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Tartaro sui denti: il punto dove torna sempre

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Igiene dentale e detartrasi > Tartaro sui denti: il punto dove torna sempre

La Dott.ssa Giulia Sofia Profeti accanto alla poltrona dove esamina tartaro denti e gengive nella seduta di igiene

Revisione a cura di Dott.ssa Giulia Sofia Profeti, Igienista dentale dello studio, Albo Igienisti Dentali di Pisa n. 169 — verificato il 23.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 23 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Il tartaro sui denti non si toglie con lo spazzolino: come lo rimuovo nella seduta di igiene nello studio di Pistoia e ogni quanto tornare.

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Il tartaro sui denti è placca che si è calcificata: una volta indurita non viene più via con lo spazzolino, per quanto tu insista. Si toglie solo in studio, con la detartrasi, e di solito basta una seduta. Prima lo togli, meno tempo ha per infiammare la gengiva che gli sta sotto.

Sono la Dott.ssa Giulia Sofia Profeti e in Via Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di igiene, prevenzione e parodontologia.

Perché il tartaro si forma anche se lavo i denti ogni giorno?

Perché lo spazzolino porta via la placca morbida, non quella che i sali della saliva hanno già mineralizzato: bastano 24-72 ore su un punto saltato perché quella placca diventi tartaro, duro e incollato allo smalto.

Non è una questione di pigrizia. Ci sono zone che lo spazzolino tocca male e ghiandole salivari che scaricano proprio lì. Chi ha denti affollati, un ponte o un apparecchio ne fa di più a parità di impegno.

I punti dove lo trovo quasi sempre sono questi:

  • Dietro gli incisivi inferiori. Sotto la lingua sboccano le ghiandole sottomandibolari: è la zona più ricca di sali.
  • Sopra i primi molari superiori, verso la guancia. Altro sbocco salivare, altro deposito.
  • Al colletto, sul bordo della gengiva. La striscia che molti spazzolano di striscio per paura di far male.
  • Negli spazi fra i denti. Dove arrivano solo il filo o lo scovolino.

Come capisco se quello che vedo è tartaro o solo una macchia?

Il tartaro è in rilievo e non si gratta via con l'unghia; una macchia di caffè o di fumo resta liscia, sul piano dello smalto.

Tre differenze pratiche:

  • Il colore. Giallo-beige quello sopra la gengiva, marrone scuro o quasi nero quello che affiora da sotto.
  • Il tatto con la lingua. Ruvido, a crosta, spesso a fascia continua dietro gli incisivi inferiori.
  • Il sanguinamento. Se spazzolando in quel punto esce sangue, non stai guardando una macchia: è una gengiva infiammata da un deposito.

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Come si toglie il tartaro nella seduta di igiene?

Con gli ultrasuoni, che staccano il deposito con una vibrazione e un getto d'acqua, poi con strumenti manuali sui punti rimasti e una lucidatura finale: è il lavoro della seduta di igiene dentale e detartrasi.

L'ordine conta. Prima guardo dove sanguina e sondo il solco, poi lavoro per settori, dente per dente, e ricontrollo con lo specchietto quello che ho già fatto.

La lucidatura non è un vezzo: una superficie liscia trattiene meno placca, quindi il tartaro nuovo ci mette più tempo ad attaccarsi. Chi ha molti depositi può sentire fastidio ai colletti scoperti. Si lavora a settori, con pause, e se serve si anestetizza una zona.

L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia
L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia

Il tartaro sotto la gengiva conta più di quello che vedo?

Sì. Quello visibile dà fastidio allo specchio, ma è quello sottogengivale che tiene accesa l'infiammazione e, anno dopo anno, consuma l'osso intorno alla radice.

Il tartaro sotto il bordo gengivale è ruvido e poroso: i batteri ci si annidano e la gengiva risponde gonfiandosi. Da lì nascono il sanguinamento quotidiano, i colletti che si scoprono e spesso anche l'alito cattivo che non passa con il collutorio.

Quando il sondaggio trova tasche profonde, la seduta di igiene non basta da sola e si passa a un percorso di cura della parodontite, con strumenti che arrivano più in profondità.

Quando non serve anticipare la seduta per il tartaro?

Se l'ultima igiene è di tre mesi fa, le gengive non sanguinano e senti solo una patina opaca, la cosa più semplice di solito basta: sistemare la tecnica di spazzolamento e aggiungere lo scovolino per qualche settimana.

Non tutto quello che si vede è tartaro da rimuovere subito. Una velatura sottile dopo il caffè si toglie a casa. Anche il dentifricio "anti-tartaro" ha un senso, ma solo sulla placca fresca: sul deposito già duro non fa nulla.

Ci sono invece casi in cui prima della seduta serve capire il quadro, e allora parto da una prima visita di controllo: gengive gonfie e dolenti da settimane, febbre o gonfiore alla guancia, denti che si muovono. Lì il tartaro è un pezzo del problema, non tutto il problema.

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Ogni quanto devo tornare se il tartaro si riforma in fretta?

La media è ogni sei mesi, ma chi rifà tartaro in poche settimane ha bisogno di un richiamo ogni tre o quattro mesi: la cadenza la decido dopo aver visto quanto deposito trovo e dove.

Vanno più spesso i fumatori, chi ha avuto una parodontite, chi prende farmaci che asciugano la bocca e chi porta impianti dentali, perché intorno alla vite il deposito va tolto con strumenti dedicati. Chi invece arriva pulito al richiamo può allungare.

Il criterio è semplice: se al controllo trovo poco e le gengive non sanguinano, la distanza fra una seduta e l'altra funziona.

Quanto dura la seduta e come si arriva in Via Machiavelli?

Una seduta di igiene dura fra i quaranta minuti e l'ora; siamo in Via Niccolò Machiavelli 27, vicino al raccordo, con parcheggio riservato ai pazienti, aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.

Chi arriva in treno ci mette dieci minuti a piedi dalla stazione di Pistoia. Chi viene dal Bottegone, da Candeglia, da Pontelungo o da Capostrada entra dal raccordo e lascia l'auto davanti allo studio.

Seguo molte persone che arrivano da Quarrata, Agliana e Montale nella pausa pranzo, e altre da Serravalle Pistoiese o da Casalguidi che preferiscono il tardo pomeriggio. Nelle guide dello studio di Pistoia trovi gli altri temi che affrontiamo qui.

Il primo passo è una visita di controllo: valutiamo insieme quanto tartaro c'è, dove si deposita e ogni quanto ti conviene tornare. Chiama lo 0573 32937 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • No. Gli strumenti in vendita per "grattare" il tartaro rigano lo smalto e feriscono la gengiva, e il deposito sotto il bordo resta comunque. A casa si lavora sulla placca morbida, con spazzolino, filo e scovolino: è quella la parte che puoi controllare tu.

  • No. Gli ultrasuoni lavorano sul deposito, non sul dente, e la punta viene appoggiata di fianco alla superficie. Quello che a volte si sente dopo la seduta è la sensibilità dei colletti che erano coperti dal tartaro e tornano a contatto con il freddo: di solito si attenua in pochi giorni.

  • Perché quello spazio c'era già, riempito dal tartaro. Quando il deposito viene tolto e la gengiva si sgonfia, il triangolo fra un dente e l'altro torna visibile. È il momento giusto per iniziare a usare lo scovolino della misura giusta.

  • Il tartaro in sé è duro e mineralizzato, ma la sua superficie porosa trattiene placca e batteri a contatto con lo smalto e con il colletto. Il rischio non è solo la carie: è soprattutto l'infiammazione della gengiva che ci sta sotto.

  • Il sanguinamento che dura più di due settimane non è normale e merita un controllo, senza aspettare il richiamo annuale. Puoi chiamare lo 0573 32937 e ci accordiamo su un orario compatibile con il lavoro.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Igiene dentale e detartrasi a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi

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Scritto e revisionato da Dott.ssa Giulia Sofia Profeti · Chi si cura a Pistoia.