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Sanguinamento gengive e spazzolino, l'errore di smettere

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Gengive e igiene > Sanguinamento gengive e spazzolino, l'errore di smettere

Il Dott. Lorenzo Del Dotto in sala operativa, dove valuta il sanguinamento gengive quando lavo i denti

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 17.09.2026

17 settembre 2026 · 8 min di lettura

Riassunto:

Se le gengive sanguinano quando lavi i denti non devi spazzolare meno: a Pistoia ti spiego cosa significa e quando serve una visita.

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Il sanguinamento gengive quando lavo i denti è quasi sempre il segno di una gengivite: la placca rimasta sul bordo infiamma il tessuto, che al passaggio delle setole sanguina. L'errore più comune è spazzolare meno in quel punto. Serve il contrario: pulire bene e con delicatezza, e farsi vedere se il sangue non si ferma in due settimane.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e in Via Machiavelli a Pistoia mi occupo di parodontologia, endodonzia, conservativa, protesi fissa e protesi mobile.

Perché le gengive sanguinano proprio mentre lavo i denti?

Perché lo spazzolino tocca un tessuto già infiammato, e un tessuto infiammato è fragile.

La gengiva sana è rosa, compatta e aderisce al dente. Quando la placca resta sul colletto per giorni, i batteri irritano il margine: la gengiva si gonfia, si arrossa e i piccoli vasi diventano più superficiali. Basta lo sfregamento delle setole o del filo per farli sanguinare.

Non fa male. Ed è proprio questo che inganna.

Molti pazienti che visito a Pistoia raccontano di aver visto il rosa nella schiuma per mesi, senza dolore. Nelle malattie delle gengive il dolore arriva tardi. Il sangue arriva presto, ed è il segnale più utile che abbiamo.

Le cause che incontro più spesso sono queste:

  • Placca e tartaro. Il deposito lungo il bordo gengivale è all'origine della maggior parte dei sanguinamenti.
  • Spazzolino duro o gesto energico. Qui il sangue nasce da un piccolo trauma, non da un'infiammazione.
  • Cambiamenti ormonali. In gravidanza la gengiva reagisce di più alla stessa quantità di placca.
  • Farmaci che rendono il sangue più fluido. Vanno sempre riferiti in visita, senza sospenderli di propria iniziativa.
  • Fumo. Riduce il sanguinamento e nasconde il problema: chi fuma può avere gengive malate che sanguinano poco.

Devo spazzolare meno nei punti che sanguinano?

No: smettere di pulire dove sanguina lascia lì la placca che causa il sanguinamento.

È il dubbio che sento più spesso. Il gesto sembra prudente: vedo sangue, mi fermo. Ma la placca resta, l'infiammazione cresce e la volta dopo i denti sanguinano di più.

Quello che consiglio è cambiare il modo, non la frequenza:

  • Setole morbide. Puliscono il colletto senza graffiare una gengiva già arrossata.
  • Movimenti piccoli. Lo spazzolino inclinato verso la gengiva, con spostamenti brevi, dente per dente.
  • Filo o scovolino ogni sera. Fra un dente e l'altro lo spazzolino non arriva, ed è lì che il sangue compare per primo.
  • Due minuti, due volte al giorno. Con calma, senza premere.

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Quando non serve correre dal dentista?

Se il sangue è comparso da pochi giorni, dopo aver iniziato il filo o cambiato spazzolino, la prima cosa da fare è pulire bene e osservare.

Chi comincia a usare il filo interdentale spesso sanguina per qualche giorno: la gengiva fra i denti era infiammata e nessuno la toccava. Con una pulizia regolare e delicata, in genere il sanguinamento si riduce nel giro di una o due settimane.

Stesso discorso per un graffio da spazzolino o una crosta di pane dura. Un punto isolato guarisce da solo in pochi giorni.

Qui la strada semplice viene prima.

Se invece, dopo due settimane di buona igiene, il sanguinamento gengive quando lavo i denti continua, la pulizia di casa non basta più. Il tartaro sotto il bordo gengivale non si toglie con lo spazzolino. A quel punto serve una visita dentistica.

L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia
L'area di sterilizzazione degli strumenti dello studio di Pistoia

Quando il sangue indica una parodontite?

Quando al sanguinamento si aggiungono gengive che si ritirano, denti che sembrano più lunghi o che si muovono.

La gengivite resta sul bordo della gengiva e può regredire. La parodontite scende più in profondità: l'infiammazione si porta via una parte dell'osso che sostiene il dente. Quell'osso non ricresce da solo.

I segni che mi fanno pensare a qualcosa di più di una gengivite:

  • Alito cattivo che torna. Anche subito dopo aver lavato i denti.
  • Spazi nuovi. Il cibo si ferma dove prima non si fermava.
  • Denti che si spostano. Un incisivo che si apre a ventaglio, un molare che si muove masticando.
  • Pus o sapore sgradevole. Spesso premendo sulla gengiva.
  • Fastidio al freddo sul colletto. La gengiva ritirata lascia scoperta la radice.

Se riconosci uno di questi segni, puoi leggere come lavoro sulla cura della parodontite a Pistoia: è la parte del mio lavoro che segue proprio queste gengive.

Cosa guardo durante la visita in Via Machiavelli?

Misuro le tasche gengivali dente per dente e cerco dove il sangue nasce, non solo dove si vede.

Con una sonda millimetrata controllo quanto è profondo il solco fra gengiva e dente, in più punti per ogni dente, e annoto quali sanguinano al sondaggio. È una misura, non un'impressione. Quei numeri diventano il riferimento per i controlli successivi.

Se servono, le radiografie mostrano il livello dell'osso. Guardo anche otturazioni con bordi sporgenti e corone vecchie, che trattengono placca. A volte un dente con un problema interno dà segnali sulla gengiva, e allora la valutazione passa dall'endodonzia.

Lo studio è in Via Machiavelli 27, vicino al raccordo, con un parcheggio riservato ai pazienti. Chi arriva in treno è a una decina di minuti a piedi dalla stazione di Pistoia.

Molti vengono da Quarrata, Agliana e Montale, altri scendono dalla montagna pistoiese. Con loro concordiamo al telefono un orario comodo, dal lunedì al venerdì fra le 9 e le 19.

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Cosa succede se le gengive risultano malate?

Si parte dalla terapia meno invasiva, e il passo successivo si decide solo dopo aver rimisurato.

Per una gengivite di solito bastano una seduta di igiene professionale e istruzioni precise per casa, verificate al controllo. Se ci sono tasche profonde, può servire la levigatura radicolare, che pulisce la radice sotto il bordo della gengiva.

Dopo qualche settimana rimisuro le tasche. Il confronto fra i numeri dice se la gengiva sta rispondendo. Solo dove le tasche restano profonde si valutano altre strade.

Nessuno schema fisso. Decide la gengiva.

Anche chi ha già perso un dente e pensa agli impianti dentali deve partire da qui. Un impianto inserito in una bocca con gengive infiammate lavora in un terreno difficile.

Il primo passo è una visita: misuriamo le gengive, capiamo da dove viene il sangue e ti spiego con calma cosa fare a casa e in studio. Puoi chiamare lo 0573 32937 oppure scegliere il giorno su prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • Una gengiva sana non sanguina durante una pulizia delicata. Se succede ogni tanto, di solito c'è un punto dove la placca si ferma più a lungo. Vale la pena curare meglio quella zona e osservare per una o due settimane.

  • Le setole morbide aiutano a pulire senza ferire una gengiva arrossata. Contano però più il gesto e il tempo che la durezza. Uno spazzolino morbido usato in fretta lascia comunque la placca.

  • Nei primi giorni può capitare, soprattutto se si preme troppo. Usato appoggiandolo senza forza, pulisce bene anche il bordo gengivale. Se il sangue continua dopo un paio di settimane, il problema non è lo strumento.

  • I cambiamenti ormonali rendono la gengiva più reattiva alla placca. Per questo in gravidanza la pulizia di casa va curata ancora di più. Una visita di controllo si può fare anche mentre si aspetta un bambino.

  • Un collutorio non toglie la placca già attaccata né il tartaro sotto la gengiva. Può coprire il sintomo per qualche giorno. La causa resta, e con lei l'infiammazione.

  • Non necessariamente. Il fumo riduce l'afflusso di sangue alla gengiva e può nascondere l'infiammazione. Per chi fuma la misura delle tasche in visita dice più del sangue sullo spazzolino.

  • La prima valutazione con la misura delle tasche richiede in genere meno di un'ora. Se servono radiografie, si fanno nello stesso appuntamento. Alla fine ti spiego cosa ho trovato e quali sono le strade possibili.

  • Dipende da cosa ti è comodo: lo studio è in Via Machiavelli, vicino al raccordo, con parcheggio riservato ai pazienti. Al telefono possiamo scegliere insieme un orario fra le 9 e le 19. Così il viaggio pesa meno sulla giornata.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Cura della parodontite a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci

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