Impianto dentale: come si fa, passo per passo
Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Impianti e denti fissi > Impianto dentale: come si fa, passo per passo


Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 18.09.2026
18 settembre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
Impianto dentale come si fa: la visita, la vite nell'osso e la corona, con i tempi reali e i controlli dello studio di Pistoia.
Parla con noi per un consulto
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.
Un impianto dentale come si fa? Si inserisce nell'osso una piccola vite in titanio che sostituisce la radice mancante, si attende che l'osso la integri e solo dopo si avvita sopra la corona. Si lavora in anestesia locale, in due o tre appuntamenti brevi più i controlli.
Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia, e seguo tutte le aree dello studio, dalla chirurgia implantare alla protesi che ci va sopra.
Che cosa succede davvero in poltrona?
L'inserimento di un singolo impianto dura in media venti-quaranta minuti, e la cosa che il paziente nota di più è il rumore del manipolo.
Si anestetizza la zona, si scosta la gengiva quel tanto che basta e si prepara il sito nell'osso con frese di diametro crescente. Poi si avvita la vite. Due o tre punti e si chiude.
- La sede. Si lavora dove l'osso c'è, non dove il dente stava: la posizione la decide la radiografia tridimensionale, non l'occhio.
- La vite. È in titanio, lunga in genere fra 8 e 12 millimetri, con una superficie ruvida che serve all'osso per aggrapparsi.
- La chiusura. La gengiva viene ricucita sopra o attorno alla vite, secondo il caso.
- Il controllo. I punti si tolgono dopo sette-dieci giorni, in una seduta di dieci minuti.
Perché serve una TAC prima di toccare l'osso?
Perché altezza e spessore dell'osso si misurano solo in tre dimensioni: la panoramica dice che manca un dente, la TAC Cone Beam dice se e dove l'impianto può stare.
Sotto i denti inferiori passa un nervo. Sopra i molari superiori c'è il seno mascellare. Sono due strutture che non si stimano a occhio.
Se l'osso in alto è poco, non significa che la strada sia chiusa: in molti casi si aggiunge volume con un rialzo del seno mascellare, a volte nella stessa seduta dell'impianto.
Parla con noi per un consulto
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.
Quanto tempo passa prima del dente definitivo?
Fra la vite e la corona definitiva passano in genere due o tre mesi nell'osso inferiore e tre o quattro in quello superiore, che è più morbido.
In quei mesi nessuno resta con il buco. Sui settori estetici si mette un provvisorio, fisso o mobile a seconda della situazione.
In alcuni casi selezionati, quando la vite risulta stabile già il giorno stesso, si può lavorare con il carico immediato e uscire con un provvisorio avvitato. Su arcate senza denti il ragionamento cambia ancora: si valuta una dentiera fissa su impianti, che poggia su quattro o sei viti invece che su una per dente.

Come si gestisce il dolore, durante e nei giorni dopo?
Si lavora in anestesia locale, che addormenta la zona per tutta la durata della chirurgia; se il paziente avverte qualcosa lo dice e si interviene subito.
Nei giorni successivi il disturbo tipico è un gonfiore che cresce per due giorni e poi cala. Il ghiaccio nelle prime ore aiuta. Si mastica dall'altro lato e si mangia morbido per qualche giorno, evitando cibi caldi il primo giorno.
La terapia per il dopo la prescrivo io in base al caso e alla tua storia clinica. Chi lavora in ufficio di solito riprende il giorno seguente; chi fa lavori pesanti, nel vivaismo o in cantiere, è meglio che si fermi ventiquattro ore.
Quando non serve un impianto e cosa si valuta prima?
Se il dente c'è ancora e la radice regge, la strada meno invasiva viene prima: si prova a salvarlo.
Un dente con una carie profonda o con un vecchio canale fallito in molti casi si recupera con una cura canalare e una corona. Togliere e rimpiazzare è la seconda scelta, non la prima.
- Parodontite attiva. Se le gengive sanguinano e l'osso si sta ritirando, prima si cura la parodontite: un impianto in una bocca infiammata parte con il piede sbagliato.
- Crescita non finita. Sotto i diciotto-vent'anni le ossa si muovono ancora e l'impianto no.
- Poco osso e nessuna voglia di chirurgia. Un ponte tradizionale o una protesi mobile restano opzioni oneste.
- Fumo importante e diabete non controllato. Non sono divieti assoluti, ma cambiano tempi e rischi, e vanno detti in visita.
Parla con noi per un consulto
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.
Da Quarrata o dalla montagna, quanti viaggi servono?
In media quattro accessi: visita con radiografia, intervento, rimozione punti, impronta e consegna della corona.
Via Machiavelli è a due passi dal raccordo, quindi da Quarrata e da Casalguidi si arriva in dieci minuti, da Agliana e Montale in un quarto d'ora, da Serravalle Pistoiese e Montemurlo in venti. Dalla montagna pistoiese la salita è più lunga: in quel caso accorpiamo impronta e controllo nella stessa mattina.
Chi arriva in treno ci mette dieci minuti a piedi dalla stazione di Pistoia. Per gli altri c'è il parcheggio riservato ai pazienti davanti allo studio, aperto come noi dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.
Come si tiene pulito un impianto negli anni?
Un impianto non si caria, ma la gengiva intorno si può infiammare: la manutenzione è quello che pesa di più sulla sua durata.
Servono lo scovolino o il filo dedicato ogni sera e un richiamo di igiene degli impianti ogni sei mesi, o ogni quattro nei pazienti a rischio. Gli strumenti sono diversi da quelli usati sui denti naturali.
Chi mette la vite dovrebbe essere anche chi la controlla nel tempo: nel nostro percorso di implantologia chirurgia, protesi e richiami restano nello stesso studio, con la stessa cartella.
Il primo passo è una visita: si guarda la bocca, si fa la radiografia e si mette per iscritto cosa serve davvero, con i tempi. Chiamaci allo 0573 32937, scrivi su WhatsApp al 331 6607774 o scegli l'orario che ti torna comodo su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.
Domande frequenti
Di solito fra venti e quaranta minuti, anestesia compresa. Il tempo in poltrona è più lungo, perché prima si controlla la radiografia e dopo si danno le indicazioni per i giorni successivi. Per due impianti vicini il tempo non raddoppia.
No. Nelle zone visibili si applica un provvisorio già nella seduta dell'intervento o nei giorni seguenti. Nei settori posteriori a volte si sceglie di lasciare la zona libera, perché la masticazione regge lo stesso e la guarigione è più tranquilla.
Spesso sì, ma l'osso in quella zona si è ridotto e va misurato con una TAC. Se manca volume si può aggiungere con un innesto o, nei molari superiori, con un rialzo del seno. La valutazione si fa caso per caso.
No, il titanio non viene rigettato in senso immunologico. Può però non integrarsi, se l'osso è di scarsa qualità, se c'è infezione o se la zona viene sollecitata troppo presto. È un'eventualità poco frequente e si vede nei primi mesi.
Solo quando la vite risulta già stabile alla misurazione e il caso lo consente: è il carico immediato. Se la stabilità iniziale non c'è, forzare significa rischiare di perdere l'impianto. La decisione si prende in sala, con il dato in mano.
Sì. Il fumo rallenta la guarigione della gengiva e aumenta il rischio di infiammazione intorno alla vite negli anni. Non esclude l'intervento, ma rende i richiami di igiene più stretti. Ridurre nelle settimane dopo la chirurgia aiuta.
Il controllo dei punti a una settimana, uno a fine guarigione e poi i richiami di igiene ogni sei mesi. Una volta l'anno si fa una radiografia mirata per verificare il livello dell'osso intorno alla vite.
Un ponte fisso appoggiato ai denti vicini, se quei denti hanno già bisogno di corone, oppure una protesi mobile. Sono soluzioni meno invasive ma con limiti diversi. In visita le mettiamo a confronto sul tuo caso, senza impegno a iniziare.
Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Implantologia dentale a Pistoia >
Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia




Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Parla con noi per un consulto
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio di Pistoia.