Vai al contenuto
Assistenza telefonica:Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:000573 32937Prenota una visita

Dolore alle gengive che dura da settimane, dove nasce

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Cura della parodontite > Dolore alle gengive che dura da settimane, dove nasce

Il Dott. Lorenzo Del Dotto in sala operativa mentre valuta un dolore alle gengive che non passa

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 19.09.2026

Chi si cura a Pistoia · 19 settembre 2026 · 6 min di lettura

Riassunto:

Dolore alle gengive che non passa: a Pistoia ti spiego cosa lo tiene acceso, quando è parodontite e cosa guarda la visita.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Un dolore alle gengive che non passa dopo sette o dieci giorni non è più un fastidio di passaggio: vuol dire che sotto il bordo gengivale è rimasto qualcosa. Placca indurita, un residuo incastrato, una tasca troppo profonda per lo spazzolino. Collutori e gel calmano il sintomo e lasciano la causa dov'è.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto: in Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia mi occupo di conservativa, endodonzia, parodontologia e protesi, fissa e mobile.

Dopo quanti giorni una gengiva che fa male smette di essere normale?

Dieci giorni sono il confine: oltre, l'infiammazione non si sta risolvendo da sola.

Una gengiva irritata da un boccone duro o da uno spazzolino nuovo si calma in due o tre giorni. Il gonfiore cala, il sanguinamento sparisce, il dolore diventa un ricordo.

Quando invece il male resta uguale per due settimane, cambia la natura del problema. Non è più una reazione: è un'infezione che si è stabilizzata sotto la gengiva e che ha trovato un posto dove restare.

Molti pazienti arrivano da me dopo un mese. Hanno provato di tutto. È il tempo, più dell'intensità, a dirmi quanto in profondità devo guardare.

Perché sciacqui e gel calmano tutto ma il male torna sempre?

Perché agiscono sopra la gengiva, mentre il tartaro che infiamma sta sotto, sulla radice.

Il solco fra dente e gengiva è profondo pochi millimetri quando è sano. Se si approfondisce diventa una tasca: un luogo chiuso, senza ossigeno, dove i batteri si organizzano in una pellicola dura.

Lì lo spazzolino non entra. Il filo interdentale nemmeno. E il collutorio scivola sopra senza toccare nulla.

  • Il clorexidina. Riduce la carica batterica in superficie per qualche giorno, poi tutto torna come prima.
  • Il gel gengivale. Anestetizza e sfiamma il bordo, ma non rimuove il deposito calcificato.
  • Lo spazzolino elettrico. Serve, e molto, però lavora fino a dove arriva la setola.
  • Il sale. Dà sollievo momentaneo, non modifica la profondità della tasca.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Il male viene dalla gengiva o dal dente che c'è sotto?

Non sempre è la gengiva a essere malata: a volte è il dente che si lamenta attraverso di lei.

Un nervo in sofferenza può dare un dolore sordo che il paziente localizza sul bordo gengivale. In quel caso il percorso non è parodontale: si valuta con una radiografia mirata e si passa dall'endodonzia.

Quando invece la gengiva si stacca, sanguina al minimo tocco e lascia sentire l'alito cattivo la mattina, il quadro è quello della malattia parodontale. Qui il riferimento è il percorso di cura della parodontite, che parte sempre da una mappatura delle tasche.

C'è poi una terza possibilità, la più banale. Una scheggia di popcorn, una lisca, una setola spezzata rimaste incuneate: tolte quelle, in due giorni tutto si spegne.

La quarta sala operativa dello studio dentistico di Pistoia
La quarta sala operativa dello studio dentistico di Pistoia

Quando non serve la levigatura radicolare e basta un passo più semplice?

Quando le tasche restano entro i tre millimetri: lì una seduta di igiene professionale fatta bene risolve, e il resto sarebbe eccessivo.

Lo dico chiaro perché conta: la soluzione meno invasiva viene prima. Se la sonda non affonda, non ha senso lavorare sotto gengiva.

In quel caso programmo una seduta di igiene e detartrasi, rivedo con il paziente come passa il filo e ci risentiamo dopo poche settimane. Spesso è sufficiente.

Il curettage gengivale entra in gioco dopo, e solo se la mappatura mostra tasche profonde con osso già intaccato. È un passaggio che si decide con i numeri in mano, mai sull'impressione.

Cosa guarda davvero la visita quando la gengiva non si sfiamma?

Sonda, radiografie e la storia degli ultimi mesi: tre cose che insieme dicono se il problema è locale o diffuso.

Alla prima visita misuro il solco intorno a ogni dente, sei punti per elemento. Annoto dove sanguina. Confronto con la panoramica.

Poi faccio domande che sembrano fuori tema: se fumi, se dormi male, se la glicemia è sotto controllo, se in famiglia qualcuno ha perso denti presto. Sono fattori che cambiano la risposta dei tessuti.

Se un elemento ha perso troppo supporto osseo, lo dico subito e valutiamo insieme le strade, compresa la sostituzione con impianti dentali quando il dente non è più mantenibile. Preferisco una diagnosi scomoda a un'attesa inutile.

Come si arriva in Via Machiavelli da Quarrata, Agliana o dalle frazioni?

Siamo in Via Niccolò Machiavelli 27, a ridosso del raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: da Quarrata, Agliana o Montale si arriva senza entrare nel traffico del centro.

Chi viene da Serravalle Pistoiese o da Casalguidi trova l'uscita comoda e lascia l'auto davanti allo studio. Chi arriva in treno cammina dieci minuti dalla stazione di Pistoia.

Dal Bottegone, da Pontelungo, da Candeglia o da Capostrada sono pochi minuti di macchina. Riceviamo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, e questo aiuta chi lavora a fissare un controllo senza perdere la giornata.

Per chi cerca un riferimento vicino a casa, la pagina del dentista a Pistoia raccoglie i percorsi che seguiamo in sede.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Il primo passo è una visita in cui misuriamo le gengive punto per punto e ti diciamo, con i numeri davanti, da dove viene il dolore e quanto è profondo. Chiama lo 0573 32937 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • Se dipende da un residuo incastrato o da un'irritazione meccanica, sì, nel giro di pochi giorni. Se dipende da tartaro sottogengivale o da una tasca parodontale, no: il deposito resta lì e l'infiammazione si riaccende ogni volta. La durata è il segnale che distingue i due casi.

  • No, spesso è più insidioso. La parodontite lavora a lungo in silenzio e il sanguinamento allo spazzolino è il suo primo segno. Molti pazienti smettono di spazzolare quel punto proprio quando andrebbe pulito con più cura, e così il quadro peggiora.

  • In genere fra i trenta e i quarantacinque minuti, perché la mappatura delle tasche richiede di sondare sei punti per ogni dente e di registrarli. Se serve una radiografia la facciamo in sede nella stessa seduta, così esci con un quadro completo.

  • Non è necessario, ma va ridimensionato il suo ruolo. È un aiuto di superficie, utile in certe fasi e per periodi limitati. Usarlo per mesi al posto di una valutazione ritarda soltanto la diagnosi e può mascherare un problema che intanto avanza.

  • Sì, la malattia parodontale si controlla ma non si cancella. Per questo dopo la terapia programmiamo richiami ravvicinati, di solito ogni tre o quattro mesi. È il richiamo saltato, più della cura in sé, a far tornare il gonfiore.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Cura della parodontite a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio di Pistoia.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Dolore alle gengive che non passa: a Pistoia ti spiego cosa lo tiene acceso, quando è parodontite e cosa guarda la visita.

Scritto e revisionato da Dott. Lorenzo Del Dotto · Chi si cura a Pistoia.