Vai al contenuto
Assistenza telefonica:Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:000573 32937Prenota una visita

Prima pulizia dei denti da adulto, cosa trovo sotto?

Studio Dentistico Palandri e Spinicci > Blog > Gengive e igiene > Prima pulizia dei denti da adulto, cosa trovo sotto?

La Dott.ssa Giulia Sofia Profeti, odontoiatra dello studio di Pistoia, riceve chi dice: non ho mai fatto la pulizia dei denti

Revisione a cura di Dott.ssa Giulia Sofia Profeti, Igienista dentale dello studio, Albo Igienisti Dentali di Pisa n. 169 — verificato il 02.10.2026

2 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Riassunto:

Non ho mai fatto la pulizia dei denti: cosa controllo alla prima seduta nello studio di Pistoia, quando serve più di un appuntamento e cosa rischi.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

«Non ho mai fatto la pulizia dei denti»: me lo sento dire ogni settimana, spesso da chi non ha mai avuto un dolore. Non è una condanna e quasi sempre si recupera. Ma prima della poltrona dell'igienista serve una visita: dopo anni il tartaro è scivolato anche sotto il bordo della gengiva.

Sono la Dott.ssa Giulia Sofia Profeti e in Via Niccolò Machiavelli 27, a Pistoia, mi occupo dell'igiene e della prevenzione dei pazienti dello studio.

Cosa succede ai denti se la pulizia non si è mai fatta?

Il deposito morbido si indurisce, si attacca allo smalto e scende lungo la radice, dove lo spazzolino non arriva più.

La placca si trasforma in tartaro in pochi giorni. Il tartaro è poroso: trattiene altri batteri, che infiammano la gengiva. La gengiva si scolla di un millimetro, e quel millimetro diventa una tasca nuova da riempire.

È un meccanismo lento e silenzioso. Nessuno se ne accorge, e intanto il bordo dell'osso cede di qualche decimo all'anno. Ecco perché chi non ha mai fatto una seduta di igiene spesso non ha sintomi fino ai quarant'anni.

  • Sanguinamento. La gengiva sanguina quando passi il filo o lo spazzolino: non è normale, è infiammazione.
  • Alito. I batteri nelle tasche producono composti maleodoranti; a volte l'alito pesante che non va via è il primo segnale che arriva.
  • Denti che sembrano più lunghi. La gengiva si ritira e scopre il colletto, più sensibile al freddo.

Perché lo spazzolino non toglie il tartaro?

Perché il tartaro è calcificato: aderisce al dente come il calcare alla caldaia e si stacca solo con strumenti dedicati.

Nessun dentifricio lo scioglie. Nessun collutorio lo ammorbidisce. L'idropulsore sciacqua bene, ma scivola sopra il deposito duro senza rimuoverlo.

Serve una seduta di igiene dentale e detartrasi, con ultrasuoni e strumenti manuali. Lo spazzolino, da quel giorno in poi, serve a non farlo tornare.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

La prima seduta fa male?

Fastidio sì, in alcuni punti; dolore vero raramente, e quando serve si usa un'anestesia locale.

Il fastidio nasce dall'infiammazione, non dallo strumento. Una gengiva gonfia è sensibile al tocco. Una gengiva sana, dopo qualche mese di igiene regolare, quasi non sente nulla.

Lo dico sempre a chi arriva dopo vent'anni: la prima volta è la più impegnativa. Le successive durano meno.

Cosa controllo prima di mettere mano al tartaro?

Guardo le gengive con la sonda, controllo il livello dell'osso e ascolto come ti lavi i denti a casa.

Il sondaggio è una misura, non un'opinione: segno in millimetri la profondità del solco intorno a ogni dente. Sei punti per dente. Da quei numeri capisco se siamo davanti a un'infiammazione superficiale o a una malattia che ha già toccato l'osso.

  • Il sondaggio. Dice dove la gengiva si è staccata e dove invece tiene ancora.
  • Le immagini. Una radiografia panoramica mostra il livello dell'osso fra le radici, che l'occhio non vede.
  • Le tue abitudini. Fumo, spazzolino elettrico o manuale, filo o scovolino: cambiano la cadenza dei controlli.

Alla fine di questi dieci minuti so quante sedute servono e in che ordine. È il motivo per cui la prima visita non si salta.

Alice in segreteria: risponde al telefono e organizza gli appuntamenti
Alice in segreteria: risponde al telefono e organizza gli appuntamenti

Basta un appuntamento solo?

Se il deposito è tanto o è sceso sotto gengiva, divido il lavoro in due o più sedute.

Una seduta dura in genere 45-60 minuti. Su una bocca mai trattata, fare tutto in una volta significa andare di fretta nei punti difficili: i molari in fondo, la faccia interna degli incisivi bassi, gli spazi fra i denti storti.

Quando il sondaggio trova tasche profonde e osso già perso, non parliamo più di sola igiene: siamo nel campo della cura della parodontite, che si affronta per quadranti e con controlli ravvicinati.

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.

Quando non serve partire da una seduta lunga?

Quando la bocca è così infiammata che toccarla subito servirebbe a poco: prima si sfiamma, poi si pulisce bene.

L'alternativa più semplice viene prima. In certi casi rimuovo i depositi grossolani in una seduta breve, insegno l'uso dello scovolino della misura giusta e rivedo la persona dopo due settimane. La gengiva nel frattempo si sgonfia e sanguina meno.

Non serve correre nemmeno se stai assumendo terapie che toccano la coagulazione o se hai condizioni che chiedono un confronto col tuo medico. In quei casi si valuta prima, non si improvvisa.

Quanto tempo chiede a chi viene da fuori Pistoia?

Fra viaggio e seduta, in genere si rientra in un'ora e mezza: lo studio è in Via Machiavelli, a due passi dal raccordo.

Chi arriva da Quarrata, Agliana o Montale impiega una decina di minuti d'auto. Da Serravalle Pistoiese e Casalguidi siamo intorno al quarto d'ora, da Montemurlo poco di più.

Per i pazienti c'è un parcheggio riservato, e chi scende dal treno raggiunge Via Machiavelli in circa dieci minuti a piedi dalla stazione di Pistoia.

Dalla montagna pistoiese la strada è più lunga: a quelle persone propongo la prima visita e la seduta in giornate pensate apposta, per non scendere due volte a vuoto.

Il primo passo è una visita: quindici minuti per sondare le gengive, capire quanto tartaro c'è e decidere insieme quante sedute servono. Chiama lo 0573 32937 o scegli un orario su prenota.adamanti.it/prenota/pistoia.

Domande frequenti

  • No, non è tardi. Anche su una bocca trascurata per decenni la rimozione del tartaro riduce l'infiammazione e rallenta la perdita di osso. Quello che è già stato perso non torna, ma si difende ciò che resta.

  • A volte un dente sembra più mobile nei primi giorni, perché il tartaro faceva da stecca fra un dente e l'altro. Non è un danno della seduta: è la situazione reale che viene allo scoperto. In visita ti dico subito se è un rischio che riguarda te.

  • La cadenza standard è ogni sei mesi, ma non vale per tutti. Fumatori, diabetici, portatori di apparecchio o persone con tasche profonde li rivedo ogni tre o quattro mesi.

  • No, è l'errore più comune. Una gengiva infiammata sanguina proprio perché i batteri restano lì: smettere peggiora la situazione. Spazzola con setole morbide e fatti vedere.

  • Gli ultrasuoni lavorano sul deposito, non sul dente. Lo smalto non viene limato. La sensibilità che si sente nei giorni successivi dipende dal colletto rimasto scoperto, non da un'abrasione.

  • Lo studio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 senza chiusura intermedia, quindi gli orari centrali esistono. Sono i più richiesti da chi lavora a Pistoia, perciò conviene fissarli con qualche settimana di anticipo.

  • Nulla di diverso da quello che dico a tutti: da dove partiamo e cosa facciamo. Chi arriva dopo vent'anni di assenza è la normalità del mio lavoro, non l'eccezione.

  • La seduta toglie tartaro e pigmenti di caffè, tè o fumo, quindi il colore naturale del dente torna visibile. Non è uno sbiancamento: il colore di base della dentina resta quello che è.

Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Igiene dentale e detartrasi a Pistoia >

I nostri pazienti raccontano

Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia

4,7 su 5 in base a 18 recensioni GoogleLeggi tutte le recensioni su Google
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Elisabetta Grillandini
Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Lorenzo Carmeci
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
Daniele Pedocchi
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Paolo Ricci
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
margherita scillieri
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Anthony Napolitano

Parla con noi per un consulto

Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio di Pistoia.

Cliccando su questo pulsante accetti il trattamento dei dati per essere ricontattato, come indicato nell’informativa privacy.