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Gengive che si ritirano: come distinguere le cause

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Il Dott. Lorenzo Del Dotto regola la lampada del riunito

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 08.09.2026

21 agosto 2026 · aggiornato il 8 settembre 2026 · 6 min di lettura

Riassunto:

Il ritiro gengivale ha origine meccanica o infiammatoria, e i trattamenti cambiano di conseguenza. Qui capisci quale riguarda te e cosa aspettarti dalla visita a Pistoia.

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Le gengive che si ritirano sono un problema che colpisce moltissime persone, spesso senza che se ne accorgano subito. Con il tempo, i denti possono apparire più lunghi e le radici restare scoperte, causando sensibilità al caldo, al freddo e ai dolci. Capire da cosa dipende questo fenomeno è il primo passo per affrontarlo prima che peggiori.

Il colletto scoperto: cosa noti per primo

Il dente sembra più lungo di prima. Il colore cambia leggermente vicino alla gengiva, perché si vede la radice invece dello smalto. Il freddo, il dolce, a volte anche l'aria fredda mordono per una frazione di secondo. Sono i segnali con cui gengive che si ritirano si fanno notare, di solito su uno o due denti prima che sugli altri — canini e primi premolari, spesso sul lato dove spazzoli con più forza.

A volte compare anche un piccolo spazio triangolare tra un dente e l'altro, dove prima c'era solo gengiva. Non è un difetto dello smalto. È tessuto che si è spostato verso il basso, e da lì non torna da solo.

poltrona e riunito nello studio di Pistoia
poltrona e riunito nello studio di Pistoia

Quando la causa è meccanica

Uno spazzolino con setole dure, usato con movimenti orizzontali e troppa pressione, consuma la gengiva anno dopo anno. Succede spesso sul lato dominante, quello con cui si tiene lo spazzolino. Il bruxismo notturno fa la sua parte: il carico ripetuto sui denti si scarica anche sull'osso e sulla gengiva che lo ricopre.

C'è poi un capitolo legato all'ortodonzia: un movimento dentale troppo rapido, o che spinge la radice oltre lo spessore osseo disponibile, può assottigliare la gengiva fino a farla retrarre [2][3]. Non capita con ogni apparecchio, ma il rischio va valutato prima di iniziare un trattamento, soprattutto se la gengiva era già sottile in partenza.

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Quando la causa è infiammatoria

Qui il meccanismo è diverso. La placca batterica non rimossa si accumula lungo il margine gengivale, l'infiammazione cronica intacca il legamento e l'osso che sostengono il dente, e la gengiva si ritira per compensare la perdita di supporto sottostante [1]. Non è un consumo dall'esterno, come nel caso meccanico: è una distruzione dall'interno, spesso silenziosa.

Il sanguinamento al lavaggio dei denti è il segnale che distingue le due situazioni più di ogni altro. Nella recessione meccanica di solito non c'è. In quella infiammatoria, quasi sempre sì, almeno nelle fasi iniziali.

Gengive che si ritirano: come si arriva alla diagnosi giusta

La misura della recessione da sola non basta. Serve capire cosa l'ha causata, perché il trattamento è opposto a seconda del caso. In una visita parodontale si sonda la profondità delle tasche intorno a ogni dente, si controlla la mobilità, si osserva lo spessore del tessuto gengivale rimasto e, se serve, si fa una radiografia per vedere il livello dell'osso.

Un dente con recessione ma tasche sottili e osso stabile racconta una storia meccanica. Un dente con tasche profonde e sanguinamento racconta un'altra storia, infiammatoria, e va gestito con priorità diversa. Non sempre i due quadri restano separati: capita che convivano sullo stesso dente.

Le strade di cura, diverse per ogni causa

Per la recessione meccanica il primo passo è cambiare tecnica: setole morbide, movimenti verticali o circolari, meno pressione. Se c'è bruxismo, un bite notturno riduce il carico. Nei casi già avanzati, con esposizione radicolare importante, si valuta un innesto di tessuto gengivale per ricoprire la radice — una scelta chirurgica, non la prima linea.

Per la recessione infiammatoria la priorità è fermare l'infezione: igiene professionale, levigatura radicolare nelle tasche più profonde, e poi richiami ravvicinati per tenere sotto controllo la placca residua. Qui la costanza conta più della singola seduta, come racconta bene i richiami ogni tre mesi per un caso di parodontite seguito nel tempo. Il dente regge, se la causa viene tenuta a bada. Se invece si continua a curare solo il sintomo — una pasta desensibilizzante, uno spazzolino nuovo — senza affrontare l'infezione sottostante, la recessione infiammatoria avanza comunque.

Prenota una visita a Pistoia se noti i colletti scoperti o un dente che ti sembra più lungo: insieme guardiamo se l'origine è lo spazzolamento o un'infiammazione, perché il percorso da seguire cambia nei due casi.

Quando devo andare dal dentista se le gengive si ritirano?

Se noti sanguinamento, alitosi persistente o un dente che comincia a muoversi, meglio non aspettare il controllo di routine. Sono segni che la causa potrebbe essere infiammatoria e in corso.

La recessione gengivale può fermarsi da sola?

Quella meccanica rallenta se cambi abitudini di spazzolamento o gestisci il bruxismo. Quella infiammatoria no: senza intervenire sulla placca e sul tartaro, tende a peggiorare.

La sensibilità ai denti scoperti passa con il tempo?

A volte si attenua perché la radice esposta si "abitua", ma non è la norma. Un dentifricio specifico aiuta a gestirla, non a farla sparire se la causa resta attiva.

Un innesto gengivale è sempre necessario?

No. Si valuta solo quando l'esposizione radicolare è importante o crea problemi funzionali ed estetici. Nei casi lievi, cambiare tecnica di igiene spesso basta a stabilizzare la situazione.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Cura della parodontite a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri

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