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Sensibilità che dura dopo l'otturazione, il morso c'entra?

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Carie, devitalizzazioni e protesi > Sensibilità che dura dopo l'otturazione, il morso c'entra?

Il Dott. Lorenzo Del Dotto consulta le immagini al monitor per capire quanto dura sensibilità dentale dopo otturazione

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 17.09.2026

17 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Quanto dura la sensibilità dopo un'otturazione, cosa è normale e quando serve un controllo: la risposta del Dott. Del Dotto a Pistoia.

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Dopo un'otturazione la sensibilità dentale di solito dura da qualche giorno a due o tre settimane, e cala un po' ogni giorno. Se invece resta uguale, peggiora, ti sveglia di notte o fa male quando mastichi, non è più il normale assestamento: va ricontrollata, e spesso basta un ritocco di pochi minuti.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e nello studio di Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia mi occupo di conservativa, endodonzia, parodontologia, protesi e protesi mobile.

Chi scrive su Google «quanto dura sensibilità dentale dopo otturazione» di solito ha appena bevuto qualcosa di freddo e ha sentito una fitta. La domanda vera, però, è un'altra. È normale, o qualcosa è andato storto? Provo a rispondere come rispondo in poltrona, con i criteri che uso davvero.

Perché un dente appena otturato diventa sensibile?

Perché il dente è stato lavorato vicino alla sua parte viva, e il nervo ha bisogno di qualche giorno per calmarsi.

Quando tolgo una carie apro la dentina, un tessuto attraversato da canalicoli sottilissimi che portano gli stimoli fino alla polpa. Durante una otturazione del dente quei canalicoli vengono sigillati, ma la polpa ha comunque ricevuto un piccolo trauma. Reagisce. È un processo fisiologico.

L'intensità del fastidio dipende da alcuni fattori precisi:

  • La profondità della carie. Più era vicina al nervo, più la reazione dei giorni successivi è marcata.
  • Il materiale. Il composito si indurisce con la luce e nel farlo si contrae di pochissimo: in cavità ampie questa tensione si avverte.
  • Il morso. Un'otturazione anche di pochi decimi di millimetro più alta carica il dente a ogni masticazione.
  • Lo stato di partenza. Un dente che faceva già male prima della cura parte da una polpa più irritata.

Quanti giorni sono normali e cosa dovrei sentire?

Nella maggior parte dei casi la fitta al freddo si attenua nell'arco di una o due settimane e sparisce entro un mese.

Il fastidio «buono» ha caratteristiche riconoscibili. Arriva con uno stimolo: acqua fredda, gelato, aria d'inverno, qualcosa di dolce. È breve. Tolto lo stimolo, sparisce in pochi secondi.

Soprattutto, migliora. Se al decimo giorno la fitta è più debole che al terzo, il dente sta recuperando. Il tempo, qui, lavora a tuo favore.

Diverso è un dolore che non cambia per settimane, o che cambia in peggio. In quel caso l'attesa non aiuta più.

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Se fa male quando mastico, l'otturazione è troppo alta?

Spesso sì: il dolore al morso, più di quello al freddo, fa pensare a un contatto da ritoccare.

Durante la seduta sei in anestesia e non percepisci bene come chiudi. Controllo il morso con la carta apposita, ma a volte un contatto in eccesso emerge solo nei giorni seguenti. Il dente, colpito mille volte al giorno, si infiamma nel legamento che lo sostiene.

La soluzione è semplice. Si individua il punto alto e lo si leviga, di solito senza anestesia e in pochi minuti. Il sollievo, in genere, arriva nel giro di qualche giorno.

Vedo spesso pazienti che da Quarrata, Agliana o Montale aspettano il controllo dei sei mesi sperando che passi. Non conviene. Lo studio è in Via Machiavelli, vicino al raccordo, con il parcheggio riservato ai pazienti; chi arriva in treno è a una decina di minuti a piedi dalla stazione di Pistoia.

L'ufficio dove si discutono piani di cura e preventivi
L'ufficio dove si discutono piani di cura e preventivi

Quando la sensibilità diventa un segnale del nervo?

Quando il dolore arriva da solo, resta per minuti dopo il freddo o ti sveglia di notte, il nervo potrebbe non riuscire a recuperare.

In questi casi parliamo di una pulpite che non regredisce. Il dente non è più solo «irritato»: la polpa è infiammata in modo stabile. Altri segnali sono il calore che peggiora il dolore e una fitta che si irradia verso l'orecchio o la tempia.

Qui entra in gioco la mia parte di lavoro in endodonzia. Faccio test al freddo, confronto con i denti vicini, guardo la radiografia. Solo dopo decido se il nervo può ancora guarire o se serve una cura canalare.

Non succede spesso. Ma è la ragione per cui un dolore che non cala va visto, e non sopportato.

Quando non serve tornare subito e cosa posso fare a casa?

Se la fitta è breve, legata al freddo e ogni giorno un po' più debole, non serve correre dal dentista: bastano qualche accorgimento e un po' di pazienza.

Nelle prime settimane aiutano gesti semplici:

  • Temperature moderate. Evita per qualche giorno ghiaccio e bevande gelate su quel lato.
  • Spazzolino morbido. Pulisci bene anche il dente otturato, senza premere.
  • Dentifricio per denti sensibili. Usato con costanza riduce la trasmissione degli stimoli.
  • Masticazione bilanciata. Se il dente è indolenzito, per un po' sposta i cibi duri dall'altro lato.
  • Un piccolo diario. Annota ogni due o tre giorni com'è la fitta: al controllo sarà utile.

E se il fastidio non passa? Anche allora la strada più semplice viene prima. Si controlla il morso, poi la tenuta dell'otturazione, e solo alla fine si valutano cure più impegnative. Rifare tutto subito raramente è la prima risposta.

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Un'otturazione grande conviene sostituirla con un intarsio?

Non sempre: su un dente che ha perso molte pareti un intarsio può distribuire meglio i carichi, ma è una scelta da valutare con calma, non una risposta alla sensibilità dei primi giorni.

Quando la cavità è molto ampia, un restauro fatto in laboratorio, come un intarsio dentale, si adatta con precisione e protegge le cuspidi residue. Lo propongo quando la struttura del dente lo richiede. Non per coprire un fastidio passeggero.

A volte, poi, la sensibilità non viene affatto dall'otturazione. Una gengiva ritirata lascia scoperto il colletto del dente, e il freddo arriva lì. In quel caso il problema riguarda i tessuti di sostegno, e la valutazione passa dal parodontologo.

Il primo passo è una visita: durante una visita dentistica controllo il morso, provo la risposta del dente e, se serve, faccio una radiografia, così capiamo insieme se il tuo fastidio è un assestamento o un segnale. Chiama lo 0573 32937 o scegli un orario su prenota.adamanti.it.

Domande frequenti

  • Con una carie vicina al nervo il fastidio può durare qualche settimana, più a lungo che in una cavità piccola. Conta l'andamento: se cala giorno dopo giorno, il dente sta recuperando. Se dopo un mese è ancora uguale, serve un controllo.

  • Sì, una fitta breve al freddo nei primi giorni è frequente. Il composito, indurendosi, si contrae di pochissimo e la polpa reagisce. Il fastidio deve però sparire in pochi secondi, tolto lo stimolo.

  • Il dolore alla masticazione fa pensare a un contatto troppo alto. È una correzione rapida, di solito senza anestesia. Aspettare mesi rischia di infiammare il legamento del dente.

  • Un dolore spontaneo, notturno o che dura minuti dopo il freddo va valutato presto. Può indicare che il nervo non riesce a recuperare. Chiama lo studio e descrivi i sintomi.

  • Sì, usato ogni giorno aiuta a ridurre la trasmissione degli stimoli. Non sostituisce un controllo se il dolore non migliora. Scegli uno spazzolino morbido e non premere.

  • Se dopo due o tre settimane il fastidio non è diminuito, conviene farsi vedere. Prima ancora, se fa male masticando o compare dolore spontaneo. Lo studio di Via Machiavelli è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.

  • Nella grande maggioranza dei casi no: il nervo si calma da solo. La cura canalare si considera solo se i test mostrano una polpa che non recupera. Prima si verificano sempre morso e tenuta del restauro.

  • Non necessariamente. Una gengiva ritirata espone il colletto del dente, che reagisce al freddo anche senza otturazioni. In visita si capisce da dove nasce il fastidio.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Otturazioni a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri

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