin Periodontol (2020)
- Periodontal health and gingival diseases and conditions on an intact and a reduced periodontium: Consensus report of workgroup 1 of the 2017 World Workshop on the Classification of Periodontal and Peri-Implant Diseases and Conditions — J Periodontol (2018)
- Interactions between Orthodontic Treatment and Gingival Tissue — Chin J Dent Res (2023)
Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia




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