Pulizia profonda delle tasche: la sonda decide
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Revisione a cura di Dott.ssa Giulia Sofia Profeti, Igienista dentale dello studio, Albo Igienisti Dentali di Pisa n. 169 — verificato il 01.10.2026
1 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
Pulizia denti profonda a Pistoia: cos'è la levigatura sotto gengiva, quando serve davvero, quante sedute chiede e come si decide in visita.
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La pulizia denti profonda non è una detartrasi fatta con più forza: è la pulizia delle radici dentro le tasche gengivali, sotto il bordo della gengiva. Si decide con una sonda millimetrata, non a occhio. Serve dove le tasche superano i 4 millimetri.
Sono la Dott.ssa Giulia Sofia Profeti e in Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia mi occupo di igiene, parodontologia e prevenzione.
Che differenza c'è fra la pulizia normale e quella profonda?
La prima lavora sopra la gengiva, la seconda dentro la tasca, sulla superficie della radice.
L'igiene professionale sopra gengiva toglie tartaro e placca dalla corona del dente e dal solco: pochi millimetri. Quando la gengiva si stacca e si forma una tasca, il deposito scende lungo la radice. Lì nessuno spazzolino arriva.
La levigatura radicolare lavora su quella superficie: si rimuove il tartaro aderente e si liscia la radice, perché una radice ruvida trattiene batteri. Il nome tecnico è curettage.
- Sopra gengiva. Strumenti a ultrasuoni, visibilità diretta, una seduta.
- Sotto gengiva. Curette e punte dedicate, lavoro al tatto, spesso più sedute.
- La misura. Una sonda graduata percorre sei punti per dente e scrive i millimetri.
Come capisco se mi serve una pulizia profonda?
Lo dice il sondaggio parodontale, non la sensazione di avere i denti sporchi.
In visita passo la sonda attorno a ogni dente. Fino a 3 millimetri siamo nella norma. Da 4 in su c'è una tasca, e sopra i 5 il tartaro sotto gengiva è quasi sempre presente.
Accanto ai millimetri guardo il sanguinamento al sondaggio, la mobilità, la recessione. Una radiografia panoramica completa il quadro sull'osso.
I segnali che portano qui sono quasi sempre gli stessi: gengive che sanguinano col filo, alito pesante che torna dopo poche ore, denti che sembrano più lunghi, un sapore strano al mattino.
Se l'odore è il sintomo che pesa di più, ne parlo nella pagina sull'alitosi e le sue cause orali.
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Quante sedute servono e quanto dura ognuna?
Di solito due o quattro appuntamenti, ciascuno fra i quaranta e i sessanta minuti.
Si lavora per settori, metà bocca per volta o un quadrante alla volta. Dividere permette di dedicare tempo vero a ogni radice e di tenere l'anestesia locale su una zona sola.
Fra una seduta e l'altra passano in genere sette-dieci giorni. A distanza di sei-otto settimane dall'ultima rivedo le stesse tasche con la stessa sonda: è la rivalutazione, il momento in cui si capisce se la gengiva si è riattaccata.

Fa male? E dopo cosa succede?
Con l'anestesia locale la seduta non è dolorosa; il fastidio arriva dopo, ed è passeggero.
Nei giorni successivi i denti possono reagire al freddo: la radice, prima coperta dal tartaro, resta esposta per un periodo. Molte persone notano anche gengive più tirate e qualche spazio nuovo fra i denti.
Non è un peggioramento. È il tessuto gonfio che si sgonfia e torna alla sua posizione reale.
- Primi due giorni. Cibi tiepidi, niente croccante sulla zona trattata.
- Sensibilità. Dentifricio desensibilizzante e spazzolino morbido, senza premere.
- Igiene. Si riprende subito, anche dove sanguina: è il sanguinamento che diminuisce pulendo.
Quando NON serve la pulizia profonda?
Quando le tasche stanno sotto i 4 millimetri: lì basta una detartrasi tradizionale e un richiamo più ravvicinato.
Capita spesso. Il paziente arriva convinto di avere una parodontite e in realtà ha una gengivite: gengive rosse, sanguinanti, ma osso integro e tasche normali. In quel caso l'alternativa semplice viene prima, e funziona: igiene professionale, correzione della tecnica di spazzolamento, scovolini della misura giusta, controllo dopo tre mesi.
Non ha senso nemmeno levigare le radici in una bocca dove il fumo resta a venti sigarette al giorno, o dove il diabete è fuori controllo: il risultato si perde in pochi mesi.
E quando la tasca supera gli 8 millimetri con perdita ossea importante, la levigatura da sola spesso non basta: il percorso prosegue nella cura della parodontite, con una fase chirurgica da valutare.
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Perché curare le tasche cambia i piani futuri?
Perché un osso sano regge i denti, le protesi e gli eventuali impianti; un osso infiammato no.
Chi ha tasche attive e pensa a riabilitazioni fisse deve mettere in ordine prima le gengive. Un impianto inserito in una bocca con parodontite non trattata ha un rischio più alto di perimplantite, che è lo stesso meccanismo trasferito sulla vite.
Per questo, prima di qualunque discorso sugli impianti dentali, chiedo una bocca stabilizzata e un sondaggio in regola.
Vale anche al contrario: curare le tasche spesso evita estrazioni che sembravano decise.
Come funziona venire in Via Machiavelli per queste sedute?
Lo studio è in Via Niccolò Machiavelli 27, vicino al raccordo, con parcheggio riservato ai pazienti.
Chi arriva da Quarrata o Agliana impiega una decina di minuti, da Montale o Serravalle Pistoiese siamo intorno al quarto d'ora, da Casalguidi e Montemurlo poco di più. Chi scende dalla montagna pistoiese preferisce in genere accorpare: due quadranti nella stessa mattina, una salita in meno.
Per chi viene in treno la stazione di Pistoia è a dieci minuti a piedi. Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, e le sedute di levigatura le programmo volentieri a prima ora: la bocca è più riposata e l'anestesia si esaurisce in tempo per il pranzo.
Il percorso parte sempre dallo stesso punto: una prima visita con sondaggio, poi si decide insieme.
Il primo passo è una visita: si guarda, si misura, e solo dopo si sceglie cosa fare. Chiama lo 0573 32937 o prenota il tuo appuntamento su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.
Domande frequenti
Raramente. Si lavora per quadranti o per metà arcata, quindi gli appuntamenti sono di solito due o quattro. Dividere il lavoro permette di usare l'anestesia su una zona per volta e di dedicare tempo vero a ogni radice.
Quasi sempre sì, almeno locale, perché si lavora sotto il bordo della gengiva. Su tasche poco profonde a volte basta un gel anestetico di superficie. Lo decidiamo insieme all'inizio della seduta, in base ai millimetri misurati.
In genere si riduce molto già nella prima settimana, se l'igiene domiciliare è costante. Alla rivalutazione, dopo sei-otto settimane, controllo quanti punti sanguinano ancora al sondaggio: è l'indicatore che dice se la cura sta funzionando.
Sì, succede spesso e non è un danno. Il gonfiore teneva la gengiva più alta di dove l'osso la sostiene davvero; una volta eliminata l'infiammazione, il tessuto si ritira alla sua posizione reale. Gli spazi nuovi si gestiscono con gli scovolini.
Dipende dal quadro. Chi ha avuto tasche profonde entra in un programma di richiami, spesso ogni tre o quattro mesi, con controllo dei millimetri a ogni passaggio. Non tutti i richiami sono levigature: molti sono mantenimenti sopra gengiva.
Il fumo rallenta la guarigione dei tessuti gengivali e peggiora la prognosi a lungo termine. Nei giorni successivi conviene astenersi del tutto, e nel percorso complessivo la riduzione è uno dei fattori che pesa di più sul risultato.
No. Rimuove depositi e pigmentazioni superficiali, quindi il dente appare più pulito, ma il colore naturale della dentina resta quello. Chi vuole intervenire sul colore ne parla in visita, dopo che le gengive sono sane.
No. Se il sondaggio mostra tasche localizzate, si tratta quella zona e si tiene il resto in mantenimento normale. Il piano segue la mappa dei millimetri, non uno schema uguale per tutti.
Nella maggior parte dei casi sì, e il secondo trimestre è il periodo più comodo. Le gengive in gravidanza si infiammano più facilmente, quindi tenerle pulite conta. Serve però una valutazione preliminare che tenga conto del decorso.
Sei-otto settimane dall'ultima seduta. Serve tempo perché il tessuto si riattacchi alla radice: un controllo troppo precoce darebbe numeri non affidabili. In quel periodo l'igiene domiciliare quotidiana fa gran parte del lavoro.
Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Igiene dentale e detartrasi a Pistoia >
Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia




Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
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