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Tartaro nero e carie, la differenza la dice la sonda

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Guide per Pistoia > Otturazioni > Tartaro nero e carie, la differenza la dice la sonda

Il Dott. Lorenzo Del Dotto, odontoiatra dello studio di Pistoia, spiega come riconoscere se è tartaro nero o carie

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 07.10.2026

Chi si cura a Pistoia · 7 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Riassunto:

Tartaro nero o carie? A Pistoia ti spiego come li distinguo in visita, cosa cambia nella cura e quando basta una pulizia.

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Tartaro nero o carie: la differenza sta in dove si trova la macchia e in come reagisce alla punta della sonda. Il tartaro nero è un deposito duro, calcificato, che corre lungo il bordo della gengiva e si rimuove con la detartrasi. La carie è tessuto del dente ammorbidito, e va ripulita e otturata. Allo specchio di casa si somigliano molto.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e nello studio di Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo di conservativa: carie e otturazioni.

Come distinguo il tartaro nero da una carie?

Guardo tre cose: dove sta la macchia, se cede alla sonda, e come sta la gengiva intorno.

Il tartaro nero segue il contorno del dente, come una riga scura appoggiata sul colletto. La carie no: nasce dove la placca ristagna davvero, nel solco di un molare, fra due denti, sul bordo di una vecchia otturazione.

Poi c'è la consistenza, ed è il segnale che pesa di più. Sul tartaro la sonda trova una crosta dura che si scheggia. Sulla dentina cariata la punta affonda piano, come nel legno bagnato.

Terzo indizio: il tartaro sottogengivale porta gengive gonfie e un filo di sangue con lo scovolino. Una carie iniziale, invece, spesso non dice niente.

Perché quel tartaro è nero e non giallo?

Il tartaro sopra la gengiva è giallastro; quello che si forma sotto il bordo si impregna dei pigmenti del sangue e diventa nero o marrone scuro.

Per questo lo trovo quasi sempre dove la gengiva era già infiammata. Non è il caffè, non è il fumo da solo: è un deposito che si è calcificato nel punto peggiore, appena sotto il margine.

Quando lo vedo in più punti non mi fermo alla macchia. Controllo il livello dell'osso intorno alle radici, perché quel tipo di deposito è il primo segnale che valuto nel percorso per la parodontite.

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Se non mi fa male può essere comunque una carie?

Sì. Il dolore non serve a distinguerli: una carie può restare muta per mesi e il tartaro nero non fa male quasi mai.

Il fastidio arriva tardi, quando la cavità si avvicina al nervo o quando la gengiva si ritira e scopre la radice. Aspettare quel momento vuol dire allargare il lavoro.

Il controllo che risolve il dubbio è semplice: specchio, sonda, e se serve una radiografia del settore. È quello che faccio durante una prima visita, senza toccare nulla finché non abbiamo deciso insieme.

La sala d'attesa dello studio dentistico in Via Machiavelli a Pistoia
La sala d'attesa dello studio dentistico in Via Machiavelli a Pistoia

Cosa cambia nella cura fra tartaro e carie?

Cambia tutto: il tartaro si stacca, la carie si ripulisce e si ricostruisce.

  • Se è tartaro. Si rimuove con la detartrasi; sotto, lo smalto in genere è sano e il colore torna quello del dente.
  • Se è carie. Si elimina il tessuto malato e si chiude con un'otturazione in composito, nella stessa seduta.
  • Se la cavità è ampia. Quando manca una parete, preferisco un intarsio in ceramica, che regge meglio il carico sui molari.
  • Se ci sono entrambi. Prima la pulizia, poi la ricostruzione: su una gengiva che sanguina l'otturazione non si asciuga bene.

Quando non serve l'otturazione per una macchia scura?

Spesso non serve: la strada più semplice viene prima.

Molte macchie nere non sono cavità. Sono tartaro, pigmenti su un solco integro, o colonizzazioni di batteri cromogeni che vedo soprattutto nei bambini: in questi casi bastano la pulizia e il controllo nel tempo.

Non intervengo nemmeno su una macchia ferma, dura, senza perdita di tessuto. La rifotografo, la ricontrollo a distanza e lavoro sulle abitudini. Si apre un dente quando c'è qualcosa da togliere, non per il colore.

Posso farlo guardare anche se non abito a Pistoia?

Sì, e capita ogni giorno: metà degli appuntamenti arriva da fuori città.

Lo studio è in Via Machiavelli 27, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti: da Quarrata, Agliana o Montale si entra senza attraversare il centro. Da Serravalle Pistoiese e Casalguidi è la stessa strada.

Chi viene in treno fa dieci minuti a piedi dalla stazione di Pistoia. Dal Bottegone, da Candeglia e da Pontelungo sono pochi minuti di auto.

Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19: una fascia larga serve a chi lavora e può passare solo a inizio o a fine giornata. Qui trovi anche le altre guide dello studio di Pistoia.

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Il primo passo è una visita: dieci minuti con lo specchio e la sonda dicono se quella riga scura è tartaro nero o carie, e solo dopo si parla di cura. Chiamaci allo 0573 32937 o scegli l'orario che ti torna comodo su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • No. È un deposito calcificato e ancorato al dente sotto il margine gengivale: spazzolino, bicarbonato e dentifrici abrasivi non lo staccano. Il rischio è consumare lo smalto e irritare la gengiva lasciando il tartaro dov'è. Si rimuove in studio, con gli strumenti della detartrasi.

  • Può esserci, e a volte la trovo proprio quando pulisco. Il deposito trattiene placca contro il colletto, che è la zona con lo smalto più sottile. Per questo dopo ogni rimozione ricontrollo la superficie liberata con la sonda.

  • Non per il colore. Le carie scure e dure sono spesso lente, quasi ferme; quelle chiare e morbide avanzano più in fretta. Quello che conta è la profondità e se il tessuto cede, non la tonalità della macchia.

  • Non sempre. Nei bambini vedo spesso punteggiature nere da batteri cromogeni, che stanno in superficie e si rimuovono con la pulizia. Vanno però distinte da una carie vera, e la distinzione si fa guardando, non a parole.

  • Se il colore rimane, il pigmento non era solo nel deposito. Può essere una vecchia otturazione infiltrata, una macchia dentro lo smalto o una carie che chiede di essere ripulita. Lo rivalutiamo in studio prima di decidere qualsiasi cosa.

Questa guida è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Otturazioni a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi

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Scritto e revisionato da Dott. Lorenzo Del Dotto · Chi si cura a Pistoia.