Le carie vengono dove lo spazzolino non passa
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Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 17.09.2026
17 settembre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
Come vengono le carie: zuccheri, batteri e tempo. Il Dott. Del Dotto a Pistoia spiega dove nascono e cosa si guarda alla visita.
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Ecco come vengono le carie: i batteri della placca trasformano gli zuccheri in acidi che, giorno dopo giorno, sciolgono lo smalto. Un dolce da solo non basta. Servono placca ferma, zuccheri frequenti e tempo, e sapere dove succede aiuta a riconoscere il problema prima che faccia male.
Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e nello studio di Via Machiavelli a Pistoia mi occupo di conservativa, endodonzia, parodontologia, protesi e protesi mobile.
Perché la carie parte proprio in quel punto del dente?
Parte dove la placca resta ferma più a lungo: nei solchi, fra un dente e l'altro e lungo il bordo della gengiva.
Lo smalto è duro, ma non è liscio ovunque. I molari hanno solchi stretti, a volte più sottili di una setola. Lì il cibo si ferma e i batteri lavorano indisturbati.
Fra un dente e l'altro succede lo stesso. Lo spazzolino non ci arriva. Per questo molte carie che trovo nascono proprio dove il paziente non guarda mai.
- I solchi dei molari. Profondi e stretti, trattengono placca anche in chi si lava con cura.
- Gli spazi fra i denti. Il punto di contatto nasconde la lesione finché non è diventata grande.
- Il colletto. Dove la gengiva si è ritirata, la radice è più tenera dello smalto e si consuma prima.
- I bordi delle vecchie otturazioni. Una fessura minima basta ai batteri per rientrare.
Conta di più quanto zucchero mangi o quante volte lo mangi?
Contano soprattutto le volte: ogni assaggio riapre un attacco acido che dura almeno una ventina di minuti.
Dopo uno zucchero la bocca diventa acida. Poi la saliva riporta l'equilibrio e restituisce minerali allo smalto. Se però lo zucchero arriva di continuo, la saliva non fa in tempo.
Il caffè zuccherato sorseggiato per tutta la mattina pesa più di un dolce a fine pranzo. Lo stesso vale per le bibite a piccoli sorsi, le caramelle per la gola, i biscotti sbocconcellati nel pomeriggio.
Poi ci sono i fattori personali. Chi ha poca saliva, per età o per alcune terapie, si difende meno. Chi dorme a bocca aperta, anche.
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Come capisco che una carie sta iniziando?
All'inizio spesso non si sente nulla: il primo segno è una macchia bianca opaca o un solco che si scurisce.
La lesione iniziale è una zona di smalto che ha perso minerali. Non è ancora un buco. In questa fase il dente può ancora fermare il processo.
Quando la carie supera lo smalto e arriva alla dentina, le cose cambiano. La dentina è più morbida e la lesione avanza più in fretta. Compaiono le fitte con il freddo o con il dolce.
Il dolore spontaneo, quello che arriva da solo e magari di notte, di solito significa che il nervo è vicino.
Durante la visita dentistica guardo i solchi con luce e ingrandimento. Quando serve uso radiografie mirate per gli spazi fra i denti, dove l'occhio non arriva.

Quando non serve un'otturazione per fermare una carie?
Non serve quando la lesione è ancora dentro lo smalto: in quel caso si prova prima a fermarla con pulizia, abitudini e controlli.
Una macchia bianca non si trapana. Si osserva. Si cambia quello che la alimenta: gli spuntini, la pulizia fra i denti, lo spazzolino nel punto giusto.
- Pulizia mirata. Filo o scovolino ogni sera, proprio dove la macchia si è formata.
- Meno occasioni di zucchero. I dolci raggruppati ai pasti, invece che distribuiti lungo la giornata.
- Controllo a distanza. La stessa zona rivista dopo qualche mese, per capire se è ferma.
Se invece la dentina è coinvolta, aspettare non aiuta. La carie non torna indietro. Lì la strada è l'otturazione del dente, decisa dopo aver visto quanto tessuto sano resta.
Cosa succede se una carie viene lasciata crescere?
Avanza verso il nervo e verso le pareti del dente, e ogni mese riduce la parte sana da conservare.
Una lesione piccola si ripara togliendo poco tessuto. Una lesione grande indebolisce le pareti. A volte, dopo la pulizia della cavità, resta un dente che va protetto con un intarsio invece che con una semplice otturazione.
Se la carie arriva alla polpa, serve la cura canalare. Se il dente si spezza sotto la gengiva, non sempre si recupera. E allora si ragiona sulla sostituzione, anche con gli impianti dentali.
Non lo dico per spaventare. Lo dico perché la stessa carie, vista prima, si porta via molto meno dente.
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Perché le carie tornano in chi ha già tante otturazioni?
Tornano perché le abitudini che le hanno create sono ancora lì, e i bordi dei vecchi restauri diventano nuovi punti di attacco.
Da Pistoia e dai comuni della Piana arrivano spesso pazienti con molti restauri fatti negli anni. Ogni otturazione ha un bordo. Col tempo quel bordo si apre di pochissimo e la placca ci entra. È la cosiddetta carie secondaria.
C'è poi la gengiva. Con l'età o con la parodontite si ritira e scopre le radici, che si cariano con facilità. Se le gengive sanguinano o si abbassano, conviene farle valutare da un parodontologo insieme ai denti.
Lo studio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19. Un controllo si incastra anche fra lavoro e scuola.
Il primo passo è una visita: guardiamo insieme dove si ferma la placca, se ci sono lesioni iniziali da tenere d'occhio e se qualcosa va già riparato. Chiama lo 0573 32937 oppure prenota la visita su prenota.adamanti.it.
Domande frequenti
Sì, se lo spazzolino non raggiunge gli spazi fra i denti o i solchi profondi dei molari. Lavarsi spesso non basta se si salta sempre lo stesso punto. Filo o scovolino la sera coprono proprio quelle zone.
I batteri che le causano si trasmettono con la saliva, per esempio fra genitori e bambini piccoli. Da soli però non bastano: servono anche zuccheri frequenti e placca che resta ferma. Per questo le abitudini di casa contano molto.
Lo smalto non ha nervi, quindi la lesione iniziale è silenziosa. Il fastidio arriva quando la carie raggiunge la dentina o si avvicina alla polpa. Aspettare il dolore significa spesso trovare una lesione già estesa.
Può essere una lesione iniziale dello smalto, ma anche un difetto di formazione del dente. Va distinta con una visita. Se è una lesione iniziale, spesso si può tenere ferma senza trapanare.
Non alimentano i batteri come lo zucchero, ma sono acide e possono consumare lo smalto. Il danno è diverso dalla carie, però rende il dente più vulnerabile. Meglio berle ai pasti e non a piccoli sorsi per ore.
Dipende dal rischio di ciascuno: chi ha poche otturazioni e buone abitudini può aspettare di più, chi ne ha molte meno. L'intervallo si decide dopo la prima visita. Le radiografie fra i denti si fanno solo quando servono davvero.
Sì, succede quando il bordo dell'otturazione si apre e la placca ci si infila. Spesso non dà sintomi per molto tempo. Si scopre al controllo, osservando il bordo o con una radiografia mirata.
I denti da latte e i molari appena spuntati hanno uno smalto più sottile e solchi profondi. Per questo sono più esposti, soprattutto con spuntini frequenti. Un controllo precoce aiuta a intercettare i primi segni.
Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Otturazioni a Pistoia >
Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia




Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
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Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
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