Le tasche gengivali guariscono fino a un certo punto
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Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 03.10.2026
3 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
Le tasche gengivali possono guarire? Spiego cosa si richiude davvero dopo la cura e cosa resta, e come lavoro a Pistoia in Via Machiavelli.
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Le tasche gengivali possono guarire, ma non tutte nello stesso modo: l'infiammazione si spegne, il sanguinamento smette e la profondità scende di qualche millimetro. L'osso già perso, invece, non ricresce da solo. Più la tasca è profonda, più il risultato dipende da come si pulisce a casa ogni giorno.
Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e in Via Machiavelli 27 a Pistoia mi occupo di parodontologia, cioè delle gengive e del supporto che tiene fermi i denti.
Che cosa vuol dire «guarire» per una tasca gengivale?
Vuol dire che il solco fra dente e gengiva torna pulito, non sanguina più al sondaggio e si misura meno profondo di prima.
Fra dente e gengiva c'è sempre un solco. Fino a tre millimetri è normale. Quando il batterio scende e l'attacco si stacca, quel solco diventa una tasca: quattro, cinque, sette millimetri che lo spazzolino non raggiunge.
Quindi la guarigione non è «la gengiva torna come a vent'anni». È una tasca che si richiude in parte, un tessuto che smette di essere infiammato e una malattia che si ferma. Questo è l'obiettivo della cura della parodontite.
Quanti millimetri si richiudono dopo la cura?
Dipende da dove parti: le tasche medie rispondono bene, quelle profonde si riducono ma restano punti da controllare per sempre.
- Tasche da 4 a 5 millimetri. Sono quelle che vedo guarire meglio. Con la pulizia profonda e un buon controllo domiciliare spesso tornano a valori gestibili con lo spazzolino.
- Tasche da 6 a 7 millimetri. Qui serve la levigatura radicolare sotto la gengiva, a volte in più sedute. Un recupero c'è, ma raramente completo.
- Tasche oltre 7 millimetri con dente che si muove. Si rivaluta tutto: a volte il dente tiene ancora anni, a volte conviene ragionare su altre strade, impianti dentali compresi.
Il numero che guardo non è solo la profondità. È il sanguinamento. Una tasca di cinque millimetri asciutta mi preoccupa meno di una di quattro che sanguina a ogni passaggio.
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Quanto tempo serve per capire se sta funzionando?
La rivalutazione vera si fa a sei-otto settimane dalla pulizia profonda, non il giorno dopo.
Il gonfiore scende nei primi giorni. Il tessuto, però, ha bisogno di qualche settimana per riorganizzarsi. Solo allora rimisuro gli stessi punti e confronto i millimetri con quelli della prima visita di controllo.
Dopo la rivalutazione i richiami si decidono caso per caso: tre, quattro o sei mesi. In studio ricevo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, così i controlli si incastrano prima o dopo il lavoro.

Quando non serve il curettage e basta qualcosa di più semplice?
Se il sanguinamento viene da una gengivite senza perdita di osso, la strada semplice viene prima: igiene professionale e tecnica di spazzolamento corretta.
Molte gengive che sanguinano non hanno tasche. Hanno placca e tartaro sopra il bordo, un filo interdentale mai usato, uno spazzolino tenuto troppo piatto. In quei casi la gengiva si riprende in due o tre settimane senza toccare le radici.
Non serve nemmeno insistere con sedute profonde se il paziente non ha ancora cambiato le abitudini domiciliari: il risultato non tiene. Prima si impara a pulire, poi si lavora sotto la gengiva. L'ordine conta.
Perché una tasca che si era chiusa torna a sanguinare?
Perché una tasca non è una ferita che cicatrizza una volta: è un equilibrio che si mantiene ogni giorno e si perde in fretta.
- Il fumo. Rallenta la risposta dei tessuti e nasconde il sanguinamento, così il peggioramento si vede tardi.
- Il diabete non compensato. Gengive e glicemia si parlano: quando il valore scappa, le tasche si riaprono.
- I controlli saltati. Un anno senza richiamo basta a far tornare il tartaro nei soliti punti, fra i molari e dietro gli incisivi inferiori.
- Un problema dentro il dente. Una lesione di origine nervosa può imitare una tasca: in quel caso si ragiona di endodonzia, non di gengive.
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Che cosa vedo nei pazienti di Pistoia e della Piana?
Vedo tasche scoperte tardi, quando il dente già si muove, spesso da persone che non vanno dal dentista da anni perché «non facevano male».
Lo studio è in Via Machiavelli 27, a pochi minuti dal raccordo: chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale o da Serravalle Pistoiese e Casalguidi ci mette un quarto d'ora. C'è il parcheggio riservato ai pazienti, e la stazione di Pistoia è a dieci minuti a piedi.
Dalla montagna pistoiese la strada è più lunga, intorno ai quaranta minuti. Per questo con chi scende da lassù cerco di concentrare misurazioni e sedute, invece di farlo tornare ogni quindici giorni.
Il primo passo è una visita con il sondaggio parodontale completo: sei misure per dente, le radiografie dove servono e un quadro chiaro di quali tasche possono richiudersi e quali no. Chiama lo 0573 32937 o prenota online su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.
Domande frequenti
Nella maggior parte dei casi sì: la pulizia profonda sotto la gengiva, fatta bene e in più sedute, è il trattamento di base. La chirurgia si considera solo per i punti che restano profondi e infiammati alla rivalutazione. La decisione arriva dopo aver rimisurato, non prima.
A volte sì, a volte no. Conta quanto osso resta intorno alla radice, se il dente si muove e se la tasca è su un molare con più radici. Lo stabilisco con sondaggio e radiografie, dente per dente.
Di solito no. Quando l'infiammazione passa, il tessuto gonfio si sgonfia e la radice può restare più scoperta. È un segno che la cura ha funzionato, anche se esteticamente sorprende. Alcuni casi si possono poi migliorare, altri si accettano e si tengono puliti.
Un po' di sanguinamento nelle prime ore è comune, così come gengive sensibili per qualche giorno. Se il sanguinamento è abbondante o continua oltre, va segnalato subito in studio. Chiama lo 0573 32937 o scrivi su WhatsApp al 331 6607774.
No. Nessun prodotto da casa raggiunge il fondo di una tasca di cinque o sei millimetri. I collutori aiutano nelle fasi infiammatorie o dopo una seduta, su indicazione, ma non sostituiscono la rimozione meccanica del tartaro sotto la gengiva.
Dipende da quante tasche profonde restano, dal fumo e da come pulisci a casa. Alcuni pazienti stanno bene con un richiamo ogni sei mesi, altri hanno bisogno di tornare ogni tre. La cadenza si decide alla rivalutazione e si corregge nel tempo.
La parodontite fa male tardi, e quando fa male spesso l'osso perso è già tanto. Il segnale da non ignorare è il sanguinamento, insieme all'alito cattivo e ai denti che sembrano più lunghi. Aspettare il dolore è l'errore che vedo più spesso.
La mobilità può ridursi quando l'infiammazione si spegne e, in alcuni casi, il dente si stabilizza. Se invece il supporto osseo è quasi esaurito, la tasca migliora ma il dente resta instabile. Per questo la prima visita serve a separare i denti recuperabili dagli altri.
Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Cura della parodontite a Pistoia >
Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia




Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
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