Vai al contenuto
Assistenza telefonica:Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:000573 32937Prenota una visita

Pus dalla gengiva, cosa fare se l'infezione torna?

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Gengive e igiene > Pus dalla gengiva, cosa fare se l'infezione torna?

Il Dott. Lorenzo Del Dotto al lavoro nello studio di Pistoia, infezione alle gengive cosa fare

Revisione medica di Dott. Lorenzo Del Dotto, Odontoiatra dello studio, Albo Odontoiatri di Lucca n. 608 — verificato il 17.09.2026

17 settembre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Infezione alle gengive, cosa fare: i segni da non ignorare, cosa non fare a casa e come la valutiamo nello studio di Pistoia in Via Machiavelli.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Hai un'infezione alle gengive? Cosa fare nelle prime ore è semplice: continua a pulire con delicatezza, non schiacciare il gonfiore, non prendere farmaci di tua iniziativa e fatti vedere da un dentista entro pochi giorni. Con febbre, guancia gonfia o fatica a deglutire, la visita va fatta in giornata.

Sono il Dott. Lorenzo Del Dotto e in Via Machiavelli a Pistoia mi occupo di parodontologia, endodonzia, conservativa, protesi fissa e protesi mobile.

Come capisco se è un'infezione e non solo un'infiammazione?

La differenza la fanno pus, dolore pulsante e gonfiore che si allarga, non il semplice sanguinamento.

Le gengive arrossate che sanguinano quando passi lo spazzolino sono quasi sempre infiammate, non infette. Vanno curate, ma con un altro passo. L'infezione ha segni più netti.

  • Pus. Un liquido giallastro esce premendo vicino al dente, oppure torna spesso un sapore cattivo in bocca.
  • Dolore pulsante. Non compare solo al contatto: batte anche a riposo, a volte di notte.
  • Gonfiore localizzato. Una piccola sporgenza morbida sulla gengiva, accanto a un dente preciso.
  • Dente che cambia. Lo senti diverso quando mastichi, come se fosse più alto degli altri.
  • Segni generali. Febbre, stanchezza, linfonodi gonfi sotto la mandibola.

Basta uno di questi segni per non chiamarla più una semplice irritazione. Due insieme meritano una visita a breve.

Cosa fare a casa prima della visita?

Pulire con delicatezza e tenere la zona fresca aiuta, ma nessun gesto casalingo raggiunge i batteri sotto la gengiva.

Nei giorni che precedono l'appuntamento puoi limitare il fastidio con poche regole.

  • Spazzolino morbido. Non saltare la zona che fa male: la placca che resta lì alimenta l'infezione.
  • Sciacqui tiepidi. Acqua e un pizzico di sale, per tenere pulita la superficie.
  • Freddo all'esterno. Un impacco sulla guancia, a intervalli, mai caldo.
  • Cibi morbidi. Mastica dal lato opposto.

Per il dolore chiedi al tuo medico o al dentista cosa è adatto a te. Qui non indico farmaci. Dipende dalla tua storia clinica.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Quali errori peggiorano un'infezione gengivale?

Il più frequente è sentirsi meglio e smettere di cercarne la causa.

Molti pazienti arrivano dopo settimane. Il gonfiore era calato, poi è tornato, di solito più esteso. Nel frattempo sono successe alcune cose che conviene evitare.

  • Schiacciare il gonfiore. Spingi i batteri più in profondità e rischi di ferire il tessuto.
  • Farmaci avanzati in casa. Coprono i sintomi per qualche giorno, ma la tasca sotto la gengiva resta infetta.
  • Impacchi caldi. Possono favorire l'estensione del gonfiore verso la guancia.
  • Collutori forti a ripetizione. Irritano la mucosa e non arrivano sul fondo della tasca.
  • Smettere di spazzolare. Il sangue spaventa, ma la placca che si accumula peggiora il quadro.

Il collutorio lavora in superficie. Il problema vive più sotto.

La terza sala operativa dello studio dentistico di Pistoia
La terza sala operativa dello studio dentistico di Pistoia

Quando non serve una visita in giornata?

Se sanguini solo spazzolando e non hai gonfiore né dolore, la strada più semplice è migliorare la pulizia e fare un controllo nelle settimane successive.

Non ogni fastidio alle gengive è un'emergenza. Una gengiva irritata da un filo interdentale usato male, o da un pezzetto di cibo incastrato, spesso si calma in due o tre giorni.

In questi casi togli prima la causa: scovolino, filo, spazzolino morbido. Se in una settimana non vedi miglioramenti, una visita dentistica di controllo è il passo sensato.

La visita in giornata serve invece con pus, febbre, gonfiore al viso o difficoltà ad aprire la bocca. Lì non si aspetta.

Cosa controllo quando arrivi con la gengiva infetta?

Misuro le tasche attorno ai denti e cerco da dove parte l'infezione, perché la cura dipende dall'origine.

La visita parte dal sondaggio: una sonda millimetrata scivola fra dente e gengiva e mi dice quanto è profonda la tasca. Poi valuto mobilità e sanguinamento e, se serve, una radiografia per vedere l'osso.

Se la causa è una parodontite, il percorso è quello della cura della parodontite. Spesso si comincia con una levigatura radicolare, che pulisce le radici dove lo spazzolino non arriva. Cosa proporre lo decido solo dopo aver visto la bocca.

E se il problema parte dal dente e non dalla gengiva?

Allora la gengiva è solo la via d'uscita: il pus nasce dalla radice e la cura riguarda il canale del dente.

Un dente con il nervo necrotico può formare un ascesso che si apre sulla gengiva con una piccola fistola. Sembra un brufolo che va e viene. Pulire la gengiva, qui, non basta.

Per questo seguo entrambi i fronti, parodontologia ed endodonzia. Un test di vitalità e una radiografia spesso chiariscono la strada. Se il dente è troppo compromesso, si parla con calma delle alternative, compresi gli impianti dentali, ma solo dopo aver valutato se il dente naturale può restare.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Vengo da fuori Pistoia: come si organizzano le sedute?

Si concentrano in pochi appuntamenti, quando il quadro lo consente, con richiami a intervalli regolari.

Molti pazienti arrivano da Quarrata, Agliana, Montale o Serravalle Pistoiese. Lo studio è in Via Machiavelli 27. Chi viene in treno ha la stazione di Pistoia a una decina di minuti a piedi.

Per chi scende dalla montagna pistoiese cerco di far coincidere la visita e la prima seduta di pulizia, quando le condizioni lo permettono. Poi i richiami. Il ritmo lo decido dalla profondità delle tasche, non da un calendario uguale per tutti.

Il primo passo è una visita: guardo le gengive, misuro le tasche e capisco se l'infezione nasce dalla gengiva o dal dente. Chiama il 0573 32937 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, oppure scegli un orario su prenota.adamanti.it.

Domande frequenti

  • Il gonfiore può calare, ma i batteri nella tasca di solito restano. Per questo il fastidio tende a tornare, spesso più esteso. Serve una valutazione per capire l'origine.

  • Meglio di no senza indicazione del dentista, perché può irritare la mucosa. Acqua tiepida e sale bastano per tenere pulita la superficie. La pulizia in profondità si fa in studio.

  • La febbre indica che l'infezione non è più solo locale. In questo caso la visita va fatta in giornata. Se si aggiungono difficoltà a deglutire o a respirare, rivolgiti al pronto soccorso.

  • Se l'infezione riguarda l'osso di sostegno e non viene curata, il dente può perdere stabilità. Non succede in pochi giorni. La visita serve a misurare quanto sostegno resta.

  • Il fastidio dei primi giorni di solito si attenua in breve tempo. La gengiva ha bisogno di alcune settimane per stabilizzarsi. Il controllo successivo serve a rimisurare le tasche.

  • In gravidanza le gengive si infiammano con più facilità per i cambiamenti ormonali. Un'infiammazione trascurata può peggiorare. Le cure di igiene si possono fare, valutando il periodo con il dentista.

  • Il fumo riduce l'afflusso di sangue alla gengiva e può nascondere il sanguinamento. Così l'infezione avanza con meno segnali. Anche la guarigione dopo le cure tende a essere più lenta.

  • Non sempre, ma spesso aiuta a vedere l'osso e la radice. Distingue un problema gengivale da un ascesso che nasce dal dente. La decisione si prende durante la visita.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Cura della parodontite a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio di Pistoia.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.